Annie Proulx.
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Pelle di corteccia.
Parte 3.
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Titolo originale: Barkskins.
Traduzione di: Silvia Pareschi.
2018. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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PARTE SESTA. LA FORTUNA  PROPRIO UNA SGUALDRINA. 1808 1826.
42. Tavolino intarsiato.
43. Errore di giudizio.
44. Ricordino.
45. Errore aggravato.
46. Riunione d'affari.
47. Uomo sposato, uomo condannato.
48. Una sorpresa per James.
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PARTE SETTIMA. TRONCHI SPEZZATI. 1825 1840.
49. Immensa conflagrazione
50. Una vita contorta
51. Fitti boschetti
52. Kauri
53. Nel bush.
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Fine Indice.
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PARTE SESTA. LA FORTUNA  PROPRIO UNA SGUALDRINA. 1808 1826.
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Capitolo 42. TAVOLINO INTARSIATO.
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A cinquantanni, il capitano James Duke era un uomo complicato
e piuttosto attraente, con i capelli scuri. Adottava un atteggiamento
risoluto e severo per nascondere l'intima consapevolezza
della propria inettitudine. Agiva d'impulso, oscillando
tra una morbosa autocommiserazione e un rigido dispotismo
nei confronti di se stesso e del suo equipaggio. Il futuro gli balenava
davanti come una probabile serie di delusioni.
In occasione della sua annuale giornata di sbornia (che coincideva
con il suo tristissimo compleanno) attaccava con la patetica
litania del bambino di dieci anni spedito come guardiamarina
a bordo di una nave inglese, "come un cucciolo indesiderato
abbandonato nel bosco alla merc delle bestie selvatiche". Anche
la nomina a guardiamarina era avvenuta solo perch il vecchio
Nicolaus Duke, suo nonno, aveva scritto all'ancora pi
decrepito Dred-Peacock per implorare il favore di una raccomandazione.
Accordato il favore, Nicolaus Duke e il vetusto
lord inglese erano morti uno dopo l'altro, privandolo del loro
appoggio. Ma James Duke aveva resistito; ripetutamente scavalcato
nelle promozioni da candidati dell'aristocrazia terriera
o membri della nobilt, aveva resistito.
Aveva superato dignitosamente l'esame, poi era rimasto bloccato
per anni nel ruolo di "guardiamarina promosso", finch le
guerre napoleoniche lo avevano lanciato oltre la luogotenenza
fino al grado di capitano. E l era rimasto, finch, a
cinquantun anni, ricevette una lettera del cugino Freegrace Duke di Boston,
che gli offriva di entrare nel consiglio di amministrazione
della Duke and Sons per occupare il posto rimasto vacante dopo
la morte di suo padre, Sedley.
La morte del padre fu un duro colpo per James. Non aveva
sue notizie da molti anni. Non aveva mai ricevuto una lettera,
un regalo, una visita. Se Sedley gli aveva lasciato qualcosa
in eredit, pens, sarebbe stata una somma di denaro oltraggiosamente
irrisoria, tipo uno scellino, oppure un crudele castigo
per avere causato la morte della madre. James aveva sempre
saputo perch suo padre lo odiava.
Con il passare dei giorni, cominci a considerare l'idea di
entrare nel consiglio di amministrazione dell'impresa forestale
di famiglia. Dai Duke aveva ricevuto ben poco, a parte le
cinquanta sterline che gli inviavano una volta l'anno. Se avesse
accettato sarebbe dovuto scendere a compromessi, tornare
a essere americano. Avrebbe portato un tocco di signorilit
inglese alle riunioni sicuramente squallide del consiglio di
amministrazione della Duke and Sons; probabilmente era per
questo che lo avevano invitato. Si immaginava quelle riunioni,
mezza dozzina di bifolchi stravaccati su panche di pino
intorno a un tavolo di quercia graffiato, boccali di birra fatta
in casa corretta con il rum e volgarit da ubriachi, perch James
non si illudeva che i Duke fossero modelli di comportamento virtuoso.
Prima che potesse abbozzare una gelida nota di rifiuto, ricevette
una lettera da uno studio legale di Boston, firmata dall'avvocato
Hugh Trumbull. Era la fine di dicembre, le giornate erano
corte e buie, il momento peggiore dell'anno in Inghilterra.
L'avvocato lo pregava di presentarsi appena possibile allo studio
Trumbull and Tendrill, per una cosa che sarebbe andata a
suo beneficio; in allegato c'era un assegno circolare di cento
sterline (emesso dalla Duke and Sons) per pagare la traversata
fino a Boston. James aveva sentito cos di rado le parole "a
vostro beneficio" che decise all'istante di accettare la proposta
di Freegrace e trasferirsi permanentemente a Boston. "Beneficio"
significava pi di uno scellino! Fece i preparativi necessari
e compr il biglietto per Boston.
La Western Blessing era carica di emigranti tedeschi che andavano
in Pennsylvania in cerca di un'utopia, e intanto litigavano
senza sosta sui dettagli del futuro paradiso terrestre. Per tenersi
alla larga da loro, James Duke trascorreva le giornate in cabina,
uscendo solo per prendere una boccata d'aria invernale o per
sedersi alla tavola del capitano Euclid Gunn, che aveva il suo
stesso grado pur essendo pi vecchio. Davanti a un pollo arrosto
passavano in rassegna le conoscenze comuni nell'ambiente
marittimo. Mentre il livello del vino nella caraffa diminuiva,
parlavano di amici ormai pensionati o invalidi. Il capitano Richard
Moore, uno dei migliori marinai che abbia mai conosciuto,
ha dovuto aprire un chiosco di aringhe a Bristol. Voi siete fortunato,
capitano Duke, a essere imparentato con una famiglia
danarosa. Alcuni di noi lasciano il mare per trascorrere una triste
vita sulla terraferma, vendendo pesce o facendo gli ambulanti.
Io non mi aspetto di ottenere una ricca sinecura, ma preferisco
finire in fondo al mare che spingere un carretto di cozze.
Mi sorprende molto sentire che Dick Moore sia finito cos
male. Tuttavia, capitano Gunn, sono sicuro che vi aspetta un
futuro migliore di quello del venditore di molluschi. Ho sentito
dire che costruite bellissimi tavolini,  vero?
 solo un passatempo, sapete, non potrebbe mai darmi di che vivere.
Potreste provare. A tutti piacciono i tavolini... come quello
disse James Duke, indicando un esempio dell'artigianato del
capitano, un piccolo tavolo di ebano con un intarsio in avorio
di tricheco raffigurante una nave a vele spiegate. Qualunque
famiglia di marinai sarebbe felice di possedere un pezzo d'arredamento cos ben fatto.
Dovete portarlo con voi quando sbarcate! Ne far un altro,
ma voi prendete questo, come ricordo dei vostri anni in mare
e del nostro viaggio. Insisto. Guardate, ha un cassetto segreto
dove potete tenere le vostre lettere d'amore, eh eh.
Una volta alla settimana qualche altro ospite scelto si univa alla
tavola del capitano, e una volta comparve anche una donna, la
signora Posey Brandon, una bruna di notevole statura, parecchio
pi alta dei signori seduti intorno a lei, che rimase perlopi
in silenzio tranne quando veniva interpellata. Stava tornando
a casa dopo una lunga visita a una parente per riunirsi al
marito, Winthrop Brandon, un predicatore presbiteriano che si
era fatto un nome grazie a un libro di precetti morali. Un altro
passeggero, Thomas Gort, le riservava un po' troppe attenzioni.
James capiva perch le ronzava intorno: Posey Brandon aveva
grandi occhi scuri come l'onice, orlati di folte ciglia. Ma
Gort esagerava. Quando la signora Brandon disse di aver visitato la
mostra di Madame Tussaud al Lyceum Theatre, una rassegna
di curiosit criminali riprodotte in cera, Gort la supplic di fornire
qualche dettaglio raccapricciante. La signora si rifiut, dicendo
di avere distolto lo sguardo davanti a molte delle opere.
Non capisco come una rappresentante del gentil sesso, anche
se francese o tedesca, possa aver scelto un mezzo espressivo
cos sgradevole disse, affettando la carne. So che ha imparato
fabbricando fiori di cera per le ghirlande funebri. Dopodich non disse pi nulla.
I giorni dall'orizzonte inclinato trascorrevano lenti. Mentre
si avvicinavano al continente videro aumentare le navi, leviatani
di legno dalle corde tese come strumenti musicali, scintillanti
di sale grezzo. Il porto di Boston era cos congestionato che
dopo aver gettato l'ancora impiegarono venti minuti a remi per raggiungere il molo.
Sul ponte James scorse il suo baule, un logoro affare marrone.
Non vedendo il tavolino promesso tra le scatole e i pacchi
da scaricare a terra, cerc il capitano Gunn sulla plancia.
Volevo ringraziarvi ancora per il tavolino gli disse.
Il capitano gli sembr piuttosto freddo. Ah comment.
Non vedo l'ora di sistemarlo nel mio nuovo alloggio.
Ah.
Posso portarlo in coperta?
Ah! Ehi, Woodrow!'sbrait il capitano, rivolgendosi a un
marinaio. Vai a prendere il tavolino nella mia cabina e consegnalo
a questo gentiluomo. La parola gentiluomo conteneva
un'evidente sfumatura di disprezzo. James Duke cap che il
capitano Gunn era in realt uno spilorcio, che aveva compiuto
un gesto di generosit sotto l'influenza del madera.
Era stipato sulla scialuppa con una ventina di passeggeri, bostoniani
a giudicare dall'accento. Resi irrequieti dall'ansia di sbarcare,
continuavano a passarsi di mano i bagagli. Una corpulenta
matrona si alz in piedi per ricevere un piccolo baule. Colta
di sorpresa dal peso dell'oggetto, la donna ondeggi, cerc di
trattenerlo e poi cadde strillando nell'acqua gelida del porto.
Si aggrapp ansimando alla falchetta, e cos facendo butt gi
altri due passeggeri. Il capitano Duke tese la mano a un uomo
terrorizzato, e con un moto lento ma inesorabile la scialuppa si
gir su un fianco e rovesci in mare altre dieci o dodici persone
urlanti e annaspanti. Boccheggiando (perch non sapeva nuotare),
James Duke agit le braccia e cerc di aggrapparsi alla falchetta.
La tocc, anche se la sent a malapena sotto le dita, poi
and sotto di nuovo quando il donnone si avvinghi a lui. Riusc
a divincolarsi, e muovendosi con gesti innati schizz fuori e
respir una dolce boccata d'aria. Qualcosa lo prese per i capelli
e lo trascin verso la fiancata della scialuppa, qualcosa gli afferr
il bavero della giacca e tir con accanimento. James Duke
pass sopra la falchetta, si abbatt sul fondo della barca e alz
gli occhi verso la persona che lo aveva salvato, una donna con
una cuffia nera che lo fissava con due lucidi, intensi occhi neri:
la signora Brandon, che si era rivelata forte come due uomini.
Balbettando ringraziamenti e promesse di andare presto a trovare
la sua salvatrice, James Duke rimise piede in patria il primo
giorno di febbraio. Sferzato da un vento umido, prese una
carrozza per farsi portare alla locanda Il pino. Mentre aspettava
che gli consegnassero il baule rimase il pi possibile accanto
al fuoco, con una tazza di t bollente. Quando finalmente il
baule arriv nella sua stanza, James, scosso dai brividi, indoss
i suoi indumenti pi caldi: lana, lana, ottima lana inglese.
A Boston faceva un freddo terribile; per una settimana la neve
cadde ininterrottamente, due o tre centimetri al giorno, avvolgendo
in un silenzio ovattato ogni cosa, dai tetti alle carrozze,
senza mai accennare a smettere. Due giorni dopo il suo arrivo,
con un mal di testa martellante, James Duke si incammin
verso lo studio legale Trumbull and Tendrill, scivolando sulla strada ghiacciata.
L'impiegato che lo fece entrare e gli prese il cappello gli
lanci due rapide occhiate sbigottite prima di riprendere l'abituale
aria indifferente, lo sguardo vacuo che classificava le
persone come fossero sedie o nettapenne. Lo stesso accadde
con l'avvocato Hugh Trumbull, che spalanc la bocca e poi la
richiuse. D'un tratto la sua faccia rugosa s'incrin in un sorriso.
Poteva essere inglese, pens James, notando l'elegante
giacca doppiopetto con i risvolti larghi. Trumbull, sorridendo
con cordialit, lo fece accomodare sulla poltrona accanto
al fuoco scoppiettante. L'impiegato port due tumbler di toddy al rum.
Mi avete proprio scombussolato! Assomigliate in modo inquietante
al vostro defunto padre. Trumbull trangugi mezzo
bicchiere di rum e agit la mano in direzione della finestra,
oltre la quale il turbinio della neve rendeva quasi invisibili
la strada e gli edifici di fronte. Ci credereste che ho ucciso dei
cervi da quella finestra? gli chiese. Molti anni fa, naturalmente,
perch ormai i cervi scarseggiano. Adesso, mio caro signore
prosegu, mettiamoci al lavoro. E nell'ora successiva gli
espose i dettagli del testamento di Sedley Duke.
James Duke, euforico e confuso, torn alla locanda con la tasca
appesantita dalle chiavi. In sostanza, Sedley Duke si era pentito
di averlo sempre odiato e gli aveva lasciato met del suo ricco
patrimonio, compresa la dimora a nord di Tremont Street con
sei acri di giardino, un frutteto, venti acri di prato, una scuderia
con dodici box, due carrozze e sei coppie di cavalli, quasi
due milioni di acri di foresta nel Maine (che Sedley aveva ereditato
dal vecchio socio di Charles Duke, Forgeron), una collezione
di cimeli indiani, un coccodrillo impagliato, otto vassoi
d'argento, ventiquattro piatti di peltro, un coltello con l'impugnatura
in guscio di tartaruga, una biblioteca di ottantaquattro
libri, due barili di vinho portoghese, otto botti di rum, due panciotti
ricamati con scene pastorali, cinque tappeti turchi, sei magazzini
pieni di legname, ventisette acri di palude salmastra,
partecipazione agli utili in diverse navi, fabbriche di potassa,
una manifattura di scandole, foreste da legname in Ohio, conti
bancari e azioni. E altro ancora che non riusciva a ricordare.
Trumbull si era divertito a elencare le clausole del testamento.
I domestici sono rimasti, e sperano che voi confermiate il
loro incarico. Forse ricorderete che vostro padre aveva chiamato
la propriet Cigno Nero, come gli uccelli che popolano
il laghetto. L dove una sessantina di anni fa sorgeva una foresta
cupa e incolta, oggi ci sono splendide tenute. Vi consiglierei
di tenere i domestici, perch conoscono le particolarit
e le virt del luogo e vi renderanno pi gradevole il trasferimento a Boston.
James lo guardava a bocca aperta, senza credere alle sue orecchie.
Io e la signora Trumbull speriamo che gradirete cenare con
noi tra una settimana. Ci saranno anche alcuni dei vostri cugini,
abbiamo pensato che preferiate incontrarli fuori dall'ufficio.
Signor Trumbull... balbettava James, signor Trumbull...
James, con la testa che gli scoppiava e la gola come un nastro
di fuoco, rimase a letto per quattro giorni a sognare i piaceri
che lo aspettavano. Non appena si fosse ristabilito avrebbe
preso possesso della casa, poi avrebbe fatto visita ai Brandon
per ringraziare la signora con un regalo. Tuttavia si vergognava
di essersi fatto salvare da una donna. Era lui che avrebbe
dovuto salvare lei. E poi, doveva aspettare la cena dai
Trumbull oppure andare subito a trovare il cugino Freegrace Duke,
che sicuramente sapeva della sua nuova, inaspettata ricchezza?
Avrebbe senz'altro cercato di accaparrarsene un po', per s
e per gli altri Duke, o almeno per le casse vuote della societ,
dato che probabilmente quella banda di bifolchi aveva gettato
l'azienda nel caos. Forse Sedley Duke era stato la pecora bianca
in mezzo a un gregge nero.
Ordin al vetturino di portarlo a casa di suo padre, che adesso
era casa sua. Curvarono lungo un viale e si trovarono davanti
a un edificio di mattoni rosati, con una porta laccata nera messa
in risalto dalle finestre con frontone. James cont otto camini
fumanti. Una donna dai capelli grigi con un vestito di
mezzalana grigia gli apr la porta e sgran gli occhi. Si inchin e si
present, con un gradevole accento inglese, come la signora
Tubjoy, la governante del signor Sedley. E ora sono al vostro
servizio. Vi diamo tutti il benvenuto.
Appena mise piede nell'ampio ingresso, James si sent catapultato
indietro nella sua infanzia, come se qualcuno lo avesse
spinto su un'altalena. Conosceva quel luogo palmo a palmo.
Ecco l'elaborato scalone di mogano che portava al buio salone
superiore, ecco le luccicanti aste fermaguida, ed ecco laggi
l'orribile mobile attaccapanni, in tutta l'autorit dei suoi dieci
piedi d'altezza. Quel pezzo di arredamento, con lo specchio
macchiato e i ganci per copricapi e mantelli, era la guardia cerimoniale
della casa. Ogni giorno, al suo rientro, Sedley metteva
l'ombrello nel portaombrelli sbilenco, appendeva il cilindro
nero a un gancio, il pastrano a un altro e, deposto l'abito
cittadino, entrava nel mondo di "casa". Andava in biblioteca
con un bicchiere di whiskey finch la governante non suonava
la campana della cena. Lui e il giovane James sedevano alle
estremit opposte del lungo tavolo, senza mai scambiarsi una
parola. James si scroll di dosso quel ricordo.
Nell'ingresso, alle spalle della signora Tubjoy, c'erano sei o
sette domestici. James cerc invano di afferrare tutti i nomi; sent
solo che il ragazzo imberbe e sorridente si chiamava Tom e
la cuoca Louisa. Due uomini portarono dentro il suo baule e il
tavolino del capitano Gunn. La signora Tubjoy disse: Immagino
che vogliate vedere la casa, poi magari fare uno spuntino
e riposarvi fino all'ora di cena? Prego, seguitemi.
Forse vorrete occupare la stanza del vostro defunto padre,
signor James? gli chiese, aprendo una pesante porta di mogano.
La stanza era grande, e dalle grandi finestre si vedevano
delle querce dal tronco massiccio.
La governante aggiunse: Scusate se mi prendo questa confidenza,
signor James, ma devo dirvi che assomigliate come
una goccia d'acqua al defunto signore.
S, me lo ha detto anche l'avvocato Trumbull. Ma non posso
farci niente. Non vedevo il defunto signor Duke - mio padre
- da quando ero bambino, perci non sapevo di somigliargli
tanto. C'era un mostruoso letto di mogano, con un baldacchino
verde orlato da una frangia, le colonne intagliate a forma
di delfini e sirene. James fiut un lieve odore di sigaro, lana,
lucido da scarpe e cavallo. Quando si chin sul letto per esaminare
il monogramma sulla federa, un altro odore, rancido e
disgustoso, si lev dal materasso.
Questi materassi di crine vanno cambiati ogni due o tre
anni disse la signora Tubjoy, vedendo che dilatava le narici.
Buono a sapersi, signora Tubjoy disse James. Non sarebbe
meglio bruciare tutti i vecchi materassi e prenderne di nuovi?
Al secondo piano entrarono in una stanza che gli piacque
subito. Era di dimensioni modeste, ma aveva un grande camino
davanti al quale c'erano due comode poltrone rivestite
di uno sbiadito broccato rosso. Mentre ammirava quel colore
smorzato, d'un tratto gli venne in mente il tavolino intarsiato
che aveva carpito al capitano Gunn.
Signora Tubjoy, pu chiedere al ragazzo di portare su il tavolino
che  rimasto nell'ingresso?
Certo. Ci penso io rispose lei, e scivol fuori dalla stanza
e gi per le scale, grigia e silenziosa.
Rimasto solo, James esamin la stanza. I mobili erano di palissandro
anzich di mogano, e il letto era semplice, senza baldacchino
n delfini intagliati. Ammir gli sgargianti tappeti turchi,
poi apr un mobiletto, constatando con soddisfazione che
era vuoto. Nel grande specchio un po' offuscato appeso sopra
il portacatino vide il proprio riflesso, l'immagine di un uomo
apparentemente risoluto, forte, senza traccia di indegnit. Dalle
finestre, oltre le querce, si vedeva una striscia di mare luccicante,
invisibile dalla camera di suo padre.
Li sent sulle scale. Entr la signora Tubjoy, seguita dal sorridente
Tom con il suo carico. Il ragazzo sembrava un po' affaticato,
anche se il tavolo era piccolo: ebano e avorio erano pesanti.
Mettilo l disse James a Tom, che ansimava e aveva le dita
bianche per lo sforzo. Gli indic lo spazio davanti al camino,
fra le due poltrone. Il tavolino ci stava benissimo. Decise che
quella sarebbe stata la sua stanza.
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Capitolo 43. ERRORE DI GIUDIZIO.
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La visita alla scuderia fu un'esperienza elettrizzante. Poteva scegliere
tra una carrozzella e un calesse sportivo, e Billy, lo stalliere
dalle guance paffute, disse che c'erano altri quattro veicoli
nella rimessa, compresa una slitta verde e una bellissima
carrozza. Era una giornata di sole; James scelse la carrozzella,
con le finiture di smalto grigio e gli accessori d'argento. Il signor
Sedley ha comprato i grigi apposta per questa carrozza
disse Billy, e cominci a bardare i cavalli. Entr Will Thing, il
cocchiere, infilando le braccia nelle maniche della livrea. Era
ciarliero e ossequioso, spandeva i suoi sissignore come manciate di semi su un terreno appena dissodato.
Lungo la strada maestra indic punti di riferimento e luoghi
importanti, le ville e le case di commercianti e personalit
di rilievo. Poi pass alle simpatie e alle antipatie del signor
Sedley, e cos James impar a conoscere il padre attraverso le
impressioni del suo cocchiere.
I coniugi Brandon vivevano in un piccolo cottage in Williams
Court, vicino a due taverne e a una libreria religiosa. Non c'era
spazio per la carrozzella, e Will Thing disse che avrebbe aspettato
l di fronte, nel cortile di una taverna.
Mentre percorreva-il vialetto di terra battuta che conduceva
alla porta, con in mano un piatto d'argento (avvolto in un
pezzo di mussola) come regalo per la signora Brandon, James ud
degli strani rumori uscire dalla casa: tonfi molli e un urlo acuto.
Ges santo, la sta picchiando! James si ferm sul primo gradino,
titubante: doveva andarsene e tornare un'altra volta, oppure
bussare alla porta e magari affrontare un marito infuriato
al colmo della rabbia? Non doveva forse salvare la donna
che lo aveva salvato? Certo che doveva, e cos buss energicamente.
Si ud un grido rauco. Buss ancora. La casa piomb
nel silenzio. Dopo un lungo momento, quando ormai stava
per andarsene, la porta si apr, e la signora Brandon apparve
sulla soglia, ansante e trafelata.
Signor Duke! Che piacere. Entrate, accomodatevi, prego.
James la osserv, ma non vide traccia di maltrattamenti al
di l del respiro affannoso e di un ricciolo nero scompigliato.
I suoi begli occhi avevano le pupille dilatate. La segu in un
salotto disordinato, con un tavolo ottagonale coperto di libri
aperti. C'era una credenza stracolma di peltro, cinque porte e una fila di finestre luminose.
Non volete un t, signor Duke?
S, certo, volentieri rispose James, appoggiando il regalo sopra una sedia di pino con un piolo rotto.
Ci metto un minuto. Non abbiamo domestici, preparo tutto
da sola. Usc a grandi passi dalla stanza, e James rimase
seduto a guardarsi intorno. La libreria, dietro gli sportelli
di vetro, conteneva una raccolta di dissertazioni di predicatori
scribacchini. Lesse qualche pagina dei libri ammucchiati sul
tavolo ottagonale: erano tutti sermoni. Un foglio protocollo
mezzo pieno, accanto a penna e inchiostro, indicava che il padrone
di casa, il reverendo Brandon, stava scopiazzando qua e
l per rimpolpare il suo sermone successivo. James ud deboli
rumori in lontananza: il coperchio di una stufa che si chiudeva,
qualcosa che tintinnava e, pi vicino, un lieve gemito. And
a guardare dalla finestra; stava per tornare a sedersi quando
sent qualcosa strisciare dietro una porta socchiusa. Si volt.
Attraverso lo spiraglio vide il volto arrossato e bagnato di un
uomo sulla quarantina, con i capelli chiari arruffati e sudati,
che mormor qualcosa con le labbra sanguinanti e poi, nell'udire
il tintinnio del vassoio in arrivo, si dilegu.
Eccoci qui! grid allegramente la signora Brandon, entrando nella stanza con il vassoio. Si guard intorno, ma non c'era
nessun posto dove appoggiarlo.
Reggetelo per un istante, vi dispiace? disse, cacciandolo
in mano a James. Lui lo prese, con la mente ronzante di curiosit.
La signora Brandon spazz via i libri dal tavolo ottagonale
con il suo braccio forte. Prese il vassoio dalle mani dell'ospite stupefatto.
Ecco. Non preoccupatevi per quei vecchi libri...  il lavoro
del signor Brandon. Potrebbe starsene nel suo studio, ma preferisce
sparpagliarli sul tavolo da t. Lui dice che qui c' una
luce migliore, ma io credo che lo faccia per dare fastidio.
Due estati fa  stato colpito da un fulmine, e da allora  diventato
un po' difficile. I grandi occhi neri lo fissavano cos intensamente
che James cominci a farfugliare senza riflettere.
Ho conosciuto uomini... marinai... altri... colpiti da, da un
fulmine, altri, capite, e anche se non rimangono uccisi o feriti,
spesso restano molto... scombussolati. Alcuni si riprendono,
altri no. Alcuni. E prosegu, descrivendo diversi casi di squilibrio mentale causato da un fulmine.
Ho paura che sia proprio il caso del signor Brandon. Le sue
facolt mentali sono cos alterate che vivo nel timore di un incidente
mortale. Ha grosse difficolt a predicare. Vaga per le
strade di notte. Gli porse un piatto di pasticcini alle noci, poi
prosegu, in tono afflitto: Queste noci le ho raccolte con mio
padre la scorsa stagione. Ho scelto centinaia di gherigli e li ho
messi da parte per l'inverno. Se il signor Brandon guadagnasse
di pi avremmo i soldi per assumere un giardiniere e una cuoca,
e io non dovrei occuparmi di queste faccende. Faccio molta
fatica a economizzare. Non sono cresciuta in questo modo.
Quando ero in Inghilterra, dalla zia di mia madre, sono stata
molto viziata. Suo marito  un commerciante di stoffe, e nella
loro residenza di campagna ogni cosa  di ottima qualit.
Hanno anche una casa in citt, a Londra. Dovreste vederla: una
vera meraviglia. Di nuovo quello sguardo scuro.
Il signor... pastore... reverendo... Brandon non era in grado?
Di accompagnarvi?
Niente affatto. Si sente responsabile del suo piccolo gregge
di parrocchiani. Inoltre ha un comportamento piuttosto
imprevedibile, e ho pensato che fosse meglio non introdurlo
nella buona societ. Una vicina di casa si  occupata di lui mentre ero via.
James prese il toro per le corna. Mentre preparavate il t mi
 sembrato di vedere... il signor Brandon, presumo. Ha spisciato...
cio, ha sbirciato da dietro quella porta disse puntando
l'indice, tormentato dall'imbarazzo. Sembrava... non molto in
s? A dire il vero, gli era sembrato ubriaco marcio.
Non ho dubbi rispose lei. Non  mai in s.  meglio non
fare caso ai suoi scherzi, quando  in preda a una delle sue crisi.
Non c'era molto altro da dire. La signora Brandon abbass
lo sguardo. Poi tacque, forse tentando di cogliere i rumori provenienti
dal retro della casa. James la osserv, cercando qualche
difetto - il naso troppo lungo, la bocca sottile e larga - per opporsi al potere di quegli occhi neri.
Incapace di proseguire la conversazione - dopo le rivelazioni
sul marito menomato, era troppo tardi per mettersi a parlare
del tempo - James Duke, improvvisamente loquace, cominci
a descrivere per filo e per segno la sua buona sorte, la
sorpresa e la gioia di aver ricevuto una grossa eredit dal padre che non vedeva da molti anni.
Vedete disse, mi ha mandato in marina quando ero un
ragazzo, e in tutto questo tempo non ci siamo mai scritti. Mia
madre  morta mettendomi al mondo, e mio padre ha sempre
dato la colpa a me. Eppure sono sopravvissuto, e ora mi trovo in un'ottima posizione.
La signora Brandon, rivolgendogli tutta la sua attenzione,
disse: Ma che bel finale! Tutti sogniamo che un ricco parente
ci riempia di oro e palazzi, ma voi siete il primo che conosco
a cui  successo davvero. Cosa farete ora, vivrete per sempre felice
e contento? Vostra moglie sar al settimo cielo, immagino.
Parteciper agli affari dell'azienda di famiglia, la Duke and
Sons, non so ancora con quale ruolo. Quanto al resto, non ho una moglie. Non mi sono mai sposato.
Davvero! grid la signora Brandon. Avete detto Duke
and Sons? La grande impresa di legname? I suoi occhi erano due pozze nella foresta.
S.  l'impresa di famiglia, e presto ne far parte. Mi  stato
chiesto di entrare nel consiglio di amministrazione, al posto
di mio padre. Ma la verit  che sono un po' nervoso, perch so pochissimo del commercio di legname.
Mio caro signor Duke! Forse posso aiutarvi. Sono la figlia
di Phineas Breeley, della Breeley Legnami del Nuovo Brunswick.
Mio padre aveva molte relazioni d'affari nel Maine. Da
ragazza gli davo una mano con le pratiche. Conosco un po' il
mestiere, e vi insegner tutto quello che so. E poi dobbiamo trovarvi una moglie.
James torn dai Brandon la settimana seguente. And ad aprirgli la signora.
Il reverendo non era in giro. Ha avuto un'altra crisi ed 
chiuso in camera sua disse la signora Brandon, il cui nome
di battesimo, scopr James, era Posey. Gli sorrise, gli guard
le labbra mentre parlava, lo interrog sui suoi cugini e sull'impresa
dei Duke, gli chiese consiglio sulla scelta fra uno scialle
blu scuro e uno di cashmere rosa, e poi, dalla credenza d'angolo,
tir fuori un fascio di fogli tenuti insieme da uno spillo, sui
quali, con una grafia fitta, erano descritti in dettaglio la struttura
e i procedimenti della rivendita di legname di suo padre:
il mestiere del cercatore di legname, i campi pi economici, i
posti dove cercare la manodopera migliore (Bangor, dove arrivavano
gli uomini della baia di Penobscot). James non aveva
mai incontrato una donna cos intelligente e raffinata, e glielo
disse. Oltre a quegli splendidi occhi, aveva anche una grazia
da cigno e una voce da colomba. La signora Brandon, battendo
le ciglia e arrossendo dalla scollatura all'attaccatura dei capelli,
lo preg di tornare la settimana seguente, dopo aver decifrato
i suoi scarabocchi. Avrebbe risposto alle sue domande
e lo avrebbe anche interrogato, se gli fosse parso utile. Ma prima
lo aspettava la cena dai Trumbull, la sera dopo alle sette.
Finalmente avrebbe incontrato i cugini Duke.
Era una serata gelida e ventosa, cadeva un leggero nevischio.
Sarebbe mai arrivata la primavera? James raggiunse casa
Trumbull un minuto prima delle sette, e nella penombra scorse
il profilo di un edificio di mattoni. Un nero in livrea nera gli apr la
porta. Nello stesso istante arriv la carrozza con i cugini e
le loro mogli. Si scambiarono nomi e saluti nell'ingresso mentre
il signor Trumbull li esortava a entrare in salotto, dove un fuoco
scoppiettante spandeva ondate di calore. Accanto al camino
c'era un gigante dalla testa calva, con un elegante panciotto
ricamato a punto francese e un bicchiere in mano. Era il socio
dello studio, Josiah Tendrill, che stritol la mano di James dicendo,
con una zaffata di brandy: Molto somigliante, davvero molto somigliante.
Il cugino Freegrace Duke, basso e grassoccio, respirava con
un rantolo asmatico. Suo fratello, Edward, era un uomo corpulento
come il padre, George Pickering Duke. Nessuno dei
due assomigliava ai bifolchi immaginati da James. La moglie
di Freegrace, Lenore, era una bellezza pallida con gli occhi torbidi
e uno chignon biondo, che avrebbe attirato l'attenzione in
qualunque compagnia. James era sbalordito. Come aveva fatto
quell'ometto grasso a trovare una moglie cos bella? La moglie
di Edward, Lydia, era un tipo pi ordinario, con due trecce
castane avvolte intorno alla testa e l'abitudine di schiarirsi la gola prima di parlare.
Tutti lanciavano occhiate a James, e alla fine Freegrace disse:
Perdona questi sguardi indagatori, ma  incredibile quanto
assomigli a Sedley.  come se avesse passato sei mesi alla fontana
della giovinezza e stasera si fosse riunito a noi.
Quei costanti riferimenti al padre che aveva dato forma alle
sue fattezze, per quanto veritieri, gli davano fastidio. Una cameriera
port toddy per i gentiluomini e bicchierini di sherry
per le signore. Parlarono del freddo fuori stagione.
 strano, quest'anno l'inverno non vuole finire disse la signora Trumbull.
Ah, James disse Lenore, a Boston ti temprerai. Ormai il dolce
clima inglese fa parte del tuo passato. Qui dobbiamo avvolgerci
nelle pellicce per sopravvivere. Uscire di casa in inverno o
in una primavera come questa  sempre un'avventura rischiosa.
Josiah Tendrill parl di una grande tormenta che aveva visto
da bambino. La neve  caduta per cinque giorni, e quando
ha smesso arrivava fino alla grondaia di una casa di tre
piani. Una squadra di quindici uomini ha impiegato tre giorni per tirarci fuori.
La cena dur a lungo, ma non venne pronunciata una sola parola sulla Duke and Sons.
Infine arriv un pudding striato da un azzurro fuoco di brandy,
e quando fu ridotto a un mucchio di briciole le signore si
ritirarono nel salotto della signora Trumbull e gli uomini in biblioteca,
dove li attendevano i sigari e il cognac d'importazione.
Vi prego, parlatemi ancora della famiglia disse James.
Ricordo un gran numero di cugini. Nessuno di loro fa parte dell'azienda?
Edward sospir. Il tempo non  stato clemente con noi. Abbiamo
perso quasi un'intera generazione. Tuo zio Piet, mentre
si trovava in Virginia durante un'estate torrida di non ricordo
quanti anni fa, si  preso il colera e non  sopravvissuto. 
sepolto laggi. Zia Patience Deckbolt ha avuto un esaurimento
e alla fine si  spenta nel sonno. Le sue tre figlie vivono ancora
in citt con la loro famiglia, e le incontrerai un'altra volta. Nessuno
dei loro mariti... be', mi asterr dal descriverli. Il nipote
di Patience, Cyrus,  un giovane sveglio e sembra promettente.
Gli abbiamo dato un impiego. Col tempo salir la scala del
successo. Lo incontrerai alla riunione di giugno. La seconda
famiglia di Sedley, i tuoi fratellastri e sorellastre, si sono tutti
ritirati a Philadelphia. Maury, il maggiore, che  l'unico altro
figlio maschio di Sedley, cio in pratica il tuo fratellastro,
lavora per una banca, e mi dispiace che non sia rimasto a Boston
perch  un ragazzo molto in gamba.
E non ci sono altri cugini e parenti?
Il tuo prozio, il vecchio Outger Duquet,  tornato ad Amsterdam
o a Leida ed  rimasto laggi. Ha continuato a ritirare
il suo stipendio fino all'ultimo. Ma adesso non c' pi. La figlia
mezzosangue ha vissuto in flagrante concubinato con un indiano
in casa del padre, nella baia di Penobscot. Hanno prodotto un
esercito di marmocchi indiani. Non sappiamo niente di loro. Ho
gi nominato Cyrus Hempstead. E poi c' Lennart Vogel, l'unico
figlio della tua prozia Doortje Duquet. Cos, come vedi, tocca
a te aiutarci a rimpolpare le nostre idee e il nostro patrimonio.
Nelle settimane successive, James and spesso a trovare la signora
Brandon, di cui era diventato grande amico. Era sciocco
fingere che le sue visite riguardassero anche il marito. Il reverendo
era sempre in preda a qualche crisi, e in realt James
non lo aveva mai visto, tranne la prima volta, quando aveva
incrociato per un istante il suo sguardo folle.
Aveva letto attentamente gli appunti della signora Brandon
sull'attivit del padre. Ci sono ancora molte cose che non capisco
le disse. Per esempio, sento dire dappertutto che nel
Maine ci sono i pini migliori, ma non so quasi niente del Maine.
Facile, ve lo spiego io. Il Maine non  ancora uno stato, ma
lo sar presto.  un grande territorio coperto di foreste, soprattutto
di preziosi pini bianchi. Ci sono mille laghi e laghetti,
pi numerosi dei buchi su una fetta di pane, e grandi fiumi,
ciascuno con cento rami. Posso nominarvene alcuni, e per la
prossima volta che verrete vi preparer una specie di mappa
con i corsi d'acqua migliori: l'Androscoggin, il Kennebec, il St
George, il St John e l'Allagash, e poi il migliore di tutti,
il Penobscot. I fiumi del Maine hanno innumerevoli affluenti, ma
si possono usare per trasportare tronchi solo durante le piene
primaverili. James non riusciva a pensare quando lei lo
fissava cos intensamente, e faticava a trovare domande sensate da rivolgerle.
Un pomeriggio, entrando in quel salotto che ormai conosceva
bene, la trov seduta al tavolo con un mucchio di conti e fatture.
La signora Brandon si asciug le lacrime dal viso, poi lasci
cadere la penna e corse in cucina a preparare il t. James diede
un'occhiata ai conti; santi numi, come faceva a mantenersi? I
Brandon non avevano un soldo. Ed era giusto che una donna
cos intelligente e bella dovesse arrangiarsi da sola a preparare
il t? James, che non aveva mai visto nessun'altra stanza di
quella casa, usc dal salotto ed entr in cucina. L'avrebbe aiutata.
Dannazione, l'avrebbe aiutata!
La signora Brandon stava caricando la legna nella stufa. In
cucina la puzza di scarichi intasati, cenere vecchia e strofinacci
rancidi si mischiava allo sgradevole odore del vecchio lavandino
di saponaria. Sentendo arrivare qualcuno si gir, con un
terribile cipiglio che si trasform in un sorriso lacrimoso quando vide che era lui.
Ah! Pensavo...
James sapeva cosa aveva pensato: che il signor Brandon fosse
entrato barcollando in preda a una crisi, magari contorcendosi e vomitando o pisciandosi addosso.
Mia cara disse, prendendole la mano. D'ora in poi non
vivrete pi cos. Assumer subito una donna che venga ad
aiutarvi. Lasciamo perdere il t, andiamo in salotto a discutere
sul da farsi. James intendeva pagare quei fastidiosi conti
arretrati, intendeva mettere in manicomio il signor Brandon,
intendeva fare molto di pi. Avrebbe messo a buon uso
i suoi soldi. Poteva avere quello che voleva, e voleva Posey Brandon.
Lei gli confess di aver impegnato il piatto d'argento che lui
le aveva regalato, per pagare i conti e comprare da mangiare.
James era turbato, ma anche soddisfatto di poter sistemare le
cose. Quando usc da casa Brandon, due ore dopo, aveva gi messo in moto alcuni cambiamenti.
Prego, accomodatevi disse la signora Deere, la nuova cuoca
che fungeva anche da cameriera. Il tavolo del salotto brillava
di cera per mobili, e c'era un rametto di salice in un vaso
sul davanzale. Dalla cucina arrivava un buon odore, di qualcosa
che la signora Deere defin "un rotolo dolce al rabarbaro,
il primo rabarbaro dell'anno". E James, ora che si sentiva in
diritto di farlo, entr in quella fragrante stanza dove la cuoca
aveva compiuto miracoli. C'era una stufa nuova, il lavandino di saponaria non puzzava pi.
Molto bene, signora Deere. Avete avuto problemi con... con il signor Brandon?
No, signore. Gli preparo un panino imburrato con un bicchiere
di latte caldo, perch il dottor Hudson dice che fa bene
alle persone squilibrate. La signora Brandon glielo porta e poi va
a riprendere il piatto. Si avvicin e sussurr: Ma devo mettere
sotto chiave l'arrosto avanzato, perch altrimenti lo divora.
Spero che a breve troveremo una soluzione. Questa mattina
ho avuto un colloquio con il dottor Hudson. Sareste cos
gentile da servire il t in salotto, mentre discuto del responso con la signora Brandon?
Con la torta di mele essiccate? chiese la signora Deere,
facendo un cenno con la testa. O con il rotolo al rabarbaro?
Con la torta disse James, perch a volte il rabarbaro era acido.
Mia cara disse James a Posey, agitando la mano sopra il piattino
con la torta fumante. Questa mattina ho parlato a lungo
con il dottor Hudson. Ha suggerito due possibilit. Non esclude
che un giorno il signor Brandon possa tornare in s. Pensa
che gli gioverebbe respirare aria buona, camminare e fare esercizio
fisico. A questo scopo suggerisce che lo affidiate alle cure
di una famiglia di contadini. Loro ci guadagnerebbero qualcosa,
lo terrebbero pulito e lo farebbero stare all'aperto. Ha pensato a
un contadino, un certo Jeremiah Taunton, un uomo tranquillo
che vive circa cinque miglia fuori citt. Sua moglie  una donna
generosa, molto mite e gentile. Hanno due o tre figli. Accoglierebbero
volentieri il signor Brandon e gli fornirebbero un
alloggio confortevole. Non vi sembra una buona soluzione?
Oh s, s. Ma avete detto che il dottor Hudson ha suggerito due possibilit.
S. Infatti. Ha detto che, se per caso il signor Brandon non
dovesse ristabilirsi a casa del contadino, o se dovesse diventare
turbolento, si potrebbe cercare di collocarlo a Williamsburg,
in Virginia, nell'ospedale pubblico per malati di mente, una
straordinaria istituzione che Boston dovrebbe assolutamente
emulare. Qui lasciamo pazzi e incapaci in giro per la campagna,
mentre a Williamsburg sono tenuti in un luogo speciale
e assistiti. I sorveglianti eseguono molte cure con bagni, farmaci,
salassi e unguenti. C' anche un cortile per gli esercizi.
Sembra perfetto. Ma prima mandiamolo dal contadino.
Magari mandiamo anche i suoi libri di sermoni? Potrebbe riprendere
a leggere e scrivere. Erano attivit che amava molto
in passato, prima che lo colpisse il fulmine.
Lo chieder al dottor Hudson. Ha parlato di "riposo e tranquillit
assoluti", ma forse i libri sono permessi. Questa torta
 squisita, non  vero? Siete contenta della signora Deere?
Contentissima. E anche della signora Blitter, che  una brava
governante. Siete molto buono con me, ve ne sono grata.
Lo guard con i suoi grandi occhi scuri.
James torn il giorno dopo, per dirle che i libri non erano
consentiti: potevano provocare la febbre cerebrale anche a chi
non era stato colpito dal fulmine. Il dottor Hudson avrebbe
personalmente accompagnato il signor Brandon alla fattoria,
il luned seguente. James sent il conto del medico frusciargli nel taschino. Un piccolo prezzo per liberarsi dello sventurato
Brandon.
...
.
...
Capitolo 44. RICORDINO.
...
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La primavera arriv finalmente all'inizio di giugno, con un'impetuosa
ondata di giornate tiepide, i canali di scolo invasi
dall'acqua del disgelo, la gente che passeggiava sorridendo
come se avesse le gambe nuove. Gli uccelli saltellavano sui
rami, l'odore della terra inebriava i sensi. Posey Brandon apr
le finestre della sua casa rinnovata e riammobiliata prima che
arrivasse James Duke per il t del pomeriggio. Ma lui era in ritardo.
La signora Brandon and cento volte alla finestra a guardare
gi in strada, nella speranza di vedere il calesse svoltare
a tutta velocit nella sua via. Sul tavolo da t c'era un pacchetto
azzurro, con un minuscolo biglietto che diceva: "Per James
Duke. Un ricordino". Non lo avrebbe trovato impertinente? Si
sarebbe congedato subito, lasciandolo l sul tavolo. Le avrebbe
tolto la signora Deere e la signora Blitter. I conti sarebbero tornati ad accumularsi.
Perch il suo benefattore non arrivava? Era malato, aveva
avuto un incidente? Per un normale ritardo avrebbe sicuramente
inviato un messaggero. Era forse venuto a sapere di quel... ricordino?
La signora Brandon camminava nervosamente avanti
e indietro. La luce del sole si incup e il freddo della sera penetr
nella stanza. Chiuse la finestra e chiam la signora Blitter.
Sono preoccupata per il ritardo del signor Duke. E comincia
a fare freddo. Sar meglio accendere un fuocherello. E se non
arriva presto dovr mandare qualcuno a informarsi.
Possiamo mandare il figlio della signora Deere... quel posapiano
 ancora in cucina, ci sta mettendo tutto il giorno a tirare
fuori i barili di farina e melassa disse sprezzante la signora Blitter.
S, mandiamolo. Aspettate, scrivo un biglietto.
Ma il figlio della signora Deere torn indietro subito, prima
che le fiamme si sprigionassero nel camino.
L'ho incontrato all'angolo della strada. Gli ho dato il vostro
biglietto, ma  gi davanti al cancello. Sentite il cavallo?
Perdonatemi per il ritardo disse James Duke. Sono stato
trattenuto dal dottor Hudson, che  arrivato pochi istanti prima
che uscissi. Per farla breve, il dottore dice che ora il signor
Brandon ha un'altra malattia, oltre a quella mentale. Tossisce
in continuazione e non riesce a tenere gi il cibo.  molto deperito,
non  in grado neppure di alzarsi dal letto. Non voglio
sovraccaricare di lavoro la moglie del contadino, cos ho assunto
un'infermiera per assisterlo durante il giorno. Il dottor Hudson
gli ha prescritto una cura quotidiana a base di due uova
fresche sbattute nel latte caldo con un cucchiaio di rum, e dice
che con l'arrivo della primavera potrebbe riprendersi, ma pu
anche darsi di no. Non ci resta che aspettare.
La signora Brandon si sent invadere da un'ondata di sollievo.
Il suo pi grande desiderio era che il signor Brandon uscisse
generosamente di scena. Il pomeriggio prese un'altra piega.
Entrambi diventarono silenziosi e assorti, con la mente rivolta
al signor Brandon. Non era il momento di dare il regalo a
James Duke. Sarebbe stato fuori luogo. Alla prima occasione,
senza farsi notare, la signora Brandon si infil il pacchetto nella
manica. Restarono l a bere il t quasi in silenzio, finch il
crepuscolo non si infitt.
Devo andare, temo disse James Duke, alzandosi. Vorrei...
Ma ci che voleva rimase inespresso.
Naturalmente mi piacerebbe vedere il signor Brandon se
sopravvenisse una... disi mormor la signora Brandon.
Il dottor Hudson ha detto che verr subito da voi se, se, se
la malattia dovesse aggravarsi. Proprio in quel momento il
calesse del medico svolt nella via e si ferm davanti alla casa.
Oh cielo disse la signora Brandon. James rimase in piedi
ad aspettare, pieno di esultanza.
Il dottor Hudson, signora disse la signora Blitter, aprendo
la porta del salotto.
Portate dell'altro t, Blitter ordin la signora Brandon.
Guard il medico. Aveva un'espressione impassibile, sfuggente.
Dottor Hudson, fateci compagnia per il t disse, anche se
la sua vescica scoppiava. Me ne occupo io aggiunse, e usc
in fretta dalla stanza.
James Duke lo guard. C' qualche novit? gli chiese a
bassa voce.
C' una novit rispose il medico, e poi non disse altro,
aspettando la signora Brandon, che torn con passo deciso e
un fruscio di gonne.
Vi prego, dottore, diteci come sta mio marito. La sua voce
era calma e ferma.
Sono lieto di poter dire che si  ripreso, e ora mangia di gusto
e beve come un cammello. Anche il suo squilibrio sembra
sotto controllo. Credo che abbia superato una sorta di crisi.
Mi ha riconosciuto, ha chiesto come state, ha elogiato il contadino
e sua moglie. Protesta ancora per la dieta, ma fra una settimana
potremmo provare con il petto di pollo. Penso che potr
tornare a casa presto. Comunque l'infermiera non serve pi
concluse il medico, facendo un cenno a James per indicargli
che poteva eliminare quella spesa.
Posey rimase impietrita per un lungo, lunghissimo istante.
Ah! Ma potr assisterlo qui? Lo spazio  talmente ridotto, e
l'aria non  quella salubre della campagna. Come far, se lo
squilibrio dovesse persistere? Arriv un altro vassoio con il t
e una torta ai semi di cumino; Posey Brandon vers con mano
ferma. Zucchero, s? Limone? Pass una tazza al medico.
Vediamo se continua a migliorare. Per questa notte gli ho
dato il permesso di dormire in veranda, per godere dei benefici
dell'aria fresca. Tra una settimana, se si sar rinvigorito, non
dar pi molto disturbo. Se permangono dei dubbi posso sempre
rimandargli l'infermiera.  un caso piuttosto interessante, e
mi riuscirebbe molto pi facile seguire i suoi progressi se fosse
qui anzich in campagna. Non siete d'accordo, signor Duke?
Certo disse James con riluttanza. Come non essere
d'accordo?
Allo scoccare della mezz'ora i due uomini si alzarono, presero
congedo e uscirono insieme. James lanci un'occhiata bruciante
alla signora Brandon, che la comprese benissimo. Sorrise
e annu, e quando la porta si chiuse corse nella sua stanza e
si butt sui cuscini, imprecando come un marinaio.
Alla luce del crepuscolo era difficile vedere l'espressione
del medico quando James gli chiese se poteva far visita al
signor Brandon.
Forse tra un paio di giorni, ma temo che lo spavento dovuto
all'apparizione di un estraneo possa provocargli una ricaduta.
Allo stesso modo sconsiglio per il momento una visita della
signora. Il signor Brandon ha un'irrazionale paura di sua moglie,
e sostiene - lo so,  ridicolo - che voglia fargli del male.
Ma probabilmente gli passer quando avr recuperato la ragione.
Che ne direste di venire con me alla fattoria domattina?
Volentieri, devo solo assicurarmi di non avere altri appuntamenti
rispose James. Ma pi tardi, quando spunt la luna,
and alla scuderia, sell il cavallo e con il favore delle tenebre
usc dalla citt, diretto alla fattoria dove il signor Brandon stava sognando un arrosto di manzo.
...
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Capitolo 45. ERRORE AGGRAVATO.
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La quiete del mattino esplose fragorosamente quando il figlio
minore del fattore Taunton, William, un ragazzino sudicio dal
volto ordinario, arriv di gran carriera in paese cavalcando a
pelo un cavallo da tiro nero. Entr ansimando in casa della sorella
sposata, Charlotte, che svegli il marito, Saul Fleet, il quale
corse dal magistrato Jonas Gildart e gli rifer tutto, con la
voce che si alzava come un nitrito e poi tornava ad abbassarsi
per la gravit della notizia. Il magistrato pos la tazza che aveva
in mano, poi la spinse via, rovesciando il caff sul tavolo.
Saul Fleet sbott: Il fratello di Charlotte!  venuto dalla fattoria
con la notizia che il vecchio  morto. L'hanno trovato sulla
veranda. Strangolato o soffocato, pare. Ha detto che aveva il
collo tutto storto ed era rosso come un gambo di rabarbaro.
La signora Gildart port un'altra tazza di caff al marito, e
il magistrato continu con le domande. Saul rispose sollecito:
no, non gli risultava che il vecchio fosse soggetto a cadute.
No, sua suocera dormiva in casa. Da molti anni, da quando aveva
litigato con il marito perch russava cos forte da scuotere
le travi. Col bel tempo il signor Taunton andava a dormire in
veranda, e d'inverno sul divano in cucina. Lui, Saul Fleet, non
riusciva a immaginare perch qualcuno volesse fare del male
a quell'uomo inoffensivo e operoso, che arrotondava le entrate
lavorando il ferro, andava regolarmente in chiesa e non beveva
n fumava. Le sue rape erano molto apprezzate.
Il magistrato mand a chiamare Charlotte Fleet e il giovane
William, il latore della notizia. Charlotte non sapeva niente
pi di ci che aveva sentito dal fratello, cos il magistrato si rivolse a lui.
Allora, ragazzo, devo farti qualche domanda. Tu sei William
Taunton, il figlio di Jeremiah Taunton, giusto? Bene, bene.
Ora, quali membri della famiglia dormivano in casa la scorsa notte?
Mia madre, signore. Io, mia sorella Abigail e T-T-Tom. Il ragazzo farfugliava e balbettava.
Chi  Tom?
Mio fratello maggiore.
Ci sono domestici in casa?
Solo Sarah Whitwell. Aiuta la mamma con il bucato e viene
domenica sera dopo la preghiera cos  pronta luned mattina
presto. Dorme nel lettino in camera della mamma.
Tuo padre ha permesso a qualche vagabondo o estraneo di
dormire nel granaio, la notte scorsa?
Nossignore, non li lascia mai dormire nel granaio. Cio,
solo se pagano. In valuta della Nuova Inghilterra.
E qualcuno di questi estranei paganti era presente la notte scorsa?
Solo il signor Brandon, signore.
E chi  il signor Brandon?
Un predicatore, signore, ma  un p' picchiato nella testa
per via del fulmine. Ha una gran cicatrice sulla faccia. La mamma
lo curava, e il signor Duke pagava pap. Sta con noi da
pi di due mesi. Pap gli ha dato la stanza bella sul davanti.
Chi  il signor Duke?
Non lo so, signore, ma pap diceva che  ricco. Ha un calesse
con due grigi. Gran bei cavalli. Mi  sembrato di sentirli
la notte scorsa, ma era una pernice nel bosco.
E il signor Brandon era in casa, la notte scorsa?
Sissignore. Il dottor Hudson ha detto che era quasi guarito
e poteva tornare a casa presto. Ieri stava molto bene e voleva
dormire nella veranda di dietro per prendere l'aria fresca.
Pap sperava che il signor Brandon poteva restare di pi, perch
era un bravo pensionante e i soldi ci facevano comodo.
E ieri notte il signor Brandon ha dormito nella veranda sul retro?
Nossignore. L c' il letto di pap, e lui ha detto che non si faceva cacciare via da nessuno.
Il signor Brandon andava d'accordo con tuo padre?
Di solito s. Ma poi ha detto che era stufo di mangiare quello che gli davamo, cio pane e latte. Pap gli ha risposto
che se non gli piaceva poteva anche morire di fame. E il
signor Brandon lo ha guardato malissimo.
E dov' adesso il signor Brandon?
Sta aiutando la mamma e Tom a preparare pap.  molto pesante, sapete.
Il magistrato scambi un'occhiata eloquente con due uomini
che erano entrati insieme al dottor Hudson, poi conged il ragazzo.
Pu darsi... disse, pu darsi che dobbiamo dare un'occhiata
a questo Brandon. Dottore, cosa potete dirci di lui? Sta
male o sta bene, di che natura  la sua malattia,  forte, che carattere
ha, portava rancore nei confronti del signor Taunton?
Soffre delle conseguenze di un fulmine che lo ha colpito due
anni fa, ed  sicuramente molto disturbato, farfugliante e confuso
e tormentato dai sospetti. Ma ieri mi sembrava che stesse
un po' meglio, e ha detto che sperava di tornare a casa presto.
Secondo voi, dottore,  possibile che questo predicatore
odiasse il signor Taunton, perch lo costringeva a mangiare
pane e latte o per qualunque altra ragione, e colto da un attacco
di follia si sia intrufolato nella veranda di notte e lo abbia
strangolato?
Aveva molte paure,  vero, ma non gli ho mai sentito dire
niente contro il signor Taunton. Se non per il pane e il latte, che
gli venivano dati su mio ordine. Certo, pu darsi che l'invidia
del letto in veranda lo abbia sopraffatto. Gli avevo dato il permesso
di dormire l, ma il ragazzo dice che il signor Taunton glielo ha impedito.
Non potrebbe, nella sua mente disturbata, aver incolpato
il signor Taunton della sua alimentazione ripetitiva? E del sequestro
del letto in veranda?
Sss rispose con riluttanza il medico. Naturalmente pu
essere andata cos. Tuttavia non lo ritengo abbastanza forte da strangolare un uomo.
Ma pare che certi pazzi abbiano dimostrato una grande forza durante le loro crisi, non  vero?
Certo, cos pare. Vi sono molti misteri collegati alla pazzia.
Quindi sapevate che era pazzo?
Sapevo che un fulmine aveva turbato il suo equilibrio. Aveva
crisi e scatti d'ira. Ma ero sicuro che stesse migliorando, e
che presto sarebbe tornato a ragionare come uno di noi.
"Presto" non significa adesso. E se in casa non c'era nessuno
oltre ai familiari e a questo signor Brandon, soggetto ad
attacchi di follia, ritengo probabile che sia stato lui a strangolare
il signor Taunton. Signori, vi chiedo di andare a prendere
il signor Brandon, che deve essere interrogato e sottoposto a processo.
Il signor Brandon and in carcere, protestando la propria innocenza
con uno sproloquio da fulminato. Il suo fedele gregge
si radun davanti alla prigione, vegliando e cantando inni, e
poi davanti al tribunale, dove dopo un rapido processo venne dichiarato colpevole e condannato all'impiccagione.
...
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...
Capitolo 46. RIUNIONE D'AFFARI.
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...
Per tutta la calda e umida estate bostoniana James Duke corteggi
Posey Breeley Brandon. Sapeva che nessuno avrebbe mai
capito cosa significava quella donna per lui. Era stato allontanato
da suo padre, scavalcato nelle promozioni, aveva conosciuto
povert e umiliazione. E poi tutto era cambiato. Posey
era l'apice della sua gioia. Sapeva anche che i suoi cugini si sarebbero
scandalizzati per la differenza di et, perch lui aveva
cinquantacinque anni e lei venti di meno. Posey andava a
trovarlo tutti i giorni. La sera, quando una brezza rinfrescante
soffiava dal mare, passeggiava insieme a lui nel roseto, con i
grandi occhi scuri abbassati e la gonna di seta che frusciava, girando
intorno alla meridiana, parlando di legname e nodi d'amore.
Passarono dalle prime foglie ai boccioli rosati, da una rigogliosa
e sonnolenta fioritura ai petali sbiaditi e poi alle foglie
bruciate dalla brina. James avrebbe fatto qualunque cosa per
lei, l'aveva gi fatto senza rimorsi. Lei gli chiedeva solo compagnia
e conversazione. Ascoltava rapita ogni cosa che diceva,
lui che per tutta la vita era stato ignorato. Ma James non poteva
averla, almeno finch il signor Brandon (che era sfuggito
all'impiccagione) rimaneva in vita. Non solo la sua congregazione
comprendeva due membri imparentati con importanti
famiglie bostoniane, ma suo zio era il giudice Archibald Brandon,
che si muoveva in silenzio dietro le pi ristrette cerchie
di potere. Costui non avrebbe permesso che il suo sfortunato
parente, da lui considerato vittima innocente di un cattivo matrimonio
e di un fulmine, venisse impiccato come assassino.
Quasi capisco perch Dio gli ha imposto questa sofferenza
disse il giudice al dottor Hudson, che aveva trovato dopo
una breve ricerca. La citt  diventata un fetido pantano di
corruzione e malefatte. Lo vedo come un segno della vendetta
divina. E tuttavia non posso credere che mio nipote abbia
strangolato quel contadino perch il vitto non era di suo gradimento.
 sempre stato un uomo gentile.
Potrebbe esserci un modo per evitargli quella... quella fine
disse il medico. Proviamo ad appellarci alle autorit dell'ospedale
pubblico per malati di mente di Williamsburg. Gi prima si
era parlato di ricoverarlo l. Grazie all'autorit del giudice, alle
suppliche della congregazione e alla scrupolosa testimonianza
del dottor Hudson sulla sua bont d'animo, il signor Brandon
ottenne una stanza nella casa di cura in Virginia. In compagnia
di altri squilibrati, si distinse come detenuto modello.
Freegrace convoc la riunione di ottobre della Duke and Sons.
James, comprendendo l'importanza di essere un membro votante
del consiglio, si vest con molta cura: pantaloni di lana
marrone chiaro con gamba stretta e sottopiede, panciotto marrone
chiaro con profili neri, giacca monopetto a coda di rondine.
Indossava l'orologio d'oro di Sedley, con attaccato alla
catena il regalo di Posey Breeley Brandon, un ciondolo incastonato
in oro che racchiudeva una miniatura del suo bellissimo
occhio sinistro, perch i ritratti degli occhi andavano molto
di moda. Il soggetto era sicuramente bello, ma aveva una
fissit leggermente sgradevole. Accanto a James, Freegrace e
Edward sembravano un po' scialbi con le loro antiquate brache
al ginocchio e le calze di seta chiare macchiate di fango.
Freegrace gli present Lennart Vogel, un uomo cadaverico
con gli occhi come due candele in una caverna, che aveva saltato
le ultime due riunioni perch era in viaggio. Era l'unico
figlio di Doortje Duquet, e dunque cugino di Sedley Duke, il
crudele padre di James Duke. Dopo un'infanzia viziata e fin
troppo istruita, Lennart era venuto a Boston per conoscere i
suoi parenti. Nessuno era pi meticoloso di lui in fatto di
abbigliamento: quel giorno portava dei pantaloni grigio perla abbottonati
quattro pollici sopra la caviglia, calze di seta bianche,
e come calzature delle semplici pantofole che sostituiva ogni
quindici giorni. Si era trasformato in un'indispensabile enciclopedia
ambulante di cifre, tendenze e novit sul commercio
del legname. Il suo maggior pregio, sussurr Edward a James,
era la padronanza di sette lingue. Ma c'era anche un altro lato
di Lennart. Per due mesi all'anno metteva via gli abiti da citt,
indossava pantaloni pesanti e comodi e un paio di stivali da
taglialegna e andava nei boschi, a volte con una guida indiana,
per pescare e visitare i campi dei subappaltatori. Quando
tornava a Boston sembrava insolitamente allegro.
Il fuoco acceso nella sala riunioni contrastava il freddo autunnale.
Freegrace disse: Cominciamo. Le sedie stridettero e le carte frusciarono.
Quest'anno le condotte del Maine sono partite tardi, perch
gli appaltatori speravano che la pioggia alzasse il livello dei
fiumi disse Freegrace. Ci hanno detto che  stato un inverno
mite, senza le nevicate che abbiamo avuto qui. La scarsit
di neve li ha costretti a costruire dighe per far scendere i tronchi
lungo gli affluenti fino al fiume: un sacco di tempo e lavoro.
Il concessionario chiede un risarcimento. Non lo avr. Ho
delle cifre per l'anno precedente che dovrebbero rincuorarci.
James lo interruppe a bassa voce. Perdona la mia ignoranza...
quanti uomini impieghiamo nelle foreste?
Gli rispose Lennart Vogel, che aveva le cifre sulla punta della
lingua. Pi di mille quest'anno, per un periodo che va da sei
a otto mesi. Per dieci dollari al mese, pi vitto, alloggio e attrezzi.
Ti sembrer ridicolo, ma abbiamo dovuto assumere cuochi rinomati,
altrimenti gli altri campi si accaparrano gli uomini migliori
servendo pranzetti da leccarsi i baffi! Da leccarsi i baffi!
Era chiaro che gli piaceva quel modo di dire, che andava fiero
della sua abilit con le lingue. Per il vitto spendiamo venti centesimi
al giorno per ogni uomo, una spesa ingente. Siamo costretti
ad assumere cuochi che potrebbero dirigere la cucina di un ristorante
elegante, se non fosse per qualche difetto caratteriale.
Edward prese la parola. Ma le vettovaglie non sono la spesamaggiore. Granturco e fieno per i buoi. Il fieno costa quasi
venti dollari la tonnellata, e l'anno scorso ne abbiamo usate
pi di cinquemila tonnellate. Il granturco costa un dollaro a
bushel, e i buoi divorano quattromila bushel a stagione. I
buoi sono cari, e anche i loro conducenti: ci costano ventimila dollari.
Poi ci sono i terreni da acquistare e le ruote da ungere, soprattutto
per procurarci le cosiddette terre indiane che lo stupido
Congresso tenta di negarci con il suo "Atto di Neutralit".
Freegrace borbott: In quale altro paese gli uomini d'affari
devono preoccuparsi di barbari assassini coccolati dal governo?.
Edward riprese il suo discorso. Spendiamo molto per le
ispezioni, e anche se tagliamo soprattutto sulle nostre terre
e abbiamo le nostre segherie, cosa che ci permette di non pagare
affitto e tasse di concessione, dobbiamo sostenere altre cento
spese: asce e attrezzi, mole, olio, ferro, fabbri e fucine, tasse
per gli sbarramenti e i diritti di passaggio delle chiuse. La
penna grattava violentemente il foglio mentre il segretario cercava
di tener dietro alla rapida parlantina di Edward.
Cyrus not la perplessit di James e intervenne: Gli sbarramenti
servono per tenere insieme i tronchi, e le chiuse....
Ma Edward, che odiava essere interrotto, disse bruscamente:
Cyrus, tieni le spiegazioni per dopo. Sono sicuro che James
capisce la terminologia. Ci di cui dobbiamo discutere oggi 
prima di tutto il precipitoso calo dei grandi pini bianchi di buona
qualit, e poi il persistente problema dei ladri di legname
che saccheggiano le nostre tenute, pi altri imbrogli e illeciti.
E fra i ladri, i pi disonesti sono quelli che fabbricano scandole
e assicelle per rivestimenti. I ladri imperversano soprattutto
sulle terre pubbliche, ma non esitano a tagliare gli alberi
dei Duke. I taglialegna del Nuovo Brunswick sono il flagello
della foresta. Dovunque vedano alberi li tagliano e li portano
via. Il Nuovo Brunswick non ha fattorie fiorenti n citt prospere.
I suoi abitanti sono le locuste della foresta. Li consideriamo nostri
nemici. Si interruppe per prendere fiato, riesamin quel
che aveva detto e infine ammise: Forse il problema si risolverebbe
se si tracciassero delle chiare linee di confine con il Canada.
Balbettava un po', a disagio in presenza di James Duke,
troppo simile al suo dispotico padre, Sedley, che con le sue critiche
incessanti gli aveva reso la vita un inferno. E quell'orribile
ciondolo da orologio, con il suo sguardo critico, lo innervosiva.
James si appoggi allo schienale della sedia. Aveva progettato
di annunciare durante la cena che la vedova Posey Brandon
aveva accettato la sua proposta di matrimonio, e che la data
delle nozze era fissata per maggio. Dopo avere saputo che il
signor Brandon era morto di polmonite in Virginia, aveva atteso
per un lasso di tempo decoroso - ventiquattr'ore - prima
di chiederla in moglie. Lei aveva accettato immediatamente, e
James l'aveva abbracciata per suggellare il fidanzamento con
un gesto di tenerezza. Ma era rimasto sorpreso dal violento e
salivoso ardore con cui Posey aveva ricambiato il suo casto bacio.
Pi tardi, molto pi tardi, avrebbe ripensato a quell'episodio
e lo avrebbe interpretato come un avvertimento, un avvertimento
al quale lui non aveva voluto - n potuto - prestare
attenzione. Ma ora nel suo cervello turbinavano ipotesi allarmanti
su come i cugini avrebbero preso la notizia del suo imminente
matrimonio con la figlia di Phineas Breeley, titolare di
un'impresa di legname del Nuovo Brunswick. Non aveva ancora
conosciuto il suo futuro suocero, ma da quel che gli aveva detto
Posey non aveva dubbi che il signor Breeley brandisse la sua
ascia dove e come voleva, e al diavolo i confini.
Guardando fuori dalla finestra, James vide nel cielo una macchia
lontana che aveva imparato a riconoscere come uno stormo
di piccioni migratori.
Cyrus prese la parola. Credevo che oggi avremmo parlato
di nuovi mercati... mi sbagliavo?
Niente affatto disse Lennart senza attendere il proprio turno,
attirandosi un'occhiataccia di Edward. James suppose che non
sapesse stare al suo posto. Ogni anno spediamo sempre pi legname,
non da Boston ma da Bangor. Abbiamo saputo che Cuba
vuole scatole per lo zucchero. Freegrace  in corrispondenza
con un dignitario cubano per discutere di questa possibilit.
Le Indie Occidentali sono affamate di tutto: tavole, scandole, assicelle,
stecche e paletti, corteccia di tsuga, anche alcuni legni duri.
Persino i ginocchi di tamarack. I carichi che mandiamo laggi
non bastano mai, e naturalmente riportiamo indietro rum,
zucchero e melassa. Molte citt europee hanno scoperto l'utilit dei
blocchetti per pavimentazione, e quel mercato ci permette di
smaltire legname che altrimenti andrebbe sprecato. E non solo
in Europa, ma anche a Charleston, Buenos Aires, persino in Australia.
E non ho menzionato il crescente commercio costiero.
Stiamo andando fuori argomento disse Freegrace.
Proprio cos, e grazie, Freegrace, per averci prontamente riportati
in carreggiata disse Edward. Bene, allora, Armenius
Breitsprecher, che dopo la morte di suo padre  diventato il nostro
cercatore di terreni,  stato ingannato da una mappa e una
relazione fasulle riguardo la zona lungo il braccio del White
Moose, e abbiamo appena scoperto la truffa. La mappa dell'agrimensore
mostrava una fitta foresta lungo un corso d'acqua,
il braccio settentrionale del Moose, ma in realt il fiume scorre
a diverse miglia di distanza dai pini. Breitsprecher dice che
quando and a vedere il legname, quattro anni fa, era inverno
e c'era molta neve. L'agrimensore sosteneva che il fiume gelato
si trovava l, sotto la neve. E siccome la neve gli arrivava alla
vita, Armenius non pot esaminare gli alberi. Lo ammette. Cos
la relazione su cui abbiamo basato l'acquisto indicava un buon
corso d'acqua e cento milioni di pini. In realt ce n'erano solo
quattordici milioni. E il corso d'acqua era lontano. Abbiamo sostenuto
ingenti spese per costruire la strada e tirare fuori i tronchi
con tiri di buoi a noleggio. Ora la domanda : dobbiamo tenere
Breitsprecher come cercatore di terreni? Il suo errore ci 
costato parecchio. Si  fidato troppo di un agrimensore ladro.
Freegrace sospir. S, potremmo licenziarlo, ma Breitsprecher
 un cercatore esperto e capace, che lavora per noi da anni
e ci ha fatto guadagnare molti soldi. Questo  praticamente l'unico
errore di valutazione che abbia mai commesso. So che se
ne rammarica. Propongo di rimproverarlo ma di mantenerlo
alle nostre dipendenze.
Sono d'accordo disse Lennart Vogel. Giudicare costi e ricavi
derivanti da una foresta  difficile, richiede molti anni di
esperienza. Anche lui aveva notato il ciondolo dallo sguardo
fisso e avvertiva la presenza della misteriosa modella.
Cosa ne pensi, Cyrus?
Be', quanto sar difficile trovare un buon valutatore di
terreni? Breitsprecher non pu essere l'unico che sa giudicare
gli alberi. Non ci sono schiere di uomini come lui che marciano
nella foresta? Si appoggi con noncuranza allo schienale
della sedia, accavall le gambe e lasci ciondolare il piede destro.
Edward parl di nuovo. Certo che ci sono, e molti sono
furfanti corrotti che presentano relazioni fasulle sulla qualit
dei pini, tutti alberi sani, naturalmente, che diventano carcasse
marce sotto i colpi dell'ascia. James, tu cosa ne pensi?
Se  stato un dipendente onesto per tutti questi anni... da
quanto tempo lavora per noi?
Da quando era un ragazzo e imparava il mestiere da suo
padre, una trentina d'anni, diciamo.
Dopo trent'anni di fedele servizio e l'unico errore di aver
creduto a un agrimensore bugiardo, licenziarlo mi sembra esagerato.
Io dico di tenerlo.
Tutti favorevoli borbott Freegrace. Ora passiamo ai problemi
dello sconfinamento e del saccheggio, che si stanno diffondendo
in fretta. Abbiamo esposto cartelli per avvisare che
lo sconfinamento nei nostri terreni sar punito dalla legge. Speriamo
solo che avvisino chi deve essere avvisato!
Sventol un foglio e lesse ad alta voce:
Si rende noto che il legname con marchio D&S accatastato
nel Lotto 17 lungo il Distress Brook  di propriet della
Duke and Sons di Boston. Chiunque lo manometta o lo sposti
potr essere perseguito legalmente. Verranno prese misure
per identificare i contravventori.
Una vana minaccia disse Edward. I giurati del Maine
sono totalmente corrotti. Decidono sempre in favore dei criminali,
loro soci e parenti.
James disse: Chi sono questi fuorilegge che tagliano il vostro...
il nostro legname?.
Tutti! esclam con rabbia Edward, sputacchiando. Sono
soprattutto omuncoli meschini che cercano di guadagnare qualche
soldo. Ma ce ne sono tantissimi, spesso gente selvaggia e affamata
che non si ferma davanti a niente. Si azzuffano con i proprietari
finch non scorre il sangue e non si rompe qualche testa.
Anche quando li prendiamo e li denunciamo, tornano di notte
con i loro amici e continuano a tagliare. Coloni, uomini d'affari
falliti, fabbricanti di scandole e segatori di assicelle, ecco chi sono
i ladri. E nelle notti di luna piena cadono un sacco di bei pini.
Il problema non  solo il furto prosegu Edward. I loro
fuochi da campo fanno molti danni e bruciano parecchio legname.
Alcuni appiccano il fuoco di proposito ai margini di
una buona foresta, poi brigano per acquistarla per quattro soldi
come terra bruciata. E in ogni caso quei maledetti miserabili
disboscano i loro terreni scadenti con il fuoco, che nella stagione
secca si espande e divora le nostre foreste.
Cyrus si tir la cravatta e cerc di riassumere la situazione.
La verit, signori,  che i boschi del Maine - e del Nuovo
Brunswick - pullulano di fuorilegge. Ci che vogliamo sono foreste
vergini prive di quelle locuste umane. Com'era un tempo il Maine.
James chiese se i terreni dell'Ohio visitati da suo padre non
fossero l'Eden incontaminato di cui parlava Cyrus.
No, il legname  ottimo, ma non ce n' molto. Pu durare per
qualche anno. Noi dobbiamo prepararci per il futuro. Abbiamo
sentito che a ovest ci sono grandi foreste, e questo potrebbe essere
il momento buono per verificare. Ho proposto diverse volte
di incontrare Armenius Breitsprecher e chiedergli di andare
a ovest. Non sar impaziente di recuperare l'onore perduto
dopo l'incidente sul braccio settentrionale del White Moose?
Sarebbe saggio se uno di noi lo accompagnasse disse Lennart
Vogel. Per un resoconto imparziale. Potrebbe essere una spedizione importante.
Facile dirlo, per te che sei un viaggiatore. Ma la maggior
parte di noi preferisce rimanere a Boston e occuparsi di contabilit
e contratti. Forse dovresti andare tu. Vogel scosse la testa.
Non potremmo cercare pi vicino a casa? Ho sentito che c'
un enorme regno di pini bianchi in Pennsylvania, lungo i fiumi
Susquehanna e Allegheny. Alcuni dicono che quelli sono i
pi bei pini bianchi del mondo disse Cyrus.
Ah, dicevano la stessa cosa dei pini del Maine e di quelli
del Nuovo Brunswick. Dovremmo cominciare a comprare pensando
a come sar fra cinquantanni disse Freegrace.
Chiss perch. Io dico di prendere quello che possiamo
quando possiamo. Non mi interessa come sar fra cinquantanni,
tanto non c' motivo di preoccuparsi: le foreste sono infinite e permanenti disse Edward.
Consumarono una cena semplice - pivieri dorati al forno, salmone
e succotash, piselli freschi - in una locanda al Rowes
Wharf. Parlarono apertamente, liberi dalle pastoie della riunione
formale. Cyrus spieg dettagliatamente a James gli sbarramenti
e le chiuse, poi pass al fuoco.
I discorsi sul fuoco avrebbero dovuto includere anche le devastazioni
causate da noi. Uno dei nostri appaltatori, su ordine
di Edward, ha incendiato le balle di fieno che i ladri avevano
portato in una nostra pineta per nutrire i loro buoi. L'incendio
gli  sfuggito di mano e ha bruciato non solo il fieno, ma anche
i pini che i ladri volevano rubarci. Perci vedete, siamo in
grado di rendere pan per focaccia. James non vedeva la logica
di quell'argomento, ma non disse nulla. Cominciava a chiedersi
se Cyrus Hempstead non fosse un po' scemo.
James disse Lennart Vogel, ormai avrai capito che i profitti
del legname dipendono quasi interamente dai costi di trasporto.
Le navi a vapore possono cambiare il modo di spostare i tronchi.
Edward intervenne non appena ebbe inghiottito il boccone
di torta di mele. Sappiamo che gli inglesi usano locomotive
a vapore nelle miniere di carbone. Perch il motore a vapore
non dovrebbe affermarsi? Freegrace, magari tra qualche
anno costruiremo una ferrovia nelle pinete lontane dai fiumi.
Al momento ogni centesimo che guadagniamo dipende ancora
dai corsi d'acqua. Il motore a vapore potrebbe dare un forte impulso ai nostri affari.
Edward, hai ragione disse Lennart. Si respirano grandi
cose nell'aria, ci attendono giorni di gloriosa prosperit.
Il rum continu a girare sul tavolo, finch i membri del consiglio
cominciarono a parlare cos forte che un uomo rubizzo
seduto a un tavolo lontano chiese al proprietario di cacciarli.
Quello  Saltonstall disse Cyrus, la vecchia cozza. Si crede
l'uomo pi importante di Boston. Se vuole silenzio che se
ne stia a casa, nel suo mausoleo.
A mezzanotte James raggiunse barcollando la sua carrozza,
dove Will Thing lo aspettava seduto al buio. Mezz'ora dopo
era nella sua biblioteca, dove le braci ardevano ancora nel camino.
L bevette un ultimo bicchiere di brandy. E cos, con la
testa che gli girava, James Duke and a letto.
Gli sembr che fossero passati solo pochi minuti quando la cameriera Lily lo svegli
Signore, signore, c' gi la signora Brandon che vorrebbe
fare colazione con voi.
Oh santo cielo disse James, dille che scendo tra pochi minuti.
Preparale un t o un caff o...
Sissignore.
Dopo quasi quaranta minuti James scese nella sala della colazione,
lavato, sbarbato, con la biancheria pulita e un abito di
cashmere nero, perch la giornata era fredda.
Mia cara disse. Cosa ti porta qui tanto presto?
Diamine, James, sono impaziente di conoscere ogni dettaglio
della riunione. Sai che i tuoi affari mi interessano molto.
Devi dirmi tutto dei tuoi cugini, chi ha detto cosa, i problemi,
le decisioni, i progetti per il futuro.
James imburr una focaccina calda e la intinse in un piatto
di miele, poi si chin sul piatto per mangiarla senza sporcarsi
il panciotto. Cominci a parlare. Era esaltante avere qualcuno
che ascoltava cos attentamente i suoi resoconti. Posey gli
rivolse domande intelligenti e lo interrog sulle stravaganze
dei membri del consiglio.
La signora Brandon, tornata a casa, si avvicin al piccolo scrittoio
di noce che James aveva fatto fare per lei e prese un libro
marrone rilegato in cuoio, contenente annotazioni piene di errori
nella sua grafia disordinata. Cominci a buttare gi i punti
salienti della riunione d'affari, dando particolare risalto al parere
di Lennart Vogel, secondo il quale la Duke and Sons doveva
investire al di fuori dell'industria del legname, soprattutto nei fiorenti settori del tessile e della canna da zucchero.
...
.
...
Capitolo 47. UOMO SPOSATO, UOMO CONDANNATO.
...
.
...
Il giorno del matrimonio di James Duke, pi volte rimandato
- per paura della reazione dei cugini al suo legame con un
commerciante di legname del Nuovo Brunswick -, cominci
con una scossa, come di una corda di violino spezzata. Il
futuro suocero arriv a met mattina in groppa a un cavallo
dei boschi zoppicante e barcollante, di un colore indefinibile.
E chi aveva mai visto una fisionomia come quella di Phineas
Breeley? Sembrava che gli avessero mozzato la testa con l'accetta
poco pi su delle sopracciglia, e poi gliel'avessero riattaccata
lasciando una grande cicatrice orizzontale. Sotto la cicatrice
c'erano due occhi neri come antracite, un naso rotto in
pi punti (chiaro segno di rozzezza) e una bocca senza labbra.
Al posto dell'orecchio sinistro c'era un buco peloso. L'uomo
scese da cavallo con cautela e avanz verso Posey La strinse
in un poderoso abbraccio, le copr la faccia di baci schioccanti
come granturco scoppiato e si gir verso James.
Bene disse. Eccomi qua. Pronto per la baldoria e per il
nostro grande viaggio. Posey aveva invitato il padre ad accompagnarli
in luna di miele a New York. Aveva chiesto a James
di invitare Freegrace e Edward Duke e le loro mogli alla cerimonia
e alla cena di festeggiamento, ma lui aveva trovato delle
scuse - Edward era in viaggio, la moglie di Freegrace era
a letto con la pleurite - e addotto ottime ragioni per non invitare
neppure gli altri. A dire il vero, non li aveva informati
dell'imminente matrimonio. Non ancora, non ancora, si era detto, prendendo tempo.
Sono sicura che adorerai pap gli aveva detto Posey, e
lui ha sempre voluto vedere New York. Ci terr compagnia in
un posto dove non conosciamo nessuno. Adesso il momento
era arrivato. Di l a qualche ora James e Posey sarebbero saliti
su una carrozza a noleggio insieme a quell'uomo. James, incerto
su come accoglierlo, lanci un'occhiata agli zoccoli del
cavallo, che mostravano segni di laminite. Ecco perch la povera bestia zoppicava.
Mandiamo a pascolare il vostro cavallo disse. Vedo che
ha male alle zampe. Potr prendersi una vacanza mentre noi giriamo per New York.
Suvvia, signori, non perdiamo tempo in chiacchiere disse
Posey, guardando l'orologio d'ottone sulla mensola del camino.
Dobbiamo essere dal giudice alle undici in punto. Manca solo mezz'ora.
Male alle zampe o no, per me non cambia niente disse Phineas
Breeley. Sono tutti brocchi e ronzini. Io non amo i cavalli.
Si vede, pens James, un po' sconcertato dal suo strano modo
di parlare, che enfatizzava certe parole apparentemente a caso.
La cerimonia si svolse in fretta e, come James aveva sperato,
all'insaputa dei suoi cugini. Durante il lungo viaggio in carrozza
padre e figlia chiacchierarono animatamente, mentre James,
seduto davanti a loro ma rannicchiato nell'angolo, cercava
di sonnecchiare. Il padre cingeva Posey con un braccio, e di
tanto in tanto la cospargeva di baci schioccanti. Mentre il giorno
declinava e il crepuscolo oscurava l'interno della carrozza, i
due continuarono a parlare di gente nata e morta, di incidenti,
uscite di scena, violente tempeste, episodi divertenti e dei difetti
degli uomini che lavoravano per Breeley. Andarono avanti
per tutta la notte, elencando nomi e fatti buffi. Poco dopo l'alba
la carrozza si ferm per cambiare i cavalli, e Breeley, che sembrava
bello vispo, corse servizievolmente nella locanda e torn
con un bricco di caff annacquato e sei uova sode fredde. Trangugi
met del caff e quattro uova, buttando i gusci fuori dal
finestrino. Cos ristorato, si rivolse a James per la prima volta.
Io e te ci faremo tante belle chiacchierate sui boschi. Lo sapevo
che prima o poi entravo in una grossa impresa, e la Duke
Sons  proprio una delle pi grosse. C'ha le migliori pinete
del Maine. Faremo un sacco di assi, eh? E con una spaventosa
strizzatina d'occhio lasci intendere che conosceva a fondo
i terreni dei Duke. James era esterrefatto. Come disilludere
quell'uomo? Sembrava convinto che con quel matrimonio
lui, Phineas Breeley, fosse diventato un socio della Duke and
Sons. A Edward e Freegrace sarebbe venuto un colpo, se avessero
scoperto che quello sfregiato abitante del Nuovo Brunswick
si credeva un loro pari.
Erano quasi le due quando arrivarono al loro albergo, un bel
palazzo in stile georgiano fronteggiato da eleganti olmi americani,
gli alberi intorno ai quali un tempo i pellerossa si riunivano
in consiglio. L'edificio sorgeva un po' discosto dalla
strada, in modo che il calpestio degli zoccoli ferrati e il rumore
delle ruote non sovrastasse le conversazioni.
James vide con sollievo che la stanza di Phineas Breeley si
trovava a una certa distanza dalla splendida suite matrimoniale
che aveva prenotato. Il vecchio li aveva seguiti al piano
di sopra, alle spalle dei facchini che portavano i bauli, e aveva
ispezionato la loro stanza come se dovesse dormirci anche
lui. Finalmente - oh finalmente, pens James - si era ritirato,
dando loro appuntamento un'ora dopo sotto gli olmi per cominciare
l'esplorazione di New York.
Ero impaziente di averti tutta per me mormor James a
Posey, abbracciandola con delicatezza.
S! Pap  di grande compagnia, non trovi? Ha mille storie.
Come si  procurato quella cicatrice sulla testa?
Devi chiederlo a lui. Non ne parla quasi mai.
James pens che non glielo avrebbe mai chiesto, e si rassegn
a passare una settimana in compagnia di quell'uomo. In
un modo o nell'altro doveva spiegargli che il suo matrimonio
con Posey non lo trasformava automaticamente in un socio
della Duke and Sons. Per tutto il resto della giornata pens a
come dirglielo senza offenderlo. Durante la lunga camminata
per le strade affollate, immersi fino alle caviglie nello sterco
di cavallo, schivarono orde di maiali, passarono davanti alla
piattaforma dove si teneva il mercato degli schiavi, accelerarono
il passo per superare la puzza di macelli e recinti per il bestiame
e i lotti di terreno occupati da mucchi di letame. James
pregava che non piovesse, per evitare di dover sguazzare nella
merda liquida. C'era un continuo fermento di gente che bardava
cavalli, caricava e scaricava carretti. Le strade erano piene
di cavalli - cavalli che trainavano gli omnibus, le carrozze postali,
i carretti dei macellai, dei panettieri e dei lattai -, e lungo
i marciapiedi videro cavalli morti e moribondi. Quelle immagini
brutali non rovinarono il loro appetito. Cenarono alla
famosa taverna della Mucca Rossa, con orso arrosto (molto simile
al maiale) e pur di rape. Il cameriere disse di avere una
rara leccornia: erano appena arrivati degli ananas dalle Bahamas,
non volevano provarne uno? Certo che volevano. Sciami
di mosche si libravano sopra i tavoli come lampadari viventi,
ma i premurosi camerieri muniti di scacciamosche consentivano lo svolgersi della cena.
L'ananas, sbucciato, tagliato e servito su piatti azzurri, era
maturo, profumato e squisito. Lottarono contro le mosche per
difenderlo, ma era quasi impossibile evitare la sgradevole sensazione
di avere in bocca un frenetico insetto ronzante. Terminato
l'ananas e pagato il conto, si avviarono verso i Quattro
Olmi. Lungo la strada passarono davanti ad alcune taverne
chiassose, dove canti, colpi di tamburo e urla femminili lasciavano
immaginare volgari intrattenimenti. Sulla porta dell'albergo,
Phineas Breeley si ferm. Magari vado a spasso ancora
per un'oretta... quell'ananas mi ha agitato. Ci vediamo domani.
E con un cenno di saluto svolt in una stradina laterale.
La prima notte di nozze fu un'esperienza drammatica per James
Duke. Sapeva cosa ci si aspettava da lui ed era persino impaziente
che accadesse, ma non era affatto pronto alla tigre che
gli vol addosso, gli squarci la patta dei calzoni e gli afferr
il pene, non era affatto pronto ai morsi e ai graffi, alle spinte
e agli scuotimenti, ai vestiti strappati, e neppure alle lotte e ai
respiri affannosi. Posey non gli diede tregua per tutta la notte.
Poco prima dell'alba James cadde in un sonno quasi delirante,
con il corpo spaventosamente segnato dalle esperienze delle ore precedenti.
Allo spuntare del giorno si svegli e sgusci fuori dal letto.
Posey giaceva scomposta, respirando rumorosamente. James
si lav con circospezione, si vest e scese nel salottino, dove
sopra una credenza erano disposti caff, t e cioccolata calda.
Prese un piatto di focaccine ancora calde spalmate di burro e
marmellata di fragole, port tazza e piatto su un tavolo vicino
alla finestra e guard fuori verso i rami ondeggianti degli olmi.
Eccoti qua! grid Phineas Breeley, entrando nella stanza
silenziosa, procedendo a grandi passi verso il bricco del caff
e riempiendosene una tazza fino all'orlo. Si sedette davanti
a James, scrutandolo attentamente. Vide i lividi, i segni blu
e neri dei morsi, i graffi sul dorso delle mani, le labbra e i lobi delle orecchie gonfi.
Ti ha dato una bella ripassata, eh?  un tipino energico, eh?
Le ho insegnato tutto quello che sa, ed  venuta fuori bene.
La mela non cade mai lontana dall'albero. Tu reggerai meglio
del vecchio predicatore Brandon. Gli strizz l'occhio con un sorriso lascivo.
James si sent gelare il sangue. Cosa voleva dire Phineas
Breeley, in nome di Dio? Che era stato lui a insegnare le arti
del sesso a sua figlia? Quel pensiero gli riemp la mente di un
gelido orrore. Suo padre...! Gli venne il voltastomaco, anche
se sapeva che queste cose accadevano, soprattutto tra i bifolchi
che vivevano isolati nei boschi. Non riusc a dire niente,
e si sent sollevato quando Breeley si lanci in un dettagliato
monologo sulle scene a cui aveva assistito dopo averli lasciati
la sera prima, sulla bionda "pernice" grassottella con la quale
si era fatto "una bella scopata", su tutto quello che aveva bevuto.
Alla fine James si alz e prese congedo, dicendo che voleva portare una tazza di caff a Posey.
Oh s, certo, una "tazza di caff". Breeley sogghign, leccandosi
le labbra e strizzando l'occhio.
James Duke avrebbe volentieri rinunciato al sesso per i successivi
trent'anni, ma era in trappola. Posey, infatti, interpret
la tazza di caff proprio come suo padre e tir James per il panciotto,
cercando di farlo tornare a letto. Lui la guard, disgustato
dal pensiero che il vecchio gnomo sfregiato l'avesse posseduta,
e le volt le spalle. Lei gli strinse il polso in una morsa
di ferro e lo stratton. James cadde sul letto, e Posey gli si butt
addosso come un nugolo di formiche su un favo. Lui tent, di
allontanare l'immagine della testa sfregiata di Phineas Breeley
infilata tra le gambe di sua figlia, ma non ci riusc.
No! grid, e salt gi dal letto. Posey lo segu, dondolando
le braccia e scoprendo i denti come un gorilla. Lo pest come
un pur e lo lasci nell'angolo.
Meglio che metti la testa a partito disse, digrignando i
forti denti bianchi. Non voglio un altro marito smidollato.
E io non voglio una moglie violenta disse James, ritrovando
il suo tono da capitano. Dobbiamo discuterne a fondo.
Aveva fede nella ragione, anche se era una fede irragionevole.
James e Posey Duke uscirono da soli, lasciando in albergo
Phineas Breeley su fervente richiesta di James. Dobbiamo
parlare a quattr'occhi,  necessario. Dopo tre ore e mezza di domande,
risposte esitanti, scoppi d'ira, lacrime, disprezzo ed
espressioni deluse, giunsero a un compromesso: Posey avrebbe
avuto le sue stanze; le visite di James al letto coniugale sarebbero
state concordate in anticipo; lui non avrebbe fatto domande
se lei avesse invitato qualcun altro (non specificato);
Posey non avrebbe usato la violenza per ottenere ci che voleva;
avrebbero cercato di vivere per sempre felici e contenti,
anche se ci avrebbe richiesto un grande sforzo; una settimana
dopo il loro ritorno a Boston, Phineas Breeley avrebbe dovuto
trovarsi un appartamento o tornare nel Nuovo Brunswick. Su
quest'ultimo punto James era stato irremovibile, e aveva offerto
una somma per l'acquisto di una casa per Breeley. Aveva
detto, in tono quasi minaccioso, che l'alternativa era il divorzio.
Ma non aveva chiesto cosa fosse successo tra la piccola
Posey e il vecchio Breeley. E lei non aveva chiesto perch quella
notte James fosse andato alla fattoria di Taunton.
Breeley sembr gradire l'idea di un posto tutto suo e part subito
alla ricerca di una casa nei dintorni, perch non voleva tornare
nel Nuovo Brunswick.Qui c' vita. Mi piace la vita. Maunderville  tranquilla come
un cavallo morto. Anzi, di pi. Un cavallo morto scorreggia.
Nel giro di quattro giorni scopr un piccolo cottage di pietra
con un giardino e una stalla per due cavalli, a mezzo miglio
di distanza. James pag il proprietario, felice di togliersi di torno Breeley.
Qualche settimana dopo, al tavolo della colazione, Posey
disse, in tono amabile e conciliante: Venerd della settimana
prossima organizzer una cena per i tuoi cugini e altri parenti.
Ho deciso io il menu; chieder alla signora Tubjoy e alla
cuoca se va bene e se dobbiamo prendere una ragazza in pi
per la serata.  ora che cominciamo a ricevere. Sar l'occasione
per indossare l'abito di seta rossa che mi sono fatta confezionare
a New York.  arrivato ieri per posta: mi sta a pennello.
Sorrise e gli sfior delicatamente la mano, quasi a dire: "Visto come sono morigerata?".
James rabbrivid di paura. Non aveva ancora parlato del
matrimonio ai suoi cugini, e non aveva idea di come l'avrebbero
presa. Grazie a Dio il vecchio sporcaccione sarebbe rimasto
nel suo cottage. Pens in fretta. Meglio non fare sorprese:
avrebbe scritto due allegri biglietti a Freegrace e Edward per informarli di essersi sposato.
Prima o poi andava fatto. Procedi pure.
Posey usc rapidamente dalla stanza, tutta progetti e risolutezza.
...
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...
Capitolo 48. UNA SORPRESA PER JAMES.
...
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...
La casa era travolta da un uragano di preparativi. Le due ragazze
ingaggiate per l'occasione dalla signora Tubjoy lucidarono
l'argenteria, lavarono il servizio buono in acqua e aceto
e lo asciugarono con panni di lino, strofinarono i bicchieri
per togliere le impronte. L'aiutante della cuoca tost e
macin il miglior caff verde, pest i pan di zucchero per ridurli a mucchi
di cristalli. La signora Tubjoy mise una delle ragazze a togliere
i semi dalle uvette e l'altra a estrarre i gherigli dai gusci
di noce. Poich era dicembre, James e Will Thing fecero un'escursione
nei boschi lontani per raccogliere rami verdi di pino
da usare come decorazione. Posey aveva incaricato un quartetto
d'archi di eseguire qualcosa di solenne. Due giorni prima di
quell'importantissimo venerd arrivarono in cucina alcuni secchi
pieni di tordi, piccioni e anatre, sei tacchini selvatici e
due cosce di cervo. Le aiutanti della cuoca rimasero sveglie fino a
tarda notte per spennare gli uccelli e accumularli nella dispensa
fredda. Il fruttivendolo consegn radici di zenzero, limoni,
noce moscata, pimento, indivia belga di serra. Il giorno stesso
arrivarono aragoste e ostriche dolci, entrambe molto ricercate
perch stavano diventando sempre pi rare.
Santo cielo disse James, c' da mangiare per un reggimento.
Non vogliamo sembrare poveri, vero? disse Posey.
Potresti andare con Jason - il nuovo maggiordomo -
a vedere se c' da bere a sufficienza?
Gi fatto rispose James, che per tutta la settimana aveva
supervisionato jroboam, magnum, bottiglie e caraffe. I nostri
ospiti avranno il capogiro... per l'alcol, se non per la meraviglia.
Quando arriv il momento, Jason fece accomodare i primi ospiti,
l'avvocato Hugh Trumbull e signora.
Buon Dio, James, che bella moglie hai acchiappato, e come
ti sei sistemato bene mormor il signor Trumbull, guardandosi
intorno nella stanza calda, osservando l'abito di seta rossa
di Posey, le caraffe sulla credenza, le cento candele accese,
il vassoio di fagottini di aragosta fumanti appena usciti dalla cucina,
ed  tutto bellissimo, molto pi festoso di quando c'era
il tuo stimato padre. Certo, lui non era uno di compagnia. Mi
fa piacere che tu ti sia fatto avanti. James port un bicchiere
di jerez invecchiato alla signora Trumbull e l'accompagn vicino
al fuoco. Posey, con il suo vestito newyorkese, and a sedersi
accanto a lei e la adul chiedendo la sua opinione sulle
tende di velluto color fungo: non sarebbero state meglio color vino? O blu oltremare?
Ci fu un po' di trambusto sulla porta all'arrivo degli altri
ospiti: Freegrace e Lenore avanzarono sorridenti verso la sposa
novella, ma Posey mise su uno stiracchiato sorriso di circostanza
mentre esaminava la bionda Lenore e il suo semplice
abito stile impero grigio argenteo, valorizzato da un filo di grosse perle intorno al collo niveo.
Che bel vestito disse Posey. Viene da New York?
Oh, no. Da Parigi. Ci vado ogni autunno per la nuova moda.
Edward e Lydia entrarono insieme a Lennart Vogel e Cyrus
Hempstead, che erano scapoli, anche se correva voce che Cyrus
avesse un'amante di colore. Ma non erano venuti senza compagnia,
perch Cyrus aveva portato una seconda cugina dall'aria
giovanile, Sarah Close, e Lennart la vedova del suo contabile,
Martha Scoot. James scorse qualcun altro dietro Cyrus e
si accorse con orrore che era suo suocero, in abiti stropicciati
e macchiati: pantaloni a strisce nell'orribile stile a piegoline,
cos larghi da nascondere il grosso addome e contenere una
coda biforcuta, e una giacca anch'essa a strisce con il colletto
alto. Mentre si domandava come presentarli, Edward si gir
verso l'uomo e gli disse, in tono di confidenza: Signor
Breeley, aspettate, vi porto un bicchiere di rum e poi continuiamo
la nostra chiacchierata. A quanto pareva si erano incontrati e presentati nel vialetto d'accesso.
Edward e Breeley passarono buona parte della serata insieme,
bevendo, mangiando e parlando come grandi amici. James
dubitava che il suocero avesse rivelato i propri legami con il
Nuovo Brunswick. Bisognava farlo subito, anche se le conseguenze
potevano essere sgradevoli, cos aspett l'occasione, pieno
di rabbia contro il vecchio impostore che stava prendendo
per il naso Edward. A cena si sedettero uno accanto all'altro,
disegnando schemi sulla tovaglia di damasco con le dita intinte
nel vino rosso. Edward, seduto alla destra di Posey, alternava
i discorsi seri con suo padre alle chiacchiere allegre con lei,
guardandola negli occhi lucidi come un giovane malato d'amore,
pens James con disgusto. Non aveva mai visto il cugino
cos espansivo, cos pieno di fascino e sorrisi.
Be', Edward disse ad alta voce, vedo che tu e il signor
Breeley avete argomenti di reciproco interesse.
Proprio cos rispose Edward. Devo dire che sono sorpreso
e felice di aver trovato un gentiluomo tanto aggiornato. Mi
interessa molto sentire il punto di vista di un commerciante
di legname del Nuovo Brunswick. Sorrisi ovunque, soprattutto
sulle labbra rosse e piene di Posey. James vide la sua mano scivolare
sotto il tavolo, vide la faccia sbigottita di Edward, che
subito divent paonazza. Se ne accorse anche Freegrace, che
si batt il cucchiaio contro gli incisivi.
Che bell'autunno, eh? bel Edward al vecchio sporcaccione
accanto a lui, che gli strizz l'occhio e annu, malgrado fosse inverno.
Pi tardi, quando le signore salirono nel salotto di Posey per un t cinese con pasticcini alla crema, Edward prese in disparte James. Credo che sarebbe un'ottima mossa chiedere al signor Breeley di entrare nel consiglio d'amministrazione. Ci fornirebbe un aiuto inestimabile, perch  un uomo molto pratico e non scende a compromessi con i ladri di legname. Mi piace.
Ed  gi pi o meno un membro della famiglia. E Posey  una donna incantevole che sa come funzionano gli affari. Due persone straordinarie, padre e figlia.
Ah, pens James, se sapessi quanto straordinari! Ma Edward gli afferr la mano e disse: Grazie, James, per averci riuniti tutti insieme. E un'orribile immagine fluttu davanti agli occhi di James.
Nelle settimane successive, Edward venne sempre pi spesso, per prendere il t con Posey, invitarla a vedere qualche curioso oggetto dissotterrato durante la costruzione di una strada, o chiederle consiglio su un regalo che voleva acquistare per Lydia. Trascorrevano insieme praticamente tutti i pomeriggi, nel salotto di Posey o girando in carrozza. Phineas Breeley li accompagnava spesso. Pi spesso di quanto James volesse sapere.
Nei dieci anni seguenti i soldi trasformarono Posey in una padrona di casa elegante e raffinata, e i gal dei Duke divennero famosi per i piatti esotici, i fiori rari, i magnifici argenti e cristalli, le esibizioni di quartetti d'archi, cantanti famosi, e una volta persino di un uomo con un turbante in testa e un serpente boa attorcigliato intorno al busto. Cosa avremo la prossima volta? sbrait James, che disprezzava la cultura bassa, un italiano con l'organetto? Un orso ammaestrato con le orecchie dorate? Queste pagliacciate dimostrano che vieni dal Nuovo Brunswick. Ma quegli scatti d'ira capitavano di rado, perch marito e moglie avevano raggiunto una specie di equilibrio esente da rimproveri e collere, tranne che di fronte a provocazioni estreme come uomini con turbante e boa.
Nel 1825 qualcosa di simile a un miracolo - Posey lo consider un miracolo, perch aveva cinquantun anni - entr nella loro vita. La pace coniugale aument con la nascita di Lavinia, la figlia arrivata quando ormai non se l'aspettavano pi.
James era in visibilio. Gli era bastato uno sguardo ai folti capelli neri e ai lineamenti della piccola, identici ai suoi e a quelli di nonno Sedley, per avere la certezza di essere il padre e sentirsi libero di amarla.
La maternit risvegli qualcosa di profondo anche in Posey,che rifiut di assumere una balia e disse che si sarebbe occupata
personalmente della neonata. Abbandon le cene e l'animata vita sociale a cui aveva dedicato tutta se stessa e divent una dea madre, andando addirittura in cucina a spalmare la marmellata sul pane per la piccola. Lavinia era intelligente e di buon carattere, una bambina che entrambi i genitori potevano amare senza l'inopportuna necessit di amarsi a vicenda.
L'atmosfera cordiale della casa attirava frequenti visite dei vecchi cugini e delle loro mogli, ma Phineas Breeley non aveva il permesso di avvicinarsi alla bambina. Ho i miei motivi disse Posey, e dopo alcuni mesi di rifiuti Breeley torn nel Nuovo Brunswick di pessimo umore.
Quando Lavinia aveva cinque anni, Posey acconsent ad assumere un'istitutrice importata dall'Inghilterra, la signorina Chess, una donna corpulenta con una voce limpida e squillante e capelli d'oro intrecciati e arrotolati come una torre splendente in cima alla testa. Quello stesso anno James compr alla bambina un docile pony, un regalo che lui stesso aveva desiderato ardentemente nella sua infanzia distorta.
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PARTE SETTIMA. TRONCHI SPEZZATI. 1825 1840.
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Capitolo 49. IMMENSA CONFLAGRAZIONE.
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Negli anni trascorsi da quando i Sel lavoravano sul Gatineau,
il Maine si era staccato dal Massachusetts, anche se molti si
aspettavano una guerra senza quartiere con lo stato della Baia:
lo aveva predetto una meteora che aveva spruzzato scintille
insanguinate nel cielo. Invece non accadde nulla e il Maine si
riemp di uomini, non solo rozzi taglialegna arrivati per tre
giorni di bisboccia, ma anche concessionari, amministratori
territoriali, bostoniani impazienti di comprare un pezzo delle
ultime foreste di pini rimaste e interessati anche a pecci e
tamarack, corteccia di tsuga e legni duri. Le pinete superstiti
erano scarse e remote, ma c'era sempre pi richiesta di altri
legni. L'aspirazione era quella di eliminare la cupa foresta ricavandone
un profitto. Dappertutto il grande manto arboreo
era stato ridotto a brandelli, centinaia di migliaia di acri trasformati
in ceppi e tronconi. Gli abbattimenti denudavano le
rive dei fiumi un tempo ombreggiate, esponendo l'acqua alla
violenta luce del sole. Pozze limacciose e ghiaieti scoraggiavano
le trote. Nelle cittadine risuonava il frastuono di saloon, ristoranti,
alberghi e palazzi del piacere, a cui in primavera ed
estate si univa il rotolio dei tronchi. Le segherie funzionavano
giorno e notte, le seghe costantemente in riparazione, il pericolo
di incendi onnipresente. Innumerevoli carri trasportavano
al molo la legna tagliata. Bangor si vantava di essere il centro
mondiale delle spedizioni di legname.
Una voglia incontenibile di invenzioni e migliorie spazz lo
stato come una tempesta di sabbia. Le macchine per le scandole
impiegavano piccole seghe circolari, e gli uomini giuravano
che le seghe rotonde avrebbero presto sostituito le vecchie seghe
verticali e anche quelle multiple. C'era gi una sega circolare
da quarantotto pollici in una segheria sul Kenduskeag, e un'altra
a Waterville che si diceva tagliasse un incredibile volume di
legna, quattromila piedi tavolari in un'ora. Il motore a vapore
stava conquistando il mondo. A Boston i nuovi lampioni a gas
illuminavano le strade a giorno. Il progresso era troppo da mandare
gi tutto insieme. Amboise e Jinot Sel - Josime era ancora
nella lontana Manitoulin - non lo approvavano, e dopo una
stagione sul disboscatissimo Penobscot, tra squadre di contadini-taglialegna
brontoloni, se ne andarono a nord, verso il Nuovo
Brunswick e il silenzio monacale dei campi vecchio stile, dove
trovarono altri mi'kmaq dalle guance larghe che conducevano
l'esistenza ibrida dei boscaioli. La loro gente non poteva pi vivere
senza le merci e il cibo dei bianchi; invece di cacciare e di
fabbricare ci di cui avevano bisogno, lavoravano per denaro.
Jinot poteva abbattere un piccolo pino del diametro di sei
pollici in meno di un minuto. Cadevano che era un piacere, i
piccoli pini. I fratelli, stretti fra il mondo dei bianchi e la propria
cultura semisconosciuta e morente, si riadattarono alla vita
dei boscaioli. Amboise era parecchio incline al rum. Al campo
era temperante e riflessivo, ma quando andavano a sud a fare
baldoria diventava un Indiano Ubriaco che giaceva fradicio
nella strada fangosa, dove i ragazzi si divertivano a infilargli
schegge di legno accese nella punta degli scarponi.
Un anno Jinot and nella baia di Penobscot, come se volesse rivedere
i luoghi della sua infanzia. Scese fino alla casa dei Duquet,
giusto per dare un'occhiata. Non prov nulla. La casa era
decrepita e fatiscente, con il tetto imbarcato e due carri sgangherati
in giardino. Ma qualcuno ci viveva: Jinot scorse dei
cani sulla veranda, delle lenzuola stese ad asciugare. Elise era
ancora l? Vi pass davanti diverse volte, senza riuscire ad avvicinarsi
alla porta. Ma ora nell'insediamento c'erano due negozi,
e Jinot entr a comprare il tabacco.
Quelli che vivevano nella vecchia casa di tronchi, gi vicino
al fiume, il dottor Hallagher... abitano ancora l?
Il vecchio negoziante, lunghe dita magre e pelle color legno di noce, alz lo sguardo su di lui.
Non ci abitano pi. Sono andati a Boston cinque o sei anni
fa. La gente della baia  troppo sana, il dottore non guadagnava abbastanza. Bambini da sfamare.
Molti bambini?
Certo, lei era indiana, cosa ti... Il negoziante si interruppe,
accorgendosi che il suo interlocutore avrebbe potuto offendersi.
Lui stesso aveva antenati indiani non troppo lontani. Socchiuse gli occhi e osserv Jinot. Siete parenti?
S.  mia sorella. Non la vedo da tanto tempo.
Se vai a Boston magari la trovi. Non so chi ci sta adesso in
quella casa. Credo che Elise l'ha venduta o regalata a Francis
Sel, quel ricco bastardo con la puzza sotto il naso. Chiedi a lui.
E sua, l'ha data in affitto. Lui sta in quella casa vicino alla segheria.
 il padrone della segheria. Se ha voglia magari te lo
dice. Riflett un momento, poi disse: Ma se Elise  tua sorella,
allora Francis  tuo fratello? Vai a chiederlo a lui.
Ma Jinot non aveva voglia di vedere Francis-Outger. Non gli
sarebbe dispiaciuto salutare il giovane douard-Outger, ma il
negoziante gli disse che suo nipote lavorava in un campo da
qualche parte. Jinot non voleva andare a Boston. Torn nei boschi
del Miramichi. Ma non a Mi'kma'ki. Meglio stare nei campi dei taglialegna.
Fu un inverno secco, abbastanza freddo ma con poca neve rispetto
ai vecchi tempi. Ci rendeva pi facile il lavoro nei boschi,
tranne quando si trattava di portare i tronchi fino al fiume.
Una notte fecero passare il carro dell'acqua per rendere
sdrucciolevole lo scivolo. Mentre i taglialegna facevano colazione,
il conducente del carro cen, raccontando di aver visto
linci e anche un puma nero, due occhi che per un istante si
erano accesi di giallo alla luce della luna e poi si erano spenti come candele smorzate.
Spinsero i tronchi verso la magra piena primaverile. Si
incagliavano nelle secche, e liberarli era faticoso in quel caldo soffocante.
Quando rientrarono nei boschi, mezzo accecati dal riflesso
del sole sul fiume, l'ombra palpitava di bagliori verdi.
Diamine,  come la stagione del fieno. Che caldo!
I contadini lasciarono met dei tronchi arenati lungo il fiume,
in attesa della pioggia o della successiva condotta primaverile,
e tornarono a casa lamentandosi: Non ho mai visto un
giugno cos caldo. E cos asciutto. Germogliarono pochi semi.
Le piantine che riuscirono a spuntare appassirono per mancanza
di pioggia. I pozzi si prosciugarono. Le donne raccoglievano
l'acqua rimasta nei ruscelli per innaffiare gli orti, ma sotto
il sole rovente di quel lungo agosto gli ortaggi crebbero stentati
e denutriti. In settembre, le piante di patate prostrate e i
gambi del mais secchi come carta annunciarono un inverno affamato.
Perfino i miscredenti si misero a pregare, levando lo sguardo al cielo uniforme.
L'unica attivit agricola praticabile era ripulire i terreni.
Il lavoro era la cura per tutti i mali. Ed era un lavoro assetato. I
tenaci contadini francesi e inglesi venivano da generazioni che
avevano sempre bruciato i campi incolti, e non vedevano il motivo
di cambiare. Bruciare era una pratica agricola: mucchi di
schegge formatisi durante mesi di disboscamento, cataste di
rami e giunchi secchi provenienti dalle paludi prosciugate. Il
modo pi semplice per disboscare un terreno era appiccare il
fuoco e poi sradicare i ceppi anneriti. In quell'autunno secco
e crepitante, quando le erbacce morte si polverizzavano e le
piante rinsecchite scricchiolavano sotto i piedi, centinaia di coloni
appiccarono i loro fuochi di disboscamento come al solito.
Nei campi gli apripista stavano costruendo le strade per il taglio
invernale. Quasi tutti fumavano la pipa, e ora i residui di
tabacco acceso che buttavano a terra provocavano rapidi fuocherelli.
La consuetudine era di lasciarli bruciare. Gli incendi
erano inevitabili. I coloni si rallegravano nel vedere scomparire
un altro pezzetto di foresta.
All'inizio di ottobre l'aria era tinta di viola dal fumo degli
incendi, appesantita dal caldo, cos umida che le camicie zuppe
di sudore non si asciugavano mai. Tutti si muovevano lenti,
irritati da eruzioni cutanee e piaghe da sudore. I taglialegna,
con i capelli afflosciati dall'umidit, bevevano galloni d'acqua
dai ruscelli quasi asciutti. La sera non soffiava nessuna brezza
rinfrescante, e gli uomini si sdraiavano nei loro letti puzzolenti
pregando che il caldo finisse.
Il 7 ottobre la preghiera cominci a venire esaudita. L'aria
secca proveniente da ovest attravers un limite invisibile, incontrando
la stagnante aria umida. I venti si mescolarono con
risultati furiosi, soffiando ossigeno sui tanti fuocherelli come
una miriade di mantici.
Amboise e Joe Martel, il vecchio amico dei tempi del
Penobscot, lavoravano per un concessionario sul Nepisiguit. Sembrava
che Amboise riuscisse a finire nella prigione di Bartibog
ogni volta che usciva dal campo. Molte miglia pi a sud,
sul Miramichi, Jinot tagliava alberi per il vecchio monco Lew
Green, insieme a un altro mezzo mi'kmaq di nome Joe Wax e
a Swanee, uno sramatore dal collo taurino.
La squadra di Jinot stava per aprire le danze in un lotto segnato,
due miglia a monte della baracca. Nella zona da disboscare
il terreno era abbastanza pianeggiante, ma a ovest e
sudovest c'erano ripide colline e inaccessibili burroni pieni di
grossi alberi, tronchi caduti e fitto sottobosco. Quel mattino
Swanee aveva appoggiato la pipa su un vecchio ceppo, che poi
aveva continuato a bruciare pigramente. In ogni direzione si
vedevano piccole spirali di fumo; un fuoco ardeva sempre da
qualche parte. Lasciarono che il ceppo bruciasse, cos, quando
volevano accendere la pipa, potevano avvicinargli una scheggia
secca e ottenere subito una fiammella. Ma un'improvvisa
raffica di vento da sudovest soffi sulle braci, e gli uomini rimasero
a guardare sbigottiti mentre, nel giro di pochi istanti, il
ceppo si trasformava in una gigantesca colonna di fuoco. Allora
sentirono il rumore: un tuono lontano, poi un rombo come
di tronchi che rotolavano fuori dallo scivolo. Non si fermava,
anzi, continuava a crescere di volume.
Che diavolo ? disse Swanee. Il vento aument e pieg
fino a terra la colonna di fiamme. Il fuoco si propag all'istante,
come acqua versata. Videro una nuvola di fumo nero verso
sudovest. Nell'aria volavano braci e cenere. Joe Wax indic a
sud, e Jinot vide uno spettacolo che non avrebbe mai dimenticato.
Oltre il crinale si gonfiava una montagna di fumo, mentre
una luminosit crescente illuminava da dietro le sagome frastagliate
dei pini. Il boato era tremendo, e gli uomini compresero
con terrore che era prodotto da vento e fuoco in un concerto
di combustione. Con un aspro ringhio che sembrava un'esalazione
infernale, le cinque miglia del crinale esplosero in strisce
arancioni che si arrampicarono sui pini. Lastroni di fiamme
si staccarono dall'incendio principale e balzarono verso il
cielo. Sulle loro teste cadeva una grandine di tizzoni e ramoscelli
in fiamme. Rivoletti di fuoco serpeggiavano su per gli alberi
destinati al taglio. Un pino esplose vicino a loro. Il rumore
dell'olocausto in avvicinamento e del vento di uragano era
assordante. Gli alberi si squarciavano. Niente poteva esistere
in quell'enorme fornace.
Il fiume! grid qualcuno. Corriamo! Il fiume scorreva a
mezzo miglio dalla baracca. La strada era lunga e il fuoco gareggiava
con loro, mugghiando e rombando, superandoli con
le sue scintille roventi. Jinot, terrorizzato, si sentiva inseguito
da una bestia famelica e demoniaca. Vide Joe Wax con i capelli
in fiamme, che correva come un disperato senza curarsi del
dolore. Inciampando e cadendo passarono davanti alla baracca
con il tetto fumante. Il cuoco, Victor Goochey, era in piedi
sulla soglia con in mano un forchettone.
Il fiume! grid Swanee, continuando a correre. Il cuoco rimase
rigido, immobile, con gli occhi fissi sulle vigorose fiamme
che avanzavano a balzi dietro gli uomini. Jinot, vedendo che
non riusciva a muoversi, scart e corse verso di lui, e strappandolo
dalla soglia grid: Corri! Corri! Corri! Corri!.
Saltarono nella pozza dove il cuoco andava a pescare. L'acqua
era tiepida, ma abbastanza profonda da permettere loro
di immergersi, tornare in superficie e immergersi di nuovo. Il
conduttore di buoi era nella pozza con i suoi animali, insieme
ad alcuni cervi, un gatto selvatico e un cucciolo di orso bruno.
Arriv il cuoco, con il forchettone ancora stretto in pugno, il
grembiule unto e fumante.
La baracca brucia grid, saltando in acqua.
Joe Wax si port la mano alla testa, gravemente ustionata e
piena di vesciche. Rivoli d'acqua sporca di fuliggine gli scorrevano
lungo la faccia e il collo. Singhiozzava per il dolore. Mi
ha preso, mi ha preso tutto.
Il fuoco salt sopra il fiume surriscaldato e l'acqua bassa
fremette. Il vento cambi direzione, le fiamme divorarono il
paesaggio. Al calar della notte, la pozza rimase illuminata dal
violento incendio. Verso la mattina il vento cal, e alla prima,
terribile luce del giorno Jinot vide la cenere turbinare e incresparsi.
La pozza era intasata di pesci morti. Il cuoco, ancora
con il forchettone in mano, si accovacci nell'acqua bassa accanto
al cucciolo di orso e cominci a parlargli sottovoce. Joe
Wax galleggiava a faccia in gi, con un'enorme vescica rossa
simile a un cuscino di raso in cima alla testa. Swanee era sparito.
Jinot prov a chiamarlo, ma dalla sua gola gonfia non usc
alcun suono. Bevve un po' d'acqua del fiume, notando con distacco
che aveva mani e braccia raggrinzite per l'immersione
prolungata, oltre che segnate da lividi e bruciature. Bench
si sentisse le gambe stranamente rigide, sguazz verso Joe Wax
e lo scosse per la spalla. Inutile, era morto. D'un tratto il cucciolo
di orso si arrampic fuori dalla pozza e, strillando, cominci
a correre sul terreno bruciato, accumulando cenere sulla
pelliccia bagnata, verso un'orribile sagoma che si trascinava
gi per il pendio, un'orsa mezza cieca con buona parte della
pelliccia carbonizzata e grosse chiazze di pelle arrostita. Oltrepass
il cucciolo e caracoll verso il fiume, vi si butt dentro, si
alz un po' sulle zampe posteriori e si mise a bere e bere e bere.
Il conduttore di buoi, Jinot e Victor Goochey uscirono dal
fiume e si incamminarono verso la lontana Fredericton. Dopo
appena mezzo miglio di faticosa avanzata, Jinot si accorse di
avere le gambe ustionate. I calzoni si erano quasi del tutto disintegrati,
e in alcuni punti la lana si era fusa con la carne. Nel
fiume non aveva sentito nulla, ma all'aria aperta, con il vento
che gli soffiava la cenere granulosa contro le ferite aperte,
il dolore lo assal a ondate violente. Esaurita ogni
resistenza, Jinot cadde a terra.
Era nudo, sdraiato su un tappetino di giunchi. Sopra di lui,
un rivestimento di corteccia di betulla si inclinava verso l'alto
fino a un fascio di pali e a un buco annerito dal fumo. Riflett
a lungo. Ci arriv piano piano, mentre perdeva e riprendeva
conoscenza: per la prima volta in vita sua si trovava dentro
un wikuom. Era solo. Gli bruciavano gli occhi, per ci vedeva.
Un odore dolce e vagamente familiare gli ricord la riva
di uno stagno. Le gambe gli dolevano e prudevano in maniera
insopportabile, e i suoi pensieri vacillarono e poi si spensero.
Quando si svegli di nuovo, la luce era molto fioca. Stava
calando il crepuscolo. Sent profumo di miele, gli sembr quasi
di assaporarlo. Cerc di portarsi una mano alla bocca, ma il
suo braccio indebolito ricadde gi e rimase inerte. Gli prudevano
le gambe e aveva una sete terribile. Si addorment ancora,
svegliandosi per met quando qualcosa di dolce e meraviglioso
gli gocciol nella bocca infiammata.
Il rumore del vento lo svegli. Era un'alba grigia. Lentamente
ricord frammenti dell'incendio, il rogo, le sue gambe,
Victor Goochey con il forchettone in mano, la cupola rossa e
gonfia della testa di Joe Wax. Cerc di muovere le gambe, ma
erano appiccicate insieme. Sent l'odore del miele. E la dolce
fragranza di palude.
Una voce parl, ma lui non cap cosa diceva. Pens che fosse
mi'kmaq, ma aveva dimenticato troppe parole per poterne essere
sicuro. Un braccio lo tir su; una tazza gli venne appoggiata
alla bocca. Era un liquido calmante con il gusto fresco della
resina di pino, e dopo averlo deglutito Jinot venne sopraffatto
da una profonda stanchezza e torn a scivolare nelle tenebre,
ma non prima di avere annusato e quasi percepito il miele
che gli veniva versato sulle gambe.
Molto tempo dopo, non sapeva se giorni o settimane, Jinot
usc dal suo torpore terapeutico e vide la faccia larga di un
mi'kmaq di mezza et, forse qualche anno pi vecchio di lui. I
suoi occhi socchiusi lo guardavano con l'impassibilit protettiva
di chi conosce bene la sofferenza.
Dove sono? Chi? mormor Jinot.
Inui'sit? Parlez mi'kmaq? disse l'uomo.
No, poche parole.
Franais?
Un, deux, trois, quatre... c'est tout.
Bene. L'uomo tacque a lungo, poi, con voce triste e rassegnata,
prosegu in inglese. Questa Indiantown. Vicino Shubenacadie.
Uomini portano qui tu legato come tacchino. Gambe
bruciate. Nome mio Jim Sillyboy. Aiuto persone bruciate.
Io bruciato una volta, enfant caduto in fuoco. Conosco dolore.
Ora persone bruciate viene qui, mi'kmaq, irochesi, anche bianchi.
Alcuni meglio. Alcuni muore. Brucia molto brutto, muore.
Tu poco brutto. Credo un giorno cammina.
Jinot aveva gi sentito nominare Shubenacadie, e sapeva
che si trovava in Nuova Scozia, nel vecchio territorio mi'kmaq.
Come era arrivato l dal Nuovo Brunswick? Chi lo aveva portato?
Era stato quel cuoco, Vic Goochey? Cosa voleva dire "un
giorno cammina"? Certo che avrebbe camminato, sarebbe tornato
a danzare sui tronchi appena avesse recuperato le forze.
Si era fatto male tante volte ed era sempre guarito in fretta. Voleva
sapere di pi sull'incendio.
Grande fuoco... fu tutto quello che riusc a dire.
Molto, molto grande incendio. Regione Nuovo Brunswick.
Tutto bruciato. Dopo un altro lungo silenzio, Jim Sillyboy sospir.
Domani forse comincia pulire gamba, le due. Vedo se tu
muove gamba. Ora bevi medicina. Dormi. Dormi buono per bruciato.
Nei giorni successivi Jinot scopr che Jim Sillyboy era un rinomato
guaritore di ustioni. La gente veniva da lontano per
farsi curare da lui, portando bambini scottati dall'olio bollente,
ubriachi caduti nel camino, boscaioli intrappolati dentro baracche
in fiamme, contadini mezzo arrostiti nel rogo del loro
granaio; ora stava curando cinque persone scampate all'incendio
del Miramichi. Quel wikuom, e altri tre come quello, erano
speciali luoghi di guarigione. Il figlio di Jim Sillyboy, Beeto, lo
aiutava con gli ustionati.
Molto tempo dolore brucia. Molto tempo.
Gli altri due figli, disse, andavano in giro a cercare gli alberi
delle api, perch il miele era essenziale nella cura delle ustioni.
Uso tanto miele. Non si faceva pagare, anche se era povero.
Kji-Niskam dice uno  posto di spirito. Tonaca nera dice
fratelli, aiutate, fate bene. Quelle frasi approssimative dimostravano
la sua difficolt nel parlare inglese.
Piano piano Jinot scopr che molti degli abitanti di Indiantown
erano poveri e infelici, cos poveri che non avevano niente da
mangiare. I vecchi territori di caccia e la selvaggina erano stati
distrutti, i fiumi dei salmoni soffocati dai tronchi, dalla corteccia
e dalla segatura provenienti dalle segherie. Ora, disse Sillyboy,
la sua gente parlava di cambiare le usanze mi'kmaq, di coltivare
orti come i bianchi, cos almeno avrebbero avuto da mangiare.
Nostro capo va Londra, parla con re. Chiede come fare jardin.
Noi mai sapere. Noi prova.
I mi'kmaq stavano sposando ancora di pi le pratiche dell'uomo
bianco? D'un tratto Jinot pens ad Amboise, il suo amareggiato
fratello che, se proprio doveva scegliere qualcosa nella
cultura dei bianchi, sceglieva i saloon. E Martel, cosa ne era
del loro compagno Joe Martel? Il fuoco aveva raggiunto
Bartibog? Quando Jim Sillyboy and da lui quella sera, Jinot gli
chiese informazioni.
Nessuno sa dirmi qualcosa dell'incendio? Hai detto che ha
distrutto il Nuovo Brunswick? Non pu averlo distrutto tutto.
 un posto trs grande, pieno di rivires disse, tirando fuori
qualche parola in francese.
Sento tutto bruciato. Cerco qualcuno. Per dire a te. Forse
trovo uomo che porta te.
Il giorno dopo Sillyboy gli tolse delicatamente il miele dalle
gambe. Lo gir su un fianco e disse che il retro della gamba
destra era la parte pi malconcia.
Grande cicatrice viene a te, credo.
Questo non significava nulla per Jinot. Le cicatrici erano comuni,
le cicatrici non uccidevano. Le cicatrici erano una dimostrazione
di sopravvivenza. Ma con il passare delle settimane
e dei mesi scopr quanto fossero crudeli. Le cicatrici lo rendevano
un morto in piedi, perch il tessuto dietro la gamba destra
si contraeva dolorosamente e gli rendeva quasi impossibile
camminare. Quando ci provava, zoppicava con terribili dolori
e riusciva a fare solo qualche passo. La cicatrice gli bloccava
la gamba in una posizione innaturale.
Per tutto l'inverno rimase sdraiato nel wikuom. Quando aveva
cominciato a curarlo, Jim Sillyboy, esaminando le sue ferite
pruriginose, gli aveva spiegato a parole e gesti che la cicatrice
era "troppo enfant" per lo speciale massaggio che l'avrebbe resa
un po' pi morbida ed elastica. Glielo avrebbe fatto Beeto: era
lui l'esperto. Avrebbe usato un unguento speciale che Jim
Sillyboy ricavava dai mila-l'uiknek, i sette tipi di erbe, radici, cortecce
che curavano le ustioni. Ne preparava anche un altro, a
base di grasso di castoro e resina del kjimuatkiv, il peccio bianco.
E poi decotti e infusi curativi, che gli avrebbe insegnato a
prepararsi da solo con i giusti ingredienti. Perch la cicatrice
era ormai la padrona di Jinot, e gli avrebbe richiesto una vita
di cure. L'incendio era stato il punto saliente della sua vita. Ormai
era chiaro che nulla, nulla sarebbe pi stato come prima.
Un giorno, seduto davanti al wikuom di guarigione su una sedia
speciale, Jinot ricevette una visita. Un bianco allampanato
avanzava a grandi passi lungo il sentiero. Jinot non sapeva
chi fosse, ma lo odi per le sue buone gambe. L'uomo si ferm di fronte a lui.
Ti ricordi di me? Vic Goochey? Il mio vero nome  Gautier,
ma tutti mi chiamano Goochey. Eravamo nell'incendio e
nel fiume, e poi ti ho portato qui con Lew Green, ricordi? Su
un dannato carro con un vecchio cavallo nero. Si  ustionato
anche lui, sai. Ha preso quasi tutta la squadra. Ma Lew sapeva
di questo indiano, Jim Sillyboy, che cura le ustioni. Dovevo
andarmene dal Nuovo Brunswick comunque, ormai  tutto
nero e puzzolente, cos ti abbiamo portato qui. Lew Green
si  bruciato l'orecchio destro e Sillyboy lo ha rimesso a posto.
Certo, non ha pi l'orecchio, c' rimasto solo un brandello di
pelle, ma  guarito. Ho pensato che poteva guarire anche te.
Perch tu mi hai detto di scappare. Volevo restare nella baracca,
pensavo che il fuoco non la prendeva, ma quando sei arrivato
di corsa, mezzo in fiamme, e mi hai gridato "corri! corri!",
ho cambiato idea. Cos sono vivo, solo un po' bruciacchiato.
Ricordi quell'orsa bruciata?  morta subito dopo, con il cucciolo
attaccato alla tetta. Un brutto incendio.
Che Dio mi aiuti disse Jinot. Voglio saperne di pi. Cosa
si dice di quell'incendio, quanto era grande? Ho un fratello,
Amboise, che lavora sul Big Bartibogue.
 andata malissimo, da quelle parti. Il fuoco si  mangiato
tutto. Dicono che sono bruciati tre milioni di acri di ottimo legname.
Paesi, case, prigioni, campi di boscaioli, segherie. Ha preso mezza Fredricton.
Amboise e Joe Martel disse Jinot. Oh, mio fratello, il mio
amico. Non pu essere che il fuoco li ha uccisi.
Ho paura di s. Si  portato via pi di cento persone.
Jinot, soffocato dall'emozione, non riusciva a parlare. Goochey
aspett. Sospir per esprimere il suo cordoglio, poi parl piano.
C' andata bene, soprattutto a me. Come va la guarigione?
Jinot tir un po' su col naso, poi rispose con la voce dura e
rabbiosa di chi si lascia le brutte notizie alle spalle e continua
per la sua strada. Lentamente. Sillyboy dice che ci vuole molto
tempo. La cicatrice mi accorcia la gamba, cos non riesco a
camminare bene. Non posso fare molto. Si diede una pacca
sul lato della gamba destra, l'arto pi danneggiato.
Be', sono venuto a chiederti se vuoi tornare a ovest, a lavorare sul Gatineau.
Jinot, che non riusciva a smettere di pensare ad Amboise,
scosse la testa. Ti ho appena detto che non posso fare niente.
E non ho neanche un vestito, a parte quelli che Sillyboy riceve
dal pret?. Non se ne parla neanche di lavorare nei boschi, per adesso.
Diavolo, sai cucinare, no?  la regola, chi si fa male nei boschi diventa cuoco.
So cucinare solo pesce. Non posso stare in piedi per molto,
solo due o tre minuti. Te l'ho detto, l'ustione mi tira la gamba.
Non so come me la caver. Voglio andare via da qui. I Sillyboy
sono stati buoni con me, ma questo  un posto duro, fame, povert,
niente soldi, niente lavoro, niente caccia, niente. Non 
pi il mio posto. Se mai lo  stato. Forse, se riesco a raggiungere
l'altro mio fratello a Manitoulin per dirgli cosa  successo, posso trovare qualcosa da fare.
Diavolo, Jinot, ti ci porto io a Manitoulin, se  l che vuoi
andare. Mi hai salvato la vita. Non me lo dimentico.
Prima devo guarire. Sillyboy dice un altro paio di mesi, e
magari questo autunno camminer. Un po'. Devo riuscire a
muovermi meglio. Adesso sono solo uno storpio.
Facciamo cos, aspettiamo che Sillyboy ti sistema ancora
un po' e poi vengo a prenderti. Vediamo, tra poco  giugno, le
condotte sono partite, che ne dici se torno in ottobre a controllare
come stai? Magari sei migliorato e allora si vedr.
Goochey se ne and, e Jinot pens che era un brav'uomo, anche
se prima dell'incendio non lo aveva mai considerato. Pianse
ancora per Amboise, il suo fratellone, gran bevitore, sognatore
di un passato che non aveva mai conosciuto, ormai perduto
per sempre. Amboise, che odiava tagliare la foresta ma lo faceva
perch quando arrivavano in un bosco nuovo gli sembrava
di entrare in un mondo passato. Amboise, che beveva whiskey per sfuggire al presente.
Beeto Sillyboy gli mostr che si poteva fare altro, in aggiunta
ai delicati massaggi e alle pomate ammorbidenti. Spingeva
la gamba irrigidita ad assumere posizioni dolorose, stirando
piano piano la pelle contratta, muovendo l'arto con estrema
cautela per non lacerare i tessuti. In settembre, quasi un anno
dopo l'incendio, Jinot riusciva a zoppicare lentamente. Provava
un dolore terribile, un dolore che non aveva mai conosciuto,
assiduo e pungente, rabbioso e pervasivo, e sentiva che la
cicatrice gli teneva la gamba sotto tensione. Un giorno disse
a Jim Sillyboy: Se mi tagli, magari la gamba si allunga di pi.
La cicatrice  come una corda che mi lega. Un taglietto dove 
pi spessa, eh?. Ma Jim Sillyboy non voleva saperne. E cos
Jinot rimaneva escluso dai boschi, e da qualunque altro lavoro
pesante. Era senza soldi, aveva perso tutto nell'incendio, e
quando Goochey fosse tornato avrebbe dovuto dirgli che non
poteva seguirlo. Sarebbe dovuto rimanere a Indiantown finch
non fosse morto, povero, affamato e storpio. Quella era la
vita che vedeva davanti a s. Tuttavia ci riprov con Beeto
Sillyboy, dicendo che un piccolo taglietto poteva allentare la presa
della cicatrice. Beeto gli diede ragione.
Facciamo. Prendo buon coltello, vecchio tipo, pietra nera
molto affilata. Il giorno seguente arriv con una temibile scheggia
di ossidiana e pratic il taglio, poi applic un unguento
curativo e una benda di pelle d'anguilla per tenere la gamba in
una posizione pi aperta. Una settimana dopo Jinot se ne andava
in giro zoppicando, e Jim Sillyboy ammise che il taglio
era stato utile. Ma non sempre funziona. Tu fortunato.
Ah, s, sono proprio fortunato replic Jinot.
Quando arriv Vic Goochey, in ottobre, Jinot gli disse che voleva
andare a Boston per cercare Elise e vedere i suoi nipoti. Poi
voleva cercare anche Josime, sull'isola di Manitoulin, e contare
altri nipoti. Era uscito dall'anno della prova del fuoco con
un desiderio di bambini.
Goochey lo guard e pieg la bocca all'ingi. Vuoi figli? Per
averli la gente si sposa e fa quella cosa l. Trovati una donna e
sposati. Diavolo, io mi sono sposato due volte e ho dei figli
a Bangor, altri due a Waterville. Ecco perch continuo a lavorare:
gli mando tutti i soldi che guadagno. Tu conosci un sacco
di donne, ti ho visto chiacchierare con loro a quattro per volta.
Agguantane una.
Jinot sapeva che un viaggio a Boston era un'idea stupida.
Non aveva soldi, non avrebbe saputo da dove cominciare la
ricerca di Elise in una citt che brulicava di gente. E Goochey
disse che forse aveva esagerato con la promessa di accompagnarlo
a Manitoulin. Gli era grato di avergli salvato la vita, ma
voleva avere il tempo di viverla.
A sentirti parlare di bambini mi  venuta voglia di vedere
i miei; di voltare pagina. Ma terr gli occhi aperti per vedere
se c' qualche lavoro per te. So che puoi imparare a cucinare
e farti ingaggiare in un campo. Tanto  tutto maiale e fagioli.
Facile. Diavolo, io l'ho fatto per anni. Nessuno  mai morto
di maiale e fagioli.
Jinot non voleva cucinare. Aggirarsi zoppicando intorno ai
fornelli della baracca mentre gli uomini forti tagliavano e
sramavano nella foresta odorosa: no. Chiese in prestito un dollaro
a Vic Goochey, gli strinse la mano e lo ringrazi per il disturbo,
dicendo che gli avrebbe rimandato il dollaro quando
avesse trovato lavoro.
Con il dollaro in tasca, Jinot entr nel primo saloon che vide.
Whiskey. Anche se preferiva il rum, il whiskey era la
bevanda meno costosa. Per venti centesimi compr una bottiglia
del pi economico. Era la sua prima sbornia dopo l'incendio.
Mentre beveva cominci a dimenticare il dolore, e d'un tratto
si sent molto bene, addirittura felice. Sorrise tra s e
torn a riempirsi il bicchiere.
Ne hai un po' che ti avanza? disse l'uomo accanto a lui,
un tipo robusto in pantaloni di lana, con le mani callose e una
lunga faccia grigia. Doveva essere un taglialegna.
Aspetta disse Jinot. Ecco che arriva aggiunse, versandogliene
una dose generosa. Scopr che l'uomo si chiamava Resolve
Smith, aveva sangue passamaquoddy, aveva lavorato sul
Penobscot come mastro conduttore e conosceva bene il territorio
del fiume. Anche lui aveva le gambe rovinate, entrambe
rotte in un incidente sullo scivolo. La maledetta catasta mi ha
steso e mi  piombata sulle gambe. Me li sono visti cadere addosso
uno per uno, quei tronchi. Le mie gambe sono andate in
pezzi come due bastoni e poi si sono aggiustate storte. Quando
piove fanno un male boia.
Jinot gli parl dell'incendio del Miramichi che aveva devastato
il Nuovo Brunswick, uccidendo Amboise e Martel e azzoppando
lui. L'ora successiva trascorse chiacchierando di incendi
boschivi, di Amboise e Martel, di infortuni. Finirono la
bottiglia insieme e Jinot ne compr un'altra. Infine tacquero, e
dopo un po' Smith disse: Cerchi lavoro?.
S che lo cerco, ma non posso pi lavorare nei boschi.
Neanch'io, per mi hanno detto una cosa. Dalle parti del
Massachusetts ci sono dei tizi che stanno aprendo una fabbrica
di asce. Cercano uomini esperti di asce. Cos mi hanno detto.
Tu le hai usate per tanto tempo, le conosci bene.
Bene come gli alberi disse Jinot. Tutti i tipi di asce. Da
quando ero bambino ho sempre vissuto con un'ascia in mano.
Andiamo a vedere se riusciamo a trovarci un lavoro. Diavolo,
ci divertiremo e faremo tante belle bevute. Si misero
d'accordo per incontrarsi l'indomani a mezzogiorno davanti al saloon.
...
.
...
Capitolo 50. UNA VITA CONTORTA.
...
.
...
Il signor Albert Bone spinse avanti la sua faccia infantile, la faccia
pi bianca che Jinot avesse mai visto, occhi infossati color
azzurro ghiaccio e bocca stretta come un nodo. Sembrava un
bambino incartapecorito, con una voce asimmetricamente profonda.
Infil due dita della mano destra nel taschino dell'orologio
e fiss Jinot, che si sentiva a disagio nello spazio ristretto dell'ufficio.
Cosa sapete di asce? Le avete mai costruite? tuon Bone.
No, mai. Ne ho consumate tante abbattendo pini sul Penobscot
e sul Gatineau. Vent'anni a buttare gi alberi. So riconoscere
un'ascia cattiva, ne ho usate un bel po'. Jinot era sfinito da tutto quel parlare.
Allora, signor Jinot Sel, direste che questa  una buona ascia
o una cattiva ascia? disse Faccia da Bambino, girandosi ad afferrare
un'ascia apparentemente nuova che si trovava sulla scrivania.
La porse dalla parte del manico a Jinot, il quale, superato
lo shock di sentirsi chiamare "signore", la prese, se la rigir
fra le mani, la guard lungo il manico, la scrut da vicino in
cerca della saldatura (che non vide), pass con cautela il pollice
sul taglio. Finse di vibrare un fendente. Mi serve un albero,
oppure un ceppo. Preferisco usarla, prima di parlare disse
infine, perch sapeva che Bone lo stava mettendo alla prova.
Uscirono nel mattino fresco, con la bruma che si levava dal
fiume. Due corvi gracchiarono amichevolmente dall'invisibile
sponda opposta. Il signor Bone indic un castagno sulla riva,
di circa dieci pollici di diametro. Jinot si avvicin zoppicando,
prese posizione, rote l'ascia; la lama morse il legno, volarono
schegge. Era un albero giovane e non meritava di essere tagliato.
Anche se non era cedevole come un pino strobo, Jinot lo
tir gi in pochi minuti, e pens che se avesse avuto un'intenzione
sommersa di riprendere il mestiere di taglialegna avrebbe
fatto meglio ad annegarla; era diventato lento, e ogni colpo
gli provocava una fitta nella gamba ustionata.
Buona ascia disse. Ottima qualit.
S. Io e i miei apprendisti vogliamo fabbricare le migliori
asce sul mercato. La qualit  tutto, e chi lavora per me deve
giurare di difendere la reputazione di queste asce. Questo 
il modello Penobscot. Permettete una domanda. Voi siete indiano,
presumo? Dal taschino del panciotto usc un lievissimo ding.
Ah, pens Jinot, assume solo bianchi. Sono un mi'kmaq.
Della Nuova Scozia. Dicono che ho un antenato francese.
Bis-bis-grand-pre Sel. Fece per andarsene. Era ancora in tempo
per cercare Resolve Smith nei saloon e prendersi una bella sbornia.
Tuttavia aggiunse: Ho vissuto quasi sempre nel Maine.
Bone parl, riversando le sue parole nella foschia. Nutro
un particolare rispetto per gli indiani. So che i nuovi arrivati
inglesi li hanno trattati con molta ingiustizia, e nella mia vita
ho cercato di rimediare a quei torti. Ho sempre pensato che se
la vostra gente si fosse opposta ai primi esploratori, adesso vivreste
ancora nella foresta raccogliendo noci. Ho cercato, a mio
modo, di rimediare alle ingiustizie ogni volta che potevo. Stava
tornando verso l'ufficio, camminando lentamente per adeguarsi
all'andatura zoppicante di Jinot. Per questo assumo
indiani. Trovo che abbiano un'abilit istintiva per le invenzioni
e le migliorie meccaniche. Il mio caposquadra, il signor Joseph
Dogg, per esempio concluse, contraendo la piccola bocca.
Jinot rimase senza parole. Non aveva mai sentito un bianco
parlare cos. Non gli piaceva.
Quando arrivarono alla porta, il signor Bone si tolse di tasca
un orologio d'oro e schiacci un bottone; una dolce melodia
annunci l'ora in arrivo. Il sole trov un buco nella foschia
e l'orologio scintill. Signor Jinot Sel, voi imparerete i processi
di forgiatura e tempra. Mi servono uomini abili in quei settori.
E vi faremo provare anche la molatura e la limatura. Sarebbe
vantaggioso per entrambi se imparaste ogni aspetto della
fabbricazione di asce. Cosa dite? S? Va bene. Vi assumo, e
spero che facciate un buon lavoro, perch finch non imparerete
le basi della forgiatura ci perder dei soldi. Quell'uomo
 il signor Dogg, il mio caposquadra. Andate con lui, vi insegner
i segreti del mestiere. Accenn con la testa in direzione
di un mtis gobbo sulla trentina che stava in piedi nell'ingresso, sorridendo.
Jinot annu, ma dentro di s tremava. Aveva trovato un lavoro.
Era stato facilissimo.
Irochese-seneca disse Joe Dogg, rispondendo alla sua domanda
inespressa. Andiamo. E filarono fuori dalla porta e
attraverso il cortile, mentre Dogg gli indicava la serie di edifici
appartenenti al signor Bone.  un uomo giusto disse, non
dare retta alle voci. Entrarono nella fucina, una stanza piena
di fuoco e colpi di martello dove gli uomini tagliavano barre
di ferro rovente. Ti pare che qualcun altro mi assumeva? Nossignore.
Ah-ah, il signor Bone dice che sono il suo Efesto, ma
non so ancora fare i fulmini.
E hai due avvenenti fanciulle come aiutanti? chiese Jinot,
rivangando i racconti di Beatrix sulle divinit greche. Joe
Dogg rise divertito. Ah, sei un indiano istruito, vero? E non ti  servito
a un bel niente, eh? Jinot Sel non  l'unico che sa leggere,
te lo dico io dichiar, indicando se stesso. Jinot vide un uomo
dalla faccia malinconica prendere una barra di metallo e appoggiarla
sopra l'incudine. Mentre lui la teneva ferma, un altro
uomo la intacc con un martello e uno scalpello a freddo
e la ruppe. Comincia cos, poi diventa un'ascia disse Dogg.
Un uomo - se  abbastanza bravo - fa otto asce al giorno. Se
non  bravo pu farne dieci o dodici.
Proseguirono in mezzo al frastuono. Jinot non aveva mai visto
un maglio, e adesso davanti a lui c'erano sei di quegli affari
martellanti, instancabili nella loro forza ottusa. Il pavimento di pietra vibrava.
Ognuno di quei bastardi c'ha la sua ruota idraulica sbrait Dogg.
Nell'officina di rettifica si immersero in un rombo opprimente,
inframmezzato dai deboli colpi di tosse di uomini che respiravano
polvere d'acciaio tutto il giorno. Contro una parete
era allineata una fila di ruote di pietra, di sei otto piedi di diametro,
che ruotavano velocemente producendo un mormorio
aspro e bagnato, mentre alcuni uomini vi si curvavano sopra impugnando le asce nuove.
Ora disse Dogg in tono normale quando uscirono all'esterno,
l ci sono gli alloggi degli operai. Vai a farti dare una
stanza. Se vuoi sapere qualcosa, chiedi a me.
Jinot cominci a imparare le competenze e l'acuto discernimento
dei fabbricanti d'asce. Nella fucina le reazioni dell'uomo di
fiume ai movimenti irregolari dell'acqua e dei tronchi si tradussero
in un'attenzione alle gradazioni di forme e colori dei
metalli roventi, attenzione che gli permetteva di girare l'ascia
con rapidit e delicatezza sotto i colpi del martello, muovendosi
nel calore assordante come se corresse in sogno attraverso
una camera dell'inferno; era l'incendio del Miramichi compresso
in un letto di braci, il vento di uragano che soffiava su
ordine dei mantici. Le cupe apparizioni che si aggiravano nella
fucina non erano uomini abili e vigorosi, ma demoni che lo
invitavano a unirsi alla loro compagnia dannata.
Dogg, mentre gli insegnava il mestiere, gli parl di se stesso.
Perch ho lasciato il territorio irochese a nord di York? Be', perch
quei furbacchioni dei bianchi si sono presi la nostra propriet.
Gli irochesi non pensano cos. La vendiamo ma poi, scemi che
siamo, crediamo che  ancora nostra. I bianchi ci danno il whiskey,
ci fanno qualche regalino e prendono il nostro territorio di
caccia. Sono i padroni della terra. Dicono: "Indiano, abbandona
i costumi della tua gente, indiano, diventa civile". Cos io vengo
qui per diventare civile, trovare lavoro. Il signor Bone, lui
 gentile con me: mi vede in riva al fiume mentre cerco di prendere
una rana da mangiare e decide di impararmi a fare il fabbro.
Forse tu pensi che lui non sa trovare la fine del suo affare, per
sa fare una buona ascia. Bravo fabbro. Lui fa una buona ascia.
Jinot stentava a crederlo, di quell'ometto dall'aria infantile.
Pi tardi cominci a osservarlo di nascosto, la corporatura minuta
sotto l'abito nero, le piccole mani. La faccia da bambino
lo aveva ingannato. Il corpo era minuto ma d'acciaio, le piccole mani erano dure e callose.
Jinot era attratto dai magli. L'addetto al maglio doveva essere
un po' artista quando spostava l'ascia rovente stretta fra le
pinze per ottenere la forma perfetta, e doveva essere veloce.
La parte pi tormentosa era la tempra, che richiedeva esperienza
e buon occhio. Hugh Boss, un uomo sulla cinquantina,
alto e sbilenco perch la scoliosi gli aveva storto la schiena, riscald
un'ascia appena forgiata, poi la butt dentro un barile pieno d'acqua.
Questo maledetto affare diventa cos fragile che la lama si
rompe la prima volta che la usi disse. E allora bisogna temprarlo,
eh? Strizz l'occhio a Jinot e rimise l'ascia nella forgia,
per riscaldarla un'altra volta; poi vi pass sopra una lima.
Guarda i colori che scendono lungo la lama. Jinot li vide succedersi
dal giallo chiaro all'arancio, all'arancio scuro, al marrone.
Poi l'ascia torn nell'acqua.
Pu arrivare fino al blu, ma il marrone  il colore che ci serve.
Ecco. Adesso  a posto.
I mesi diventarono anni prima che il signor Bone decidesse
che gli attrezzi fabbricati da Jinot potevano resistere a migliaia
di fendenti.
Fu la parte pi piena e strana della sua vita, perch non si sentiva
pi Jinot Sel ma un'altra persona, una creatura ibrida in
uno spazio innaturale. Il signor Bone si interessava a lui. C'erano
molti bravi indiani nella fabbrica, ma lui si era fissato su
Jinot,che con la sua faccia fresca e sorridente sembrava pi giovane di quello che era.
Un giorno il signor Bone chiese a Jinot di accompagnarlo a Boston.
Sulla carrozza tacquero per un'ora, finch il signor Bone disse
serio: Voglio che comprendiate il commercio di asce in tuttala sua complessit. Mi sono impegnato a istruire gli indiani
come voi nelle arti meccaniche e manifatturiere. Ma in un'impresa
c' molto di pi. Prima la vostra gente uscir dalle foreste
e adotter mestieri utili, e prima quei luoghi diventeranno
civilizzati e produttivi. Questo non significa che sar tutto
rose e fiori, no. Voglio che conosciate il lato commerciale della
fabbricazione di asce. Dovete imparare a frequentare uomini
di qualit. Tir fuori il suo orologio a ripetizione e premette
il pulsante; l'orologio suon.
Ci sono problemi e difficolt che mi tengono sveglio di notte...
concorrenti che vendono prodotti di qualit inferiore camuffati
da asce Bone, operai che si lamentano della paga, agitatori,
spie della concorrenza.  venuto il momento che impariate
a comportarvi e a parlare con gli uomini d'affari. Jinot voleva
dirgli che non intendeva parlare con gli uomini d'affari: preferiva
l'ambiente della fornace, dove, sotto la coltre del rumore,
gli uomini comunicavano a gesti come gli operai delle segherie.
Preferiva... non sapeva cosa preferiva, a parte tenersi alla
larga dalla sollecitudine del signor Bone.
Ma lo sbandierato entusiasmo del signor Bone per i popoli
indigeni non si estendeva alle foreste e alle coste dove erano
vissuti. Per lui, il solo posto dove vivere era quello in cui gli
alberi erano spariti, le case sorgevano una a ridosso dell'altra
e i campi producevano colture europee.
Durante il viaggio di ritorno disse all'improvviso, come se
avesse passato molto tempo a comporre le parole nella sua
mente: Sono venuto a Philadelphia dalla Scozia con mio padre.
Mia madre  morta quando ero neonato. E due giorni
dopo il nostro arrivo in questo paese anche mio padre mi ha
lasciato, vittima di una pestilenza diffusa sulla nave. Sono rimasto
orfano e ho dovuto cavarmela per conto mio. Poi non disse pi nulla.
Alcuni mesi dopo si ritrovarono di nuovo soli, diretti a Bangor
su una carrozza puzzolente di urina vecchia, e il signor Bone,
che sembrava incapace di parlare del suo passato se non era
scosso dai sobbalzi, riprese il suo racconto. Quanto agli avvenimenti
della mia giovent, dopo essere rimasto solo in una
citt sconosciuta, da principio elemosinai pane e poi monete
dai passanti, quindi diventai amico di alcuni ragazzi senza casa
come me. Creammo una comunit fondata sul furto, saccheggiando
pollai e orti. Per divertirci gironzolavamo vicino alla
fermata della diligenza e alle botteghe del maniscalco e del fabbro,
luoghi interessanti per qualunque ragazzo. Un giorno mi
ero fermato a guardare un fabbro, e quello mi disse: "Aziona
il mantice, ragazzo, il mio aiutante  scappato". Azionai quel
mantice. Alla fine della giornata mi disse che ero assunto. Preparavo
i bagni di tempra, azionavo il mantice, sbrigavo commissioni
e imparavo a usare taglioli, tassi, bicorni, morsetti e
mandrini, venti tipi di martello, cinquanta tipi di pinze, bulini
e scalpelli. Quando not il mio interesse, il signor Judah Bitter,
il fabbro, si impegn a istruirmi nell'arcana tradizione della
forgia e dell'incudine. Anche la lavorazione del metallo ha i
suoi eroi, e il signor Bitter era uno di loro. Mi ha inculcato l'amore
per il metallo nero. Ricordo bene il giorno in cui ho fabbricato la mia prima ascia.
Jinot fiut un indizio inserito in quella cascata di parole:
il signor Bone aveva un debole per lui perch gli ricordava il povero
emigrante orfano che un tempo era stato. Ma questo, pens,
poteva valere per Joe Dogg, non per lui. O forse il signor
Bone lo vedeva come un pezzo di ferro grezzo, che andava riscaldato
e martellato per trasformarlo in un attrezzo? Il suo
capo tir fuori l'orologio d'oro dal taschino e lo guard sorridendo.
Un cimelio di famiglia.
La carrozza si ferm per far salire altri tre passeggeri, ma
ormai il signor Bone era carico e continu a parlare, con sussurri
sibilanti che immaginava arrivassero solo all'orecchio di
Jinot. Le caramelle che aveva in tasca gli profumavano l'alito di menta.
Il signor Bitter mi fece l'onore di volermi come socio. La
bottega avrebbe avuto una nuova insegna: "Bitter and Bone".
Suona bene, vero? In quel momento si accorse che tutti i passeggeri
della carrozza lo fissavano incuriositi. E tacque.
Ma nella squallida locanda dove si fermarono riprese da
dove si era interrotto. Come dicevo, il signor Bitter mi propose
di diventare suo socio. Io accettai. Ma prima che venisse
concluso l'accordo, mentre tornava a casa dalla bottega, il signor
Bitter venne investito da un vetturino pieno d'alcol fino
agli occhi. La bottega venne ereditata da un nipote idiota che
non sapeva distinguere un martello da un pisello, e ancora una
volta rimasi solo, abbandonato e senza risorse.
Mi guardai intorno per capire cosa fare. Vidi enormi foreste,
vidi che c'era bisogno di migliaia di uomini per costruire
case e granai, e cos scelsi l'ascia. Riconobbi l'occasione e giurai
che le mie asce sarebbero state le migliori.
Jinot, imbaldanzito dal toddy, non riusc a trattenersi. Perch
aiutate proprio me, signor Bone? Sono curioso. Ci fu un lungo
silenzio, poi il signor Bone cambi posizione, sospir e parl.
Quando ho visto le grandi ingiustizie che la mia razza ha
inflitto alla popolazione indigena ho giurato a me stesso di incoraggiare
i giovani indiani a intraprendere un mestiere.  la
via cristiana. Se non fossi diventato un fabbro, forse sarei andato
a fare il missionario tra i pagani. La mia speranza  che
possiate diventare il primo uomo d'affari indiano, un membro
della societ in cui vivete. Andate spesso in visita alla vostra
gente? Dovreste farlo, perch potreste scoprire ottime opportunit
commerciali. Credo di avervi mostrato come riconoscerle.
Jinot rabbrivid dentro di s.
Hugh Boss, l'addetto al maglio, divent un amico, e Jinot cominci
a trascorrere il sabato sera a casa sua, giocando a dama.
La famiglia Boss viveva in una grande casa di tronchi a un miglio
dalla fabbrica. La signora Boss, una donna graziosa con i
capelli color grano e i fianchi larghi, aveva spesso il ventre ingrossato
da una gravidanza. Non si allontanava mai dai suoi
fornelli di ghisa ed era una cuoca notevole. Ma quel che piaceva
a Jinot erano i bambini, perch nella famiglia Boss ce n'erano
tanti, da Minnie, la primogenita sedicenne, a Baby, che
aveva meno di un anno, pi altri otto in mezzo.
Minnie, esile, con i capelli e gli occhi scuri, aveva ereditato
la scoliosi di Hugh Boss, e una volta al mese doveva andare
dal dottor Mallard per sottoporsi a crudeli esercizi di stiramento.
Nella "camera di stiramento" si spogliava dalla vita in
su, perch il medico doveva osservare la spina dorsale; dopo
averla collocata sotto un enorme treppiede, le faceva indossare
un complicato sistema di cinghie e cuscinetti inventato da
lui. La ragazza veniva fortemente stirata, quasi sollevata in
aria mentre il dottor Mallard regolava la tensione per costringere
la sua schiena a raddrizzarsi. Minnie disse a Jinot che da
principio si vergognava di mostrarsi mezza nuda al medico,
ma lui era indifferente a tutto tranne che alla curva della sua
spina dorsale, e cos lei aveva smesso di arrossire per l'imbarazzo.
Dopo ogni trattamento veniva portata a casa, sfinita
dalla sofferenza. Jinot, che sapeva quanto facesse male stirare
muscoli e tessuti recalcitranti, a volte le leggeva qualcosa
ad alta voce mentre se ne stava sdraiata sulla branda in cucina,
con il copriletto tirato su fino al piccolo mento. Non era bella,
ma aveva un buon carattere nonostante la dolorosa infermit,
e reagiva alla compassione di Jinot con un affetto crescente
che non sfugg a Hugh Boss. Per molto tempo non se ne parl,
ma intanto Boss si abitu a pensarli insieme, malgrado gli anni che li separavano.
Quando il dottor Mallard disse che Minnie era molto migliorata
e che ora potevano passare due mesi fra una seduta di stiramento
e l'altra, la famiglia organizz una festa. Hugh Boss le
diede i soldi per comprarsi della stoffa. Quella domenica Minnie
indoss il suo vestito nuovo, e Jinot sgran gli occhi. Era
di seta, dello stesso magnifico blu della vestaglia di Beatrix.
Hugh Boss port Jinot nella stalla, dove teneva le caraffe di sidro forte.
Senti, Jinot, sai che a Minnie piaci tantissimo.
Anche lei mi piace rispose Jinot, agitato.
Be', allora non ci sono problemi. Adesso prepariamo il giogo.
Un mese dopo si sposarono nel salotto di casa Boss. Minnie
indossava il vestito di seta blu, e per tutta la breve cerimonia
si sentirono le imprecazioni e gli sforzi degli uomini che
costruivano la casa di tronchi per gli sposi nell'angolo in fondo
al pascolo di Hugh Boss. Minnie pens a quando da bambina
giocava a strappare i petali delle margherite per scoprire
chi avrebbe sposato: ricco, povero, mendicante, ladro, dottore,
avvocato, capo indiano. Be', non era un capo.
Con la nascita dei loro primi figli - i gemelli Amboise e
Aaron, che somigliavano a Kuntaw pi che a Hugh Boss - Jinot
pens di essere diventato come gli altri uomini e di poter capire
verit un tempo misteriose. La cosa non poteva durare.
Minnie era una madre ansiosa, che controllava ogni giorno la
postura dei bambini in cerca di tracce di scoliosi. Port Amboise
e Aaron dal dottor Mallard appena cominciarono a camminare,
ma il medico non vide alcuna deformit. Naturalmente,
mia cara, pu sempre manifestarsi pi tardi, spesso non  visibile
neppure all'occhio pi esperto disse, ammiccando con
modestia, finch non  in uno stadio avanzato. Terremo sotto
controllo i bambini. Portatemeli ogni sei mesi, e se dovesse
manifestarsi speriamo di prenderla in tempo per correggere
qualunque malformazione. Quanto a voi, speravo che la gravidanza
amplificasse l'effetto delle sedute di stiramento che
avete cos coraggiosamente sopportato, ma a quanto pare mi
sbagliavo. Ormai  pi una questione di sopportazione che di
cura. Era proprio cos; Minnie si piegava sempre di pi a sinistra,
a tavola stava tutta inclinata. La spalla sinistra della sua
vecchia giacca, appesa al gancio di legno vicino alla porta, era
pi bassa dell'altra. Era sempre preoccupata: temeva che suo
padre si schiacciasse una mano sotto l'inarrestabile maglio, che
Jinot sparisse (perch spesso andava via per affari con il signor
Bone), che una malattia o una pestilenza se li prendesse tutti.
Di notte si risvegliava tremando per incubi in cui i suoi figli,
dilaniati da cani idrofobi, le tendevano le manine imploranti,
mentre lei, con ogni muscolo sotto sforzo ma trattenuta dalla
schiena storta, non riusciva a raggiungerli ed era costretta a
sentire le loro grida disperate.
Hugh Boss costruiva giocattoli per i bambini; un inverno fiss
due strisce di acciaio levigato sotto una tavola di betulla liscia
come il vetro, una specie di toboga per scivolare sulla neve.
In fondo al loro pendio c'era un boschetto di giovani pecci, un ritrovo
molto amato d'estate dai bambini del vicinato perch gli
stretti passaggi fra gli alberi formavano un labirinto contorto,
con tunnel verdognoli e ombrosi ideali per giocare a nascondino
e ai zigzag rumorosi di lupo mangiafrutta. A volte Jinot giocava
con loro, ululando come un lupo feroce mentre loro
sgambettavano nei tunnel. In inverno il pendio nevoso
diventava la pista da slitta dei dintorni. L'inverno in cui Amboise e Aaron compirono sei anni, un temporale anomalo diede
a Sam Withers, un ragazzino burlone, l'idea di spruzzare dell'acqua sul
pendio per farlo ghiacciare ancora di pi. Un brusco calo della
temperatura trasform la discesa in una liscia lastra di ghiaccio.
Sam Withers, arrogandosi il merito, scese per primo. La tavola
sband e sobbalz in velocit, e Sam strill, elettrizzato dal suo
brillante successo. Io! Tocca a me! Tre bambini si accalcarono
sulla tavola per il secondo giro, Sam dietro, Aaron in mezzo
e Amboise davanti. Il peso maggiore aument la velocit e
ridusse gli sbandamenti. L'ingovernabile toboga sterz spietatamente
verso il boschetto di pecci, le strisce di metallo stridettero
mentre la tavola rimbalzava rapidissima sulle irregolarit
della superficie ghiacciata con una serie di piccoli tonfi.
Era impossibile evitare gli alberi puntuti, e il veicolo piomb come
un meteorite in mezzo ai bassi rami spogli.
Minnie sent lo strillo di Aaron e il fragoroso pianto di Sam
Withers per le botte che lo aspettavano. Corse fuori in grembiule,
perdendo una scarpa nella neve. Sul pendio ghiacciato
vide i bambini impigliati fra i pecci, vide Aaron con la faccia insanguinata
che avanzava carponi verso di lei, vide Sam Withers
addentrarsi barcollando in mezzo agli alberi, vide Amboise
inerte. Scivol e cadde e dovette strisciare per raggiungerlo.
Amboise giaceva sul fianco destro, con il collo trafitto da un
bastone appuntito che qualche bambino aveva lasciato fra gli
alberi nei giorni dei giochi estivi; la fontana di sangue pulsante
era gi ridotta a un rivoletto, e Minnie lanci un grido che
scosse i rami della foresta.
Dopo la morte del piccolo Amboise, Jinot divenne serio e cupo.
Quel giorno era via con il signor Bone, e aveva scoperto l'accaduto
solo a tarda sera, quando la carrozza lo aveva riportato
a casa. Nel frattempo Minnie e Aaron erano caduti in una
calma fatalistica. I gemelli di tre anni, Lewie e Lancey, dormivano,
inconsapevoli, incuranti. Jinot usc e cammin nella notte
con spasmodici attacchi di grida strozzate, tornando a casa
poco prima dell'alba.
Quando entr, infreddolito ed esausto, Minnie, spinta dall'abitudine,
stava preparando il t. Si sedettero insieme al tavolo
della cucina dipinto di azzurro, tenendosi per mano come se
tutto l'indicibile potesse venire compreso attraverso le dita congiunte.
La luce del fuoco che usciva dal focolare colorava di rosso
le lacrime sulle loro guance. La casa rimase triste per giorni,
finch Lewie e Lancey non ricominciarono a ridere e correre.
La perdita di Amboise risvegli in Jinot il desiderio di trovare
i suoi parenti, e cos decise di cercare Elise e Josime. Cominci
scrivendo una lettera accurata e dolorosa per Francis-Outger,
perch almeno sapeva che il fratellastro abitava nella baia di
Penobscot, e si aspettava che potesse dirgli dove trovare Elise
e il dottor Hallagher. Sped la lettera con trepidazione, dubitando
di ricevere una risposta. La lettera di Francis Outger arriv con una velocit quasi comica.
Caro Jinot,
la tua missiva mi ha procurato una felicit inesprimibile.
Come sono contento che le lezioni della mamma non siano state
dimenticate. Da tempo ci chiediamo quali avventure tu abbia
vissuto, e la descrizione del terribile incendio del Miramichi,
delle tue ferite e della perdita di nostro fratello Amboise e del
tuo bambino ci ha addolorati. Ma sembra che ti sia andata bene
con il tuo benefattore, il signor Albert Bone. Sei stato fortunato
anche nella scelta di tua moglie e nell'abbondanza di figli.
Posso esaudire il tuo desiderio di sapere dove si trova Elise. Lei
e il dottor Hallagher risiedono a Boston. L'indirizzo  qui sotto.
Il loro figlio minore, Humphrey, ha una malattia rara per cui
i muscoli si trasformano in ossa. Medici eruditi vanno a casa loro
per visitarlo e prescrivere cure, ma sembra che non ci sia niente
da fare. Povero bambino, sembra che non gli resti molto da vivere
prima di diventare un osso. Sono sicuro che Elise strillerebbe
di gioia se tu andassi a farle visita. Boston non  molto lontana
da te. (E neppure Penobscot, e tu sei sempre il benvenuto qui.) Quanto a Josime, non sapevo niente di lui finch non mi
hai detto che vi siete separati a Montreal. Mi addolora che non abbia
mai ritenuto di scrivermi, visto che siamo fratelli germani.
Io soffro di pleurite e mal di testa debilitanti, ma immagino
che invecchiando ci si debba aspettare certi acciacchi.
Mi fermo qui perch voglio spedire questa lettera con la
prossima posta. Spero che potremo rivederci e scambiarci notizie,
o almeno che potremo continuare a scriverci.
Il tuo affezionato fratellastro, Francis-Outger Sel
Baia di Penobscot, Maine
Ora Jinot pensava continuamente a Elise. Due settimane
dopo, in un luminoso giorno di aprile arricchito da un caldo
cos precoce che i cavalli gioivano di essere vivi, scuotevano
la testa e guardavano il cielo azzurro, Jinot prese la diligenza
per Boston e cominci la sua ricerca a piedi. Non aveva scritto,
pensando che una visita a sorpresa sarebbe stata meglio, un
po' di emozione per Elise. Pass mezza giornata a chiedere indicazioni
finch non trov la casa degli Hallagher, un semplice
edificio di mattoni a due piani. Sul lato sud era stata aggiunta
una costruzione in legno, con un cartello che diceva: DOTTOR
HALLAGHER/CHIRURGO.
La porta d'ingresso rossa si apr e apparve Elise. Era diventata
una donna di mezza et con una crocchia di capelli brizzolati
ma aveva sempre la luce sbarazzina negli occhi, il sorriso
all'ins e i denti appuntiti dei Sel.
Lo riconobbe subito. Jinot. Tu sei mio fratello Jinot. Si
strinsero in un poderoso abbraccio ed Elise scoppi a piangere.
Oh, da quanto tempo aspetto tue notizie. Francis-Outger
mi ha scritto della tua lettera in cui chiedevi di noi. Vieni
con me, caro fratello, vieni con me un momento. E poi andremo
in casa. Lo condusse in un cortile laterale, tolse sei fragranti pagnotte
da un vecchio forno d'argilla, le avvolse in una pezza di mussola e le port in cucina.
Ora, Jinot, devi raccontarmi tutto. Lui la segu lungo un
corridoio in penombra con le pareti decorate da immagini di
cervi che bevevano da laghetti di montagna, fino a un salotto
che puzzava di chiuso, dove si spavent nel vedere il proprio
riflesso in un alto specchio macchiato. Un bambino pallido e
apatico di dieci o dodici anni sonnecchiava su un divano, con
un libro chiuso appoggiato sullo sterno.
Questo  il mio piccolo Humphrey disse Elise, chinandosi
su di lui e baciandogli i capelli. Il bambino apr gli occhi e guard Jinot.
Questo  tuo zio Jinot disse Elise.
Aaah fece il bambino, e richiuse gli occhi.
Vieni in cucina, Jinot. Preparo il t disse Elise. O il caff,
se preferisci. Tra poco arriver il dottore per il suo spuntino.
Sar molto contento di vederti.
Ma quando entr in cucina il dottor Hallagher non sembr
affatto contento, gli strinse bruscamente la mano e si sedette
al tavolo a soffiare sul suo t.
Cos ci hai trovati disse, nel tono di un criminale catturato.
Ho pensato che dopo tanti anni fosse giusto riprendere i contatti,
per il bene dei nostri figli. Jinot raccont loro del grande
incendio del Miramichi in cui era morto Amboise, senza menzionare
il carcere e l'ubriachezza. Parl di Minnie, dei suoi figli,
dell'incidente del piccolo Amboise. Solo quando descrisse
la bont del signor Bone e i favori che gli aveva fatto nel corso
degli anni, il dottor Hallagher si rilass. Jinot immagin che
si fosse aspettato la richiesta di un prestito, e che avesse accolto
con sollievo la notizia che il cognato era abbastanza indipendente
da poter mantenere una moglie e quattro - anzi, tre - figli.
Quando il medico torn al lavoro l'atmosfera si rallegr,
con Elise e Jinot che si scambiavano vecchie storie e "ti ricordi",
progetti per un raduno di famiglia il quattro luglio e pettegolezzi
su lontani parenti mi'kmaq, perch in Nuova Scozia
c'erano un'infinit di Sel, tutti discendenti di Ren Sel, l'oscuro
francese che aveva dato inizio alla loro storia. Elise ne ricordava
alcuni, ma Jinot non ne conosceva nessuno.
Abbiamo avuto notizie anche di nonno Kuntaw, ci crederesti?
 tornato nel vecchio territorio, dove adesso ci sono solo
coloni inglesi tranne in una zona che chiamano Frenchtown e
in un'altra che chiamano Diggins.  li che vivono i mi'kmaq,
quelli rimasti. Non molti, ormai, dicono meno di cento. Cos
ha sposato una donna mi'kmaq e ha avuto altri figli. S, quel
vecchio, ci crederesti!
Risero, poi passarono a parlare dei loro figli. Quello maggiore
di Elise, Skerry (un nome della famiglia Hallagher), era
intelligente, un gran lettore, dotato di una mente curiosa. Vuole
andare a quella scuola di Dartmouth disse Elise, dove sembra
che accettano - accettino - studenti indiani, e visto che lui
 in parte mi'kmaq, sai, potrebbe riuscirci. Non so se ce la far
davvero, ma il dottore lo vuole. Non sembra strano, da come
vivevamo alla stazione commerciale quando eravamo piccoli?
Sono cambiate tante cose nella nostra vita, Jinot. E magari
Josime...? Se Amboise fosse ancora vivo...
Jinot pens che, se fosse stato ancora vivo, Amboise sarebbe
stato investito da un carro merci mentre giaceva in mezzo
alla strada, stordito dall'alcol. Ma non lo disse.
Le brevi ore di affettuosit familiare volsero al termine, e
quando la diligenza ripart il cielo si era rannuvolato. La carrozza
viaggi sotto un temporale che alternava raffiche di vento
a terribili schianti di tuono, scroscianti acquazzoni a momenti
di silenzio angoscioso fino all'arrivo dello scroscio successivo.
L'aria purificata si raffredd e Jinot pens che sarebbe tornato
il sereno, ma gli interludi di pioggia si trasformarono in nevischio
e poi in neve, una strana conclusione di quella giornata
estiva. E Jinot, ricordando la sua visita e il bambino emaciato
sul divano, pens al suo piccolo Amboise, che non avrebbe
mai compiuto dodici anni, e il dolore a malapena sedato torn a tormentarlo.
...
.
...
Capitolo 51. FITTI BOSCHETTI.
...
.
...
Minnie aveva giurato di non avere pi figli. Erano troppo fragili,
troppo preziosi. Il suo cuore non poteva pi sopportare
un simile strazio. Com'era vero quell'antico adagio, cos spesso
ripetuto e ora confermato: la vita era una valle di lacrime.
Amboise era stato il prediletto di Jinot, che in lui vedeva la resurrezione
del fratello morto tra le fiamme. Ora Jinot si sentiva
in colpa per Aaron, al quale sapeva di avere dato meno affetto.
Giur di rimediare, e da quel momento lui e Minnie riempirono il ragazzo di amore e regali.
Jinot, indifferente al lungo discorso con cui Minnie gli aveva
spiegato che non avrebbe mai pi dormito con lui - per qualche
motivo sentiva che lo incolpava della morte di Amboise -, port
sulla veranda posteriore la logora coperta di bisonte che aveva
usato sul Gatineau e cominci a dormire l estate e inverno. I
bambini potevano andare da lui quando volevano, ma Jinot non
era pi il padre affettuoso e sciocco di prima. Cos distaccato era
il suo sguardo, cos distaccato era lui stesso, a parte con Aaron,
che non vide il lento declino di Minnie, non la vide rimpicciolirsi
nel vestito a righine, non sent la sua perenne tosse umida. Nei
due anni successivi alla morte di Amboise continu a deperire,
mentre la sua spina dorsale s'incurvava sempre di pi. Soffriva
e si tirava i capelli per spostare il dolore. Cucinava sempre peggio,
mandava in giro i bambini con vestiti troppo piccoli, laceri
e sporchi. Una volta alla settimana Jinot preparava un pentolone
di porridge di piselli da cui i figli andavano ad attingere, finch
non si accorse che Lewie si divertiva a buttarci dentro manciate
di chiss che, sicuramente qualcosa di schifoso. Allora assunse
una vedova del vicinato, la signora Joyful Woodlawn, per preparare
i pasti ai bambini e prendersi cura di Minnie.
Certo, sar felice di occuparmi della povera Minnie e dei
bambini. Preparer minestre rinforzanti per lei e manzo e patate
per loro. E porter l'acqua del nostro pozzo, che, si sa,  la
migliore del paese. Niente fa passare la sete come un buon bicchiere
d'acqua. Il signor Woodlawn  sempre stato orgoglioso dell'acqua del nostro pozzo.
L'inverno si interruppe come un cavo spezzato, con giorni di
caldo improvviso e ruscelli straripati, mentre l'irruente cavolopuzzola cresceva di tre pollici al giorno. I corvi cominciarono ad assumere le loro postazioni stagionali, e mentre i maschi
dagli scintillanti occhi scuri stendevano le ali per mostrare le
lunghe primarie e aprivano a ventaglio le timoniere, le femmine,
squadrandoli freddamente da un ramo vicino, misuravano
con occhio critico la loro presentazione. Hugh Boss, camminando
rigidamente con il bastone, and da loro un sabato mattina
e pass alcune ore seduto al capezzale della figlia. Quando
Jinot torn dalla fabbrica, Minnie dormiva. Hugh Boss si alz dalla sedia e trascin Jinot in salotto.
Jinot, Minnie sta male, molto male. Hai chiamato il dottore?
No... non sapevo che fosse cos grave. Ho visto che stava
poco bene ma... ho chiesto alla signora Woodlawn di curarla ogni tanto.
Ogni tanto! A me sembra che non le resta pi molto da vivere.
Chiamer io il dottore. E usc a grandi passi, non pi amico di Jinot.
Il medico, non il dottor Mallard ma un vecchio signore con
un colorito terreo e una cravatta di seta macchiata di grasso
di maiale, disse che era tisi. Tisi a uno stadio avanzato. Non
c'era niente da fare, anche se potevano provare con uova crude
e brandy alternati a brodo di manzo caldo. Si offr di salassarla,
ma Jinot glielo imped. Avrebbe tanto voluto conoscere
una guaritrice mi'kmaq come si diceva che fosse stata la sua bis-bis-grand-mre.
Credeva di avere dato fondo al piatto del dolore, ma il tempo
gliene serv una porzione ancora pi amara. Un mattino la signora
Woodlawn entr di gran fretta nella cucina dei Sel con
una brocca della sua famosa acqua di pozzo, tracannandone
un bicchierone e portandone un po' a Minnie. Quando rientr
a mezzogiorno, Jinot vide la vedova aggrappata al bordo del
tavolo, con uno spaventoso colorito bluastro. Lo guard con
un'espressione terribile e poi si pieg in due, scossa da spasmi
di diarrea esplosiva e vomito violento. Non c'erano dubbi
sulla causa: il colera che aveva imperversato a New York stava
ora invadendo le citt pi piccole.
Che Dio ci salvi! esclam Jinot, precipitandosi in camera
di Minnie. Ma la malattia galoppante era arrivata prima, e
Minnie stava soccombendo, le dita di mani e piedi contorte dagli
spasmi. I gemelli, Lewie e Lancey, erano ancora aggrappati
alla vita, ma morirono mentre il padre li fissava con gli occhi
sgranati. Poteva succedere molto in fretta.
Aaron. Aaron! chiam Jinot, ma il ragazzo non era in casa.
Lo trov nella legnaia con un libro di fiabe. Disse che era l
dal mattino presto, e che aveva fatto colazione con un pezzo
di grasso di prosciutto rimasto dalla cena. No, non aveva bevuto
l'acqua della signora Woodlawn. Stava bene, disse, e infatti
aveva una bella cera.
Andarono insieme a casa di Hugh Boss. Hugh, il colera
disse Jinot. Se li  portati via. Siamo rimasti solo io e Aaron.
L'omone li maledisse entrambi, scoppi a piangere, si nascose
la faccia tra le mani. Non stava bene. La signora Boss, di nuovo
incinta, era a letto con una malattia che assomigliava al colera,
e i figli pi piccoli erano malati. La signora Woodlawn
aveva portato loro un po' della sua deliziosa acqua prima di
andare da Minnie. Hugh Boss se la cav, ma la signora Boss
e i tre bambini pi piccoli morirono tutti nello stesso giorno.
Dopo i funerali, le settimane si trascinarono dietro le ore storpie
come se fossero catene. Hugh Boss e Jinot si odiarono per
mesi, finch si incontrarono al cimitero per erigere sette lapidi
fresche e si riconciliarono nel dolore. Le iscrizioni riportavano
solo nomi e date e la parola colera.
Decisero che Jinot e Aaron sarebbero andati a vivere con
Hugh Boss, dormendo nel fienile e dando una mano con i figli
sopravvissuti finch non fosse arrivata la sorella della signora
Boss da Danbury, in Connecticut. Jinot giur che non avrebbe
mai lasciato Aaron, lo avrebbe tenuto al sicuro finch non fosse
diventato un uomo. Tuttavia c'era un nuovo motivo di preoccupazione,
perch Aaron continuava a ripetere che voleva andare
in Nuova Scozia a conoscere i suoi parenti mi'kmaq. Voleva
essere un indiano. Quando i nidi dei corvi si riempirono
di pulcini, l'epidemia di colera si era ormai attenuata, e Jinot
e Aaron tornarono nella loro casa silenziosa.
Per Jinot il lavoro era un rifugio dal dolore, e cos passava molto
tempo con il signor Bone, ormai curvo e raggrinzito ma sempre
pieno di grandi progetti e di un'energia disdicevole per un
vecchio. Parlava di aprire una fabbrica di seghe a mano. Voleva
impiantare un laminatoio e produrre l'acciaio. Qualunque
cosa poteva stimolare la sua fertile immaginazione.
Anche se le asce restavano il suo vero amore, il signor Bone
voleva nuove terre da conquistare. Restava sveglio la notte a
esplorare il mondo sulle pagine del suo atlante gonfio (perch
era caduto nella vasca da bagno ed era stato asciugato pagina
per pagina sopra la stufa) e a leggere giornali stranieri.
Credo disse, dopo un anno di riflessioni, che la cosa migliore
sia aprire una fabbrica di asce all'estero. Gli alberi crescono
in tutto il mondo, e dovunque gli uomini abbiano bisogno
di case e di edifici, hanno bisogno anche di asce. La mia
vita  sempre stata dedicata all'eliminazione della foresta
per il bene degli uomini. Ho studiato i paesi con popolazione crescente,
abbondanza di alberi e necessit di asce. L'elenco non
 lungo, ma vorrei sentire la vostra opinione prima di intraprendere qualsiasi passo.
Jinot pos la mano sull'atlante e attese. Il peculiare elenco
del signor Bone comprendeva Norvegia, Russia, Giava, Nuova
Zelanda e Brasile. Jinot disse: Perch non andare nelle foreste
occidentali di questo paese? Dicono che dall'Ohio in poi,
fino alla fine del continente, ci sono foreste impossibili da misurare.
Il signor Bone lo ignor.Sar pi semplice avviare la fabbrica se gli abitanti parlano
inglese; ci elimina dall'elenco quattro paesi e ci lascia solo la Nuova Zelanda.
Parlano inglese in Nuova Zelanda?
I governanti s. Il paese  alleato dell'Inghilterra, dove tutti
parlano inglese. Gli indigeni della Nuova Zelanda parlano
un loro linguaggio incomprensibile, ma molti hanno imparato l'inglese.
Ma ci sono alberi laggi? chiese Jinot, che immaginava
la Nuova Zelanda come una terra di deserti e piane di
sale. Aveva solo una vaga idea di dove si trovasse, forse vicino all'India.
Il signor Bone si appoggi allo schienale della sedia. Sorrise come un uomo che conosce un grande segreto.
S. Ci sono alberi. Soprattutto ci sono certi alberi di nome
"kauri", che gli esperti descrivono come i pi perfetti del mondo,
enormi giganti che raggiungono altezze elevate, con tutti i
rami raggruppati comodamente in cima. Il legno di questi alberi
 privo di imperfezioni, leggero, inodore, di un incantevole
colore dorato, facile da lavorare e intagliare, robusto e durevole.
Ho scoperto che sta nascendo un commercio di asce di
cattiva qualit a opera di un borioso imprenditore australiano,
un ex detenuto che adesso lavora in Nuova Zelanda. Prima di
decidere voglio andare laggi a vedere quelle foreste con i miei
occhi. Gli esperti di legname dicono che sono una delle meraviglie
del mondo. Voi dovete accompagnarmi. Ho gi organizzato
il viaggio. Partiremo tra quindici giorni. Il signor Joseph
Dogg gestir la fabbrica mentre saremo via.  perfettamente in grado di farlo.
Jinot apr la bocca per dire qualcosa, poi consult l'atlante.
Era lontano lontano, in fondo al globo, un paese lungo e stretto dal vitino di vespa.
Io... signor Bone, ho giurato di tenere sempre Aaron con me finch non sar uomo. Voi conoscete la mia triste storia. Mi resta solo lui.
Molto semplice. Ditegli di preparare i bagagli. Verr con
noi. Un ragazzo robusto  utile quando si viaggia.Ma Aaron si limit a scuotere la testa ed entr in uno dei
suoi lunghi periodi di silenzio. Per giorni non rispose alle
suppliche insistenti di Jinot. Gli rivolgeva un sorriso distante,
come se i suoi pensieri fossero troppo elevati per poterli condividere.
Padre, non desidero andare sull'oceano. E mia intenzione
andare in Nuova Scozia a cercare la nostra famiglia, a incontrare
i parenti Sel rimasti. Desidero conoscere quella vita.
Allora ti conviene andare a ovest, a cercare tuo zio Josime
sull'isola di Manitoulin. Lui  tornato alle vecchie usanze.
Ma non a quelle dei mi'kmaq!
No, perch le vecchie usanze dei mi'kmaq non esistono
pi.  perch amava quella ragazza odaawa di cui ti ho parlato
tante volte. Se vuoi sapere come viveva la nostra gente nella
foresta, devi cercare Josime. Ma sei troppo giovane per fare
quel viaggio da solo. Vieni con noi in Nuova Zelanda, e al nostro
ritorno ti accompagner all'isola di Manitoulin e cercher
Josime con te. Ma sotto sotto temeva che l'ombra delle usanze
dei bianchi si fosse allungata fino a raggiungere persino l'isola
di Manitoulin e gli odaawa.
Aaron lo ascolt fino in fondo; in effetti sembrava una buona
idea cercare Josime, una persona con un nome e un luogo.
Ma non sarebbe andato sull'oceano. Scrisse una breve lettera
e l'appunt alla giacca nera di Jinot.
Caro padre. Io non vado in Nuovazanda. Vado in Nuova
Scoda poi vado a cercare zio Josime. Quando torno ti racconto
belle storie.
Era convinto che le vecchie usanze mi'kmaq - quali che fossero
- non potevano essere completamente perdute, e si mise
in cammino verso nord, pieno di speranza.
Jinot scrisse a Elise per informarla che avrebbe attraversato
l'oceano con il signor Bone. Poteva succedergli qualunque
cosa, perch era zoppo e non pi giovane, e voleva che lei sapesse
dov'era andato. Le scrisse che Aaron si era rifiutato di
seguirlo. "Ti scriver" le promise. Due giorni prima della partenza
ricevette una lunga lettera di Elise, che non approvava la
sua decisione. "Sembra che tutti vanno lontano Aaron si ripete
qui con Skerry ho paura che dobbiamo lasciarli fare come desiderano
anche se sappiamo che il mondo pu trattarli male."
Poi descriveva la scena sconvolgente che si era svolta fra
Skerry e il dottor Hallagher.
Skerry viene a casa molto triste da quel college a dartmouth
Cosa c Skerry non sei contento di essere di nuovo a casa con
i tuoi cari sei stranamente silenzioso ha detto il dottore caro Jinot
sono andata in dispensa a prendere un pasticio di cervo che gli
piace tanto credevo che era triste per Humphrey siamo tutti tristi
per Humphrey sai ma il dottore ci a detto tante volte che la fine
veniva e dovevamo provare a fare felice la sua ora con noi sulla
terra e Skerry a detto lo sapevo anchio allora cosa c  la scuola
il Dottore parlava molto forte ma Skerry non diceva niente il
dottore a detto  la scuola  succeso qualcosa vero alora Skerry
a fatto una faccia arrabiata e a detto vogliono noi che siamo
andati perch ubiamo sangue indiano vogliono che facciamo i
misionari Tutti dobbiamo fare i misionari tornare alla nostra
trib e predicare il vangelo io non ero mai in una trib non ho
nesuno da predicare io voglio studiare legge ma loro dicono
che gli indiani possono studiare solo tologia e predicazione
cos  inutile che vado a quella scuola Invece Skerry a detto pap vorrei studiare legge con il giudice foster vorrei che glielo chiedi Jinot
per il Dottore era richiesta difficile perch una volta a curato
la figlia del giudice foster Laura Rose per la tisi e lei  morta lui
ha spiegato al giudice che la malattia era avanzata non cera
niente da fare ma il giudice a trasformato il dolore in odio per
il Dottore Cos lui non poteva chiedere E Skerry  andato via
a detto che andava in Canada a cercare la sua trib era molto
arrabiato e  andato via
PS perdona se o dimenticato di scrivere come ci a insegnato
Beatrix
...
.
...
Capitolo 52. KAURI.
...
.
...
Jinot capiva come doveva sentirsi un pino caduto, scaraventato
in un altro mondo come lui. Londra non era quel che si aspettava
- una citt come Boston ma pi grande -, bens un vortice
sudato e ribollente di ladri, cavalli con gli occhi velati e
le zampe malandate, strade fangose ciascuna con il suo cadavere
equino, dove la puzza di escrementi, fumo di carbone e cavolo
bruciato si mescolava a straordinarie apparizioni di seta e piume
esotiche, l dove gli spazzini a pagamento sgombravano
il cammino per i pedoni. Il signor Bone aveva preso in affitto
un alloggio per un mese, in un quartiere povero ma dignitoso
a un miglio dai grandi moli e dal trambusto delle spedizioni.
Le stanze del fabbricante di asce erano gradevoli, un salotto e
una camera con un letto di mogano intagliato racchiuso in un
cortinaggio appena un po' ammuffito. Jinot occupava la stanza
adiacente, piccola e buia, ma il signor Bone lo invit gentilmente
a condividere il suo salotto.
Venite, signor Jinot Sel gli disse, il mattino dopo il loro
sbarco. Facciamo una passeggiata in questa citt, la pi grande
del mondo. Vi mostrer le meraviglie del luogo. Scendiamo ai moli.
Lasciarono il viale di cadenti dimore georgiane ed entrarono
in una strada di venditori di ferramenta, mucchi rossi di metallo
e cumuli di carbone. Jinot trasal alla vista di una famiglia
di adulti laceri con uno stuolo di bambini sudici ed emaciati,
"probabilmente profughi delle campagne, vittime delle
recinzioni" comment il signor Bone. Centinaia di operai correvano
di qua e di l, scaricatori e portuali, posatori di pietre
che selciavano la strada, gente che frugava tra i rifiuti, spazzacamini
fuligginosi che vuotavano i loro secchi nel fiume. Sentirono
acclamazioni e grida l vicino.
Cos' questa gazzarra? disse il signor Bone. Andiamo a
vedere. Girando l'angolo si imbatterono in un paio di uomini
che si azzuffavano, circondati da una quarantina di spettatori
urlanti. Jinot osserv che gli inglesi sembravano amare le
scazzottate tanto quanto i boscaioli ubriachi.
Siamo una razza di lottatori disse il signor Bone con soddisfazione
mentre si rimettevano in cammino. Gli strilloni cacciavano
la loro mercanzia sotto il naso dei due uomini, e fra
una dozzina di manifesti attaccati al muro di un magazzino,
ne videro uno che gridava a grandi lettere: EMIGRAZIONE IN NUOVA ZELANDA.
Ah, il signor Edward Wakefield, il gentiluomo che c' dietro
la New Zealand Company,  un inglese intelligentissimo
disse il signor Bone. Ha idee molto sensate sulla colonizzazione.
 sensibile alle esigenze del solido operaio inglese e del
piccolo uomo d'affari, oltre che dell'aristocrazia terriera. Capisce
che gli insediamenti non pianificati, come quelli delle colonie
americane, vanno contro il raziocinio e il metodo scientifico.
Il suo piano di colonizzazione sistematica  ammirevole,
perch crea fin dall'inizio una societ stratificata con le classi
ben distribuite. Se l'Inghilterra si fosse comportata cos con
le colonie americane e il Canada, oggi quei paesi non sarebbero
governati da gente tanto ottusa. Guard l'orologio e disse:
Il nostro giro  finito. Sbrighiamoci. Ho un appuntamento.
Il principale consulente del signor Bone era un missionario
di un'oscura confessione protestante, il reverendo Edward
Torrents Rainburrow, dotato di una mandibola robusta scurita
da basette incalzanti e di una bocca larga quanto la faccia,
contenente una dentatura verdognola. La voce di basso completava
il quadro di un bullo prepotente, ma il reverendo l'aveva
domata fino ad abbassarne il tono, e sorrideva spesso.
Alla riunione c'erano una dozzina di viaggiatori. Un tizio dalla
testa allungata si domandava quanto potesse durare il viaggio da
Londra alla Nuova Zelanda. A seconda del tempo e del favore
di Dio potrebbero volerci solo cinque mesi... oppure parecchio
di pi disse un missionario con il doppio mento che si riempiva
ripetutamente il bicchiere di vino. Il primo scalo lo faremo
a Port Jackson, la colonia penale che sar anche il punto di partenza
per la Nuova Zelanda. Le navi dei detenuti proseguono
fino a quell'isola e raccolgono un carico di alberature prima di
tornare in Inghilterra. Laggi ci sono alberi di ottima qualit.
Uno dei corrispondenti del signor Bone gli aveva scritto che
gli indigeni maori, costantemente in guerra fra loro, erano i
selvaggi pi feroci del pianeta, cannibali assetati di sangue.
Si scarificavano la faccia con orribili motivi a puntini e spirali.
Quanto all'abbigliamento, si vestivano di materia vegetale.
Un altro missionario - ce n'erano sette nel gruppo -, il signor
Boxali, con una faccia giovanile ed effeminata, parl direttamente
al signor Bone. Io invece ho sentito dire che i maori
sono un popolo intelligente, perfino spirituale, caduto sotto il
dominio del Principe delle Tenebre. Sono affamati di messaggi
di pace. Il signor Rainburrow non grad quell'intromissione
nella sua amicizia con il signor Bone, e dopo la cena a base
di guanciale di maiale e patate avvizzite, preparata dalla moglie
di un missionario, avvicin le labbra all'orecchio dell'imprenditore.
Caro signor Bone, la informer io sulla traversata
dall'Australia alla Nuova Zelanda. Proprio in questo momento
sto cercando di assicurarmi una sistemazione sulla nave.
All'altro capo del tavolo, Jinot cerc di attirare l'attenzione:
Signor Bone, vorrei tornare a Boston. Non desidero incontrare
quei selvaggi. Ma il signor Bone era entusiasta all'idea di
vedere i cannibali. Grazie, reverendo Rainburrow disse, poi
si rivolse a Jinot con voce bassa e severa. Dubito sinceramente
che siano veri mangiatori di carne umana.  una di quelle
storie da marinai. E voi, proprio voi, non siate ingiusto. Sono
sicuro che stanno solo proteggendo la loro terra da chi vuole
sottrargliela slealmente. Se verranno trattati con gentilezza,
col tempo arriveranno a capire che le invenzioni dei bianchi
possono migliorare la loro vita.
I frugali missionari si imbarcavano spesso sulle navi dei detenuti,
e Jinot, malgrado le sue obiezioni, venne trascinato a bordo
della Doublemil con il signor Bone. La maggior parte dei
passeggeri era piegata in due dal mal di mare, a eccezione del
signor Rainburrow, che continu a godersi il suo bacon mattutino.
Jinot non aveva mai visto un uomo affaccendato come
quel missionario, che correva in giro dall'alba fino al momento
di spegnere le lampade. Il signor Boxali, tornato a essergli
amico, lo seguiva con un quadernetto giallo.
Sottocoperta, accovacciati in uno spazio ristretto, c'erano
i pericolosi criminali incatenati, i detenuti che l'Inghilterra
era contenta di allontanare dalla parte migliore della propria popolazione.
Jinot non ne poteva pi dei ponti beccheggianti, del fanatismo
dei missionari, del monotono panorama oceanico di un orizzonte
piatto come una tavola segata. La distesa d'acqua dimostrava
continuamente di non essere l'Atlantico, che aveva impresso
per sempre in Jinot l'odore della vita. Persino nei campi dei
boscaioli nel cuore del Maine, certe giornate di vento gli portavano
il gusto salmastro dell'oceano lontano cento miglia. Austero,
freddo, ostile, nemico degli uomini, irto di scogli e spesso
balenante di crudeli tempeste, per lui, per tutti i mi'kmaq,
l'Atlantico era l'unico vero oceano, e come un salmone Jinot desiderava farvi ritorno.
Quando finalmente l'Australia si stagli davanti a loro come
una grande salsiccia sdraiata ai confini del mondo, Jinot si chiese
come avrebbe sopportato di navigare ancora fino alla Nuova
Zelanda. Solo il pensiero dell'interminabile viaggio di ritorno
e della mancanza dei soldi per pagarsi la traversata - perch
il signor Bone non lo pagava da quando erano partiti da Boston
- lo spinse a tacere. Era condannato a proseguire con il fabbricante di asce.
L'aria di Port Jackson aveva un aroma diverso e sconosciuto,
l'odore di qualcosa di secco e arrostito, come di caff essiccato e ramoscelli in fiamme.
Fra gli strani alberi volavano uccelli di colori sconvolgenti, iridescenti
e prepotentemente chiassosi, uccelli con acconciature e
ali da angeli in fiamme, apparizioni volanti uscite da un sogno.
Ma nel mese in cui i viaggiatori si fermarono nella colonia in attesa
di un passaggio, ogni volta che uscivano vedevano creature
che surclassavano qualunque incubo, bestie saltellanti e pelose
dalla coda di lontra, lucertole che gonfiavano la gola con sbuffi
raccapriccianti, una gran quantit di ragni dal morso letale.
A Port Jackson il missionario prese accordi con un maori, venuto
a vendere il lino della Nuova Zelanda, perch insegnasse
la sua lingua a lui e al signor Bone. Ben presto il signor Bone
cominci a spargere qua e l parole come tapu, waka, wahine, iti,
ihu, convinto di parlare correntemente quella lingua polinesiana.
Jinot apprese con sconforto che sarebbero andati in Nuova Zelanda
sulla stessa detestabile Doublemil con cui erano arrivati
dall'Inghilterra. A bordo c'erano alcuni maori, ai quali il signor
Bone si rivolgeva in quella che immaginava fosse la loro
lingua. L'energico signor Rainburrow ebbe pi fortuna, e cominci
a fare proseliti ogni volta che vedeva qualche maori
fissare il mare. Jinot si accorse con stupore che lo ascoltavano
interessati e gli rivolgevano domande. Quanto a lui, gli indigeni
lo classificarono subito come un umile servitore del signor Bone e lo ignorarono.
Risalirono un fiume dalle rive disboscate e scavate dall'erosione,
fino a raggiungere un operoso insediamento. L'edificio
principale sorgeva vicino al molo, l'enorme whare hoka di un
mercante. Accanto a quel magazzino c'era un negozio di forniture
navali, con una vecchia ancora a mo' di insegna. C'erano
anche due baracche pencolanti, e sulla pi grande era appeso
un cartello che diceva NEW ZEALAND COMPANY. Le case
dei mercanti pakeha e dei funzionari governativi erano schierate
lungo le strade che terrazzavano la collina. Dietro un paravento
di alberi lontani c'era il villaggio maori - pa - cinto da una
staccionata; pi in l si profilava uno straordinario groviglio di
felci, alberi, rampicanti e fragranze esotiche, un mondo fresco.
Un interprete sar subito da voi, signor Bone. Dovete scusarmi,
vado a vedere il luogo scelto per la nostra missione disse il signor Rainburrow.
Il signor Bone e Jinot aspettarono l'interprete, lo scozzese
John Grapple, che videro scendere lungo il ripido sentiero.
Grapple camminava con cautela, e Jinot pens che temesse di
cadere su quella strada scoscesa. Li raggiunse nello stesso momento
in cui una canoa maori approd sulla spiaggia e un indigeno
muscoloso salt fuori e si avvi verso di loro. Si incontrarono
sotto un folto di alberi.
Allora disse Grapple, un uomo con il naso rosso in un volto
paonazzo. Il capo non parla inglese, perci tradurr per voi.
Nell'istante in cui il signor Bone sent la sua erre arrotata scozzese
lo prese in simpatia, e i due parlarono per un quarto d'ora
in cerca di qualche remota parentela prima di rivolgersi al
maori, che aspettava con le grosse braccia incrociate sul petto.
Il signor Bone esib alcune delle sue parole maori, e sorprendentemente
quell'uomo, con la faccia bruna coperta da una mappa
di tatuaggi ondulati e puntiformi e il corpo rivestito da un
sinuoso mantello di lino che gli solleticava le caviglie, cap alcune
delle sue frasi zoppicanti. Da principio sembr che i due
si piacessero. Il capo si domandava se il signor Bone fosse venuto
per comprare del lino. No? Pelli di foca? No? Alberature?
No? Cosa, allora?
Il signor Bone, mettendo da parte il suo vocabolario limitato,
si affid alla traduzione di John Grapple mentre cercava di
descrivere la manifattura di asce e il suo progetto per una fabbrica.
Con un bastoncino disegn sul terreno delle figure che
rappresentavano un'ascia sulla fucina e un incombente maglio
meccanico. Per spiegarsi meglio tir fuori un'ascia modello
Penobscot che teneva nella borsa da viaggio e la porse al capo.
Il capo sgran gli occhi per il piacere mentre valutava la qualit
e la bellezza dell'ascia. Troppo tardi il signor Bone si rese
conto che aveva scambiato quella dimostrazione per un regalo.
Be', non importa, ne ho altre mormor fra s.
Hai altre? chiese il capo in un inglese corretto quanto
inaspettato.
Lasciate che mi congratuli per la vostra istantanea padronanza
della nostra lingua. Quanto alle asce, s, ne ho altre, ma
solo da mostrare. Spero di fabbricarle qui non appena scopriremo
una buona fonte di ferro in Nuova Zelanda. Possiedo una
fabbrica di asce negli Stati Uniti. Spero di costruirne una qui.
Intorno a loro si era radunata una folla, e tutti allungavano il
collo per vedere l'ascia.
Che gli prende a questa gente? chiese sottovoce il signor
Bone a John Grapple. Si direbbe che non abbiano mai visto
un'ascia in vita loro.
Credo che sia proprio cos rispose Grapple.
Il capo sorrise soddisfatto.
Oh, amico mio disse al signor Bone. Questo  bene. Bene,
bene. Vieni con me. Vogliamo fare poivhiri e banchetto hakari
per te e tuo whekere aggiunse, lanciando un'occhiata a Jinot.
Signore sussurr quello, secondo me  convinto che la
fabbrica sono io. Vede la fabbrica come una specie di servo. O
di schiavo. Perch immaginava che tra i maori fosse diffusa la schiavit.
Oh, che sciocchezze! Voi non capite la situazione, signor
Jinot Sel. Lui  completamente d'accordo con me. Capisce tutto.
Il signor Bone, com'era sua abitudine, estrasse dalla tasca
l'orologio a ripetizione. Prima che completasse il movimento,
tutti gli spettatori trattennero il respiro all'unisono e
indietreggiarono con aria terrorizzata, mormorando la parola
atua. Il signor Bone guard John Grapple in cerca di una spiegazione.
Uhm uhm fece Grapple con una smorfia, accantonando
la parlata scozzese in favore di un inglese pi semplice. Credono
che il vostro orologio sia un demone, dicono che sentono
battere il suo cuore. Il signor Bone sorrise per quelle congetture
cos ingenue, e aliment la tensione premendo il pulsante
che azionava la suoneria. Dall'orologio usc un sommesso
ding-ding. Un uomo tra la folla url qualcosa.
Cos'ha detto? chiese il signor Bone.
Ha detto che il demone vuole scappare dalla prigione rispose
Grapple. Vi consiglio di mettere via l'orologio, signore,
perch i maori potrebbero reagire in modo inconsulto. Qualche
anno fa una baleniera si  fermata qui per rifornirsi di acqua e
caricare alberature. Quel pasticcione del capitano  riuscito a
far cadere il suo orologio nel porto, e nelle settimane successive
una serie di disgrazie e malattie mortali si  abbattuta sulla
popolazione, che ha dato la colpa allo spirito maligno annidato
in fondo al porto.
Ma il signor Bone decise di dimostrare il suo potere di uomo
bianco. Si accigli, scosse l'orologio e poi gli parl in tono brusco,
come a un bambino disobbediente, prima di rimetterselo
in tasca, dove ancora una volta sembr chiedere impetuosamente
al suo padrone di essere liberato. La folla trasal e fece
un altro passo indietro.
Quando il signor Bone gli domand sottovoce come mai il
capo parlasse inglese, Grapple rispose che probabilmente aveva
fatto il marinaio su una baleniera o una fochiera americana,
e il suo carattere furtivo lo aveva spinto a tenerlo nascosto per
ottenere vantaggi. Il signor Bone sorrise al capo, osservandone
bene i tatuaggi per poterlo riconoscere in futuro.
Allora, signore disse, qual  la vostra attivit principale, la pesca o la guerra?
A volte pesca, a volte guerra.
Ah. E cosa pensate che faccia io, nella vita?
Viaggi?
Il signor Bone parlava lentamente e ad alta voce come si fa con
gli stranieri, anche per sovrastare i versi assordanti degli uccelli.
No, viaggio di rado. Vivo in America e, come ho detto, fabbrico
le migliori asce. Come quella. Indic il modello Penobscot
che il capo teneva ancora in mano. Il signor Bone tese la mano
e agit le dita in un cenno invitante, per indicare che la rivoleva
indietro. Il maori lo guard, si rabbui e corse via con l'ascia.
Tornate qui! grid il signor Bone. Mascalzone! Riportatemela
subito. Ma l'uomo era sparito tra le felci.
Siete avventato, signor Bone disse John Grapple. Gli arnesi
di metallo sono molto preziosi, qui. Sorrise e poi disse mellifluo,
lasciando riemergere l'accento scozzese: Crede che gliel'abbiate
regalata. Perch non venite a casa mia a bere un goccetto e scambiare
due parole? Allontaniamoci da questi chiacchieroni litigiosi.
In effetti, gli uccelli erano veementi nelle loro declamazioni.
La capanna dove Jinot e il signor Bone mangiavano e dormivano
si trovava in una delle enclave istituite dai missionari.
Sui muri esterni crescevano le zucche a fiasco, e fra i viticci
che strisciavano verso il tetto si muovevano frusciando i naultini a caccia di insetti.
Ci trasferiremo quando sar pronta la missione
del signor Rainburrow, oppure quando trover un posto
per la fabbrica e costruir i primi alloggi. Ma per il momento
dobbiamo accettare questa piccola dpendance sotto gli alberi
come nostra residenza temporanea disse il signor Bone.
Ho sentito pronunciare il mio nome? grid il missionario,
mentre entrava nella capanna in penombra sorridendo e canticchiando
un inno. Sono molto soddisfatto del luogo dove
sorger la missione.  un modesto promontorio affacciato sul
porto, attraversato da un vivace torrente di acqua deliziosa.
Abbiamo gi cominciato a costruire. Prima che mi allontanassi,
una cinquantina di maori stavano tagliando grossi pali che
poi legheranno insieme con dei viticci, una tecnica di costruzione curiosa ma efficace.
Alla fine della seconda settimana il missionario entr in societ
con Orion Palmer, un mercante del Maine che era arrivato
in Nuova Zelanda anni prima a bordo di una fochiera e non
aveva intenzione di tornare nelle terre dei pini, dove gli alberi
scoppiavano per il freddo delle notti invernali.
Jinot si svegli prima dell'alba al suono di cinguettii intrecciati,
note ossessive simili a musica d'organo, lente e ponderate
come se l'uccello stesse riflettendo sulla composizione. Note
basse e armonici sembravano esprimere tristezza e rassegnazione.
Un uccello lontano rispose dal folto della foresta, e le
voci gravi si allacciarono insieme. Jinot si guard intorno per
scorgere il pennuto che emetteva un canto cos toccante. E lo
vide, un grande uccello grigiazzurro che apriva e chiudeva
le ali e allargava la coda. Aveva una maschera nera, e sotto il
mento gli penzolavano due bargigli azzurri. L'uccello inarc
il collo, apr il forte becco ricurvo e lanci un richiamo prolungato:
... ing... ong... ang... ang... cleetl... ing.
Jinot, uscito dalla capanna, sal in cima al crinale, attraversando
una foresta cos diversa da quelle che conosceva - le
foreste di pini del Maine, del Nuovo Brunswick, dell'Ontario
- che non avrebbe mai potuto immaginarla. Percepiva l'antichit
di quel luogo, ma non poteva sapere che stava camminando
nella pi vecchia foresta vivente del pianeta, parte di
un mondo mai scavato dai ghiacciai, mai devastato da mammiferi
al pascolo. Con la bruttezza industriale di Londra ancora
fresca nella memoria, la bellezza della Nuova Zelanda
lo commosse profondamente. Era un mondo fresco, pulsante
di vita e colori, con gli alberi che grondavano rampicanti,
piante epifite e fiori scarlatti, con i profumi inebrianti che traboccavano
da cascate di minuscole orchidee, i viticci che saldavano
insieme la foresta, i rossi fiori lanuginosi dei rata: un
luogo che l'isolamento nascondeva dal mondo volgare. Aveva
la sensazione di non dover essere l; forse era uno dei posti
tapu su cui avevano scherzato i missionari. Il terreno era intersecato
da forre boscose, in fondo alle quali scorrevano limpidi
torrenti. Rivoli d'acqua serpeggiavano fra le radici degli alberi.
Gli uccelli si ammassavano sui rami come frutti, facendo
fremere le chiome con i loro movimenti. Jinot sarebbe arrivato
a conoscere molti di quegli uccelli e degli alberi: totara, faggio,
kahikatea, rimu, matai e miro, manuka e kanuka, il grande
kauri e le palme nikau. Quando raggiunse un boschetto
solitario di kauri, con i grandi tronchi grigi simili a gigantesche
zampe di elefante, Jinot tocc la corteccia, alz lo sguardo
verso i rami raggruppati in cima ai tronchi lisci e smisurati.
Gli sembr di sentire l'albero trasalire e ritrasse la mano.
Nel suo desiderio di vedere ogni parte di quella nuova foresta,
usc dal sentiero e scese dentro una forra. Il suo sogno
si mut in incubo quando, ignaro, tocc una foglia luccicante
e ricevette una scossa dolorosissima. Guardando pi da vicino
le foglie di quell'alberello urticante, vide dei peli argentei.
Ahim, non era un vero paradiso. E c'erano anche le zanzare.
All'improvviso venne travolto da un'ondata di ansia e sent
che doveva uscire subito dalla forra. Gli si impigliarono i piedi
nei rampicanti e nelle ruvide liane, nel labirinto di viticci.
Straordinari miscugli di piante, erbe, rampicanti, alberi e cespugli
si ammassavano in enormi grovigli. I suoi vestiti, deteriorati
dalla lunga esposizione al sole e alla salsedine, cominciarono
a lacerarsi mentre risaliva, sperando di ritrovare
il sentiero, scivolando sul pendio fangoso, con i pantaloni ridotti a brandelli dall'erba tagliente.
Sopra di lui, in cima alla forra, c'era un vecchio campo di
kumara che negli ultimi anni era regredito a felceto. Otto o dieci
donne e ragazze, messi da parte i bastoni ko, si stavano riposando
in una pausa della raccolta di aruhe, radici di felce grosse
e pesanti, spesso lunghe dieci o dodici pollici, che venivano
accatastate in grandi mucchi. Cos' questo rumore? chiese
una bambina piegando la testa, attenta a qualunque cosa fuori
dall'ordinario. Le donne si misero in ascolto; s, rami spezzati
e slittamenti sul suolo scivoloso, qualcosa che si dimenava
nella forra sottostante. Si rialzarono trepidanti, pronte a scappare.
Il rumore si avvicin, e poi una creatura spaventosa super
l'orlo della forra e corse dritto verso di loro.
Jinot, tutto macchiato di fango, si arrampic fuori dalla forra
grattandosi e ansimando. Aveva i vestiti insanguinati e sbrindellati,
i capelli madidi di sudore. Si rallegr nel vedere le donne
circondate dai mucchi di radici di felce. Non riusc a resistere.
Alle ragazze era sempre piaciuta la sua compagnia. Ma questa
volta, mentre correva verso di loro sorridendo e tendendo le
braccia, aspettandosi di venire accolto, le vide fuggire in preda
a un terrore indicibile, alcune urlando di paura. Grid loro:
Tornate indietro, non voglio farvi del male!. Erano gi sparite.
E in quel momento il vecchio Jinot allegro e sorridente svan,
lasciando il posto a un uomo invecchiato che aveva conosciuto
sofferenze e difficolt, e adesso anche il dolore del rifiuto.
Il signor Bone aveva steso a terra una stuoia e ci si era seduto sopra
a gambe incrociate, a bere t e mangiare frutta e patate dolci
al forno. Jinot ricambi il suo saluto con un brontolio stizzito.
Vorrei che avessimo avuto l'accortezza di portare qualche
sacco di caff. Il t va bene, ma non  caff. Jinot non disse nulla,
ma sapeva che il "cugino" scozzese del signor Bone, John
Grapple, aveva una provvista di caff. L'aveva fiutato sul sentiero
della foresta che passava dietro le case dei pakeha.
Alcuni giorni dopo, mentre Jinot rammendava i vestiti strappati
con un ago preso in prestito e il signor Bone scarabocchiava
sul suo Quaderno delle Idee, riapparve il capo dal mantello di lino multicolore.
Oh, signor capitano, signore disse in tono mellifluo, hai molte asce?
Ne ho cinquanta dentro una cassa rispose il signor Bone,
mettendo gi la penna e indicando verso la capanna dove si
trovava la cassa, solo a scopo dimostrativo. Come vi ho spiegato,
spero di impiantare una fabbrica di asce da queste parti. Spero
di insegnare ai maori come si fabbricano asce di qualit. Mi
sembra che qui ce ne sia un gran bisogno.
Vuoi vedere buon posto per whekere? Tu segui me. Gesticol
verso un sentiero che si addentrava obliquo nel sottobosco.
C' un ruscello di acqua corrente?
Oh s. Troppo di acqua.
Il signor Bone sorrise, si volt verso Jinot e disse: Visto, 
stato facilissimo interessare quest'uomo alla mia idea. Sono
certo che conosce un buon terreno per la fabbrica.
Signor Bone, non  possibile. Il mercante dice che non c'
traccia di ferro in tutto il paese e ride di voi. Non potete fabbricare
asce senza metallo.
Credo di sapere meglio di voi cosa posso e non posso fare,
signor Jinot Sel. Non si pu dire che non c' ferro, ma solo che
non  stato ancora trovato. Fuori dalla capanna, il maori ammantato
camminava all'indietro lungo il sentiero, facendogli cenno di seguirlo.
Io non andrei con lui disse Jinot a bassa voce. Potrebbe
avere cattive intenzioni.
Sciocchezze! Non mi succeder niente.  un amico. Per essere
un selvaggio siete timoroso, signor Jinot Sel. E non capite
questa gente, proprio come non capite come stabilirvi in un
posto nuovo ribatt il signor Bone, il quale aveva sentito che
le donne erano fuggite dall'orribile straniero uscito barcollando
dalla forra. Tutta l'enclave missionaria ne parlava. Ecco
perch i bianchi hanno successo. Sanno comandare. Quell'uomo
sar la mia prima recluta. Fra un anno azioner il maglio.
Mi dispiace dovervi dire che dopo tanti anni mi avete amaramente
deluso. Il signor Bone usc dalla capanna e segu la sua
impaziente guida lungo il sentiero.
Dopo poco pi di un miglio il sentiero sbiad e scomparve, ma
il capo procedette, seguendo una traccia (invisibile al signor
Bone) segnata da felci ponga con il lato argenteo girato all'ins.
Altri due maori si accodarono all'imprenditore, il quale era
cos assorto a guardare gli imponenti tronchi che non se ne accorse.
Alberi enormi, enormi, giganti della terra, colonne grigio
chiaro larghe quanto una casa europea. Chi poteva credere
a tanta immensit? Era possibile che un'ascia potesse abbattere
degli alberi cos smisurati? Potevano essere...?
Profondamente colpito, il signor Bone grid al capo: Ditemi, questi sono alberi kauri?.
Kauri disse l'uomo, girandosi a lanciare un'occhiata a uno
dei due uomini che li seguivano. Ma il signor Bone era cos
sbalordito da quegli alberi impossibili che non si accorse della
mazza che gli sfond il cranio. Il suo ultimo pensiero frantumato
fu che un grande kauri gli era caduto addosso.
Svelto! disse il capo a uno dei suoi compagni, estraendo un
coltello di ossidiana dalla lama affilata. Corri indietro a prendere
le asce. Poi torna qui ad aiutarmi a trasportare la carne.
Prima di recidere gli arti tolse con cautela l'orologio Quare dalla
tasca del signor Bone. Il cuore del demonio pulsava, pulsava!
Sappiamo cosa fare con te disse il capo, collocando l'oggetto
malefico sopra una grande foglia e coprendolo con un'altra
foglia magica mentre procedeva con lo smembramento. Aveva
detto il vero, perch quella notte gett l'orologio nel fuoco,
e tutta l'adunanza satolla assistette soddisfatta mentre il
demone tendeva urlando le sue braccine metalliche e moriva.
Due giorni dopo Jinot era un po' inquieto per il mancato ritorno
del signor Bone, ma il vecchio testardo aveva fatto quel
che voleva, come sempre, e probabilmente avrebbe ottenuto
qualcosa da quella spedizione. Era sicuramente in cerca di ferro.
Jinot, suo prigioniero, voleva trovare una nave diretta a Boston
e pagarsi il passaggio lavorando, anche se non conosceva
il mestiere di marinaio. Avrebbe mollato il signor Bone, perch
sapeva che una fabbrica di asce nel mare del Sud era un
sogno irrealizzabile; tutti gli avevano detto che in Nuova Zelanda
non c'era ferro: minatori ed esploratori in abbondanza,
ma nessuna miniera. E anche se ci fossero state grandi miniere,
lui aveva finito di fabbricare asce. Voleva solo tornare a quel
che era rimasto dei luoghi che conosceva. La selvaggia foresta
neozelandese lo aveva colpito in maniera incomprensibile, e
tuttavia lo respingeva con il suo impetuoso groviglio di esuberanza
vegetale, la sua estraneit e la sua antica indifferenza.
Per fuggire doveva prima arrivare a Port Jackson, a meno
che una baleniera americana non avesse attraccato al porto di
Hokianga. Il signor Bone non poteva trattenerlo. Sarebbe partito
con o senza di lui. Stava progettando la fuga quando il signor
Rainburrow entr nella capanna a passo di carica, con il
respiro pesante e gli occhi stretti come fessure.
Dov' il signor Bone? strill con voce acuta, e Jinot vide
alcune persone ferme davanti alla capanna ad ascoltare e osservare.
Non lo so.  partito qualche giorno fa con un indigeno che
indossava un mantello d'erba. Ignorando i miei consigli.
I vostri consigli! Chi siete voi, un servo, per dare consigli
al signor Bone! Con quale indigeno  andato?
Non lo so, signore, so solo che era un indigeno, molto tatuato, con un mantello.
Mi permetto di informarvi, signore disse il missionario
con voce sprezzante, che c' molta apprensione sulla sua sorte.
Si pensa che qualcuno gli abbia fatto del male, e il sospettato
non  un misterioso indigeno con un mantello d'erba, bens
voi, il suo servo che si aggirava nelle forre dei dintorni per capire
come sbarazzarsi del cadavere del padrone.
Falso! disse Jinot. Chiedetelo al signor Grapple. Lui conosce
l'indigeno e lo ha presentato al signor Bone.
Che peccato. John Grapple  andato a Port Jackson per affari
e torner fra un mese. Non lascerete questa capanna fino
al suo ritorno. Far in modo che vi venga portato da mangiare,
ma voi, Sel, siete nostro prigioniero finch le vostre affermazioni
non saranno verificate. Metteremo delle guardie per
impedirvi di scappare.
Tornato alla missione, il signor Rainburrow mise dell'inchiostro
fresco nel calamaio, scelse un pennino d'acciaio e compose una lettera.
Dal Reverendo Rainburrow al Signor Joseph Dogg,
Bone Ax Company, Massachusetts
Signore,
sono spinto a scrivervi dalle circostanze riguardanti il vostro
principale, il signor Albert Bone, con il quale ho avuto il piacere
di viaggiare negli ultimi otto mesi. Siamo legati da una grande
stima reciproca, anzi, potrei dire che siamo diventati buoni amici.
Negli ultimi giorni  sorta una circostanza preoccupante che
sento di dovervi comunicare. Il signor Bone era in compagnia
del suo servo, Jinot Sel, un uomo di pelle scura assai propenso a
esplorare la foresta, che ha spaventato alcune indigene spuntando
all'improvviso da dietro un cespuglio e mettendosi a gridare. Ho
il timore che le sue scorribande nella foresta avessero una ragione
sinistra. Il signor Bone  scomparso dalla nostra enclave tre giorni
fa, e da allora non  stato pi visto. Poco fa ho chiesto al signor
Sel dove fosse andato. Lui sostiene che il suo principale si sia
allontanato insieme a un indigeno che indossava un mantello
d'erba. Poich molti qui indossano mantelli d'erba,  impossibile
verificare questa affermazione se non tramite un testimone, il
nostro stimato interprete John Grapple, che purtroppo  in viaggio
d'affari da alcune settimane e dunque non pu confermare le
dichiarazioni di Sel. Mi sono preso la libert di confinare Sel
nel suo alloggio fino al ritorno del signor Grapple, quando potremo
scoprire la verit. Ho anche preso in custodia la cassetta con il
denaro del signor Bone, poich sospetto che sia il motivo della
sua scomparsa e delle scorribande di Sel fra gli alberi. La sua
dichiarazione che il signor Bone gli doveva del denaro avvalora i miei sospetti.
Se fosse successo qualcosa al signor Bone, vi assicuro che
posso agire per suo conto, come amico e consigliere spirituale.
Ho molta autorit in questo paese, e posso provvedere affinch i
suoi beni vengano rimandati a Boston e il servo Sel sia affidato
alla giustizia britannica, poich la Nuova Zelanda  stata
recentemente annessa dalla Madrepatria. Posso occuparmi di
ogni eventuale questione legale. A quanto mi risulta non ha
redatto alcun testamento mentre si trovava nella colonia, ma
forse voi saprete meglio di me se un tale documento esiste.
Vi informer immediatamente se dovessimo scoprire qualcosa di pi.
Con i miei ossequi,
Reverendo Edward Torrents Rainburrow,
Missionario della Chiesa, Nuova Zelanda
Per Jinot, confinato nella capanna, le giornate passavano lente.
La moglie di un missionario gli portava patate dolci al forno
e pesce. Non gli parlava mai, e fuggiva se Jinot le rivolgeva
una domanda. Lui rifletteva spesso sul fatto che l, in Nuova
Zelanda, le donne scappavano via, lo evitavano. Le quattro
possenti guardie maori ciondolavano intorno alla capanna in
attesa della sua fuga, due di loro incidendo pietre verde scuro,
gli altri due chiacchierando e ridendo. Certi giorni Jinot stava
in piedi sulla soglia, altri sedeva sulla veranda ad ascoltare il
kokako, ma sempre con lo sguardo rivolto al porto. Dalla soglia
vedeva un affioramento roccioso poco lontano, coronato
da mezza dozzina di vecchi alberi pohutukawa che incendiavano
il mondo con i loro fiori color cremisi. Avrebbe preferito
vedere una nave. Se fosse arrivata una nave americana, avrebbe
rischiato il tutto per tutto pur di raggiungerla. Ma l facevano
scalo sono navi inglesi, per caricare alberature di kauri.
Ogni giorno Jinot scrutava il mare al di l dei pohutukawa,
in cerca di bastimenti. Un mattino vide che l'albero in fondo,
il pi vecchio, era stato abbattuto. Mentre guardava scorse il
luccichio di un'ascia e due uomini bianchi che attaccavano gli
alberi. Ciascuno di essi, cadendo, emanava uno sbuffo di fiori
rossi, come un'esclamazione. Verso sera erano caduti tutti,
e Jinot non guard pi in quella direzione.
Pass pi di un mese prima che Grapple tornasse alla sua
casa in cima alla collina, seguito quasi immediatamente da alcuni
missionari. Un quarto d'ora dopo, i reverendi ridiscesero
il pendio ripido e scivoloso. Ma solo al crepuscolo il signor
Rainburrow e il suo compare, Boxali, andarono alla dpendance,
entrambi con aria ostile.
 mio dovere dirvi che John Grapple  tornato da Port Jackson.
Ha confermato la vostra storia dell'indigeno con il mantello
d'erba, ma dice di non conoscerlo.  un capo proveniente
da un'altra zona, che aveva sentito parlare del signor Bone
e voleva incontrarlo. Poteva trattarsi di uno dei rari maori cattivi.
 impossibile saperlo, perch qui nessuno sa come si chiami e dove viva.
Boxali si affrett a dire: Quindi non c' motivo di trattenervi.
Potete andare.
Molto bene disse Jinot Sel. Vorrei tornare al mio paese.
Vi chiedo di prelevare i soldi che mi spettano dalla cassetta del
signor Bone. Non mi ha pi pagato da quando siamo partiti
da Boston, pi di un anno fa.
Il signor Rainburrow dimen le spalle come se avesse la giacca
fuori posto. Si guard intorno nella capanna come se cercasse
la cassetta. Signore, voi saprete che io... noi... non possiamo
fare una cosa del genere. I soldi del forziere appartengono al
signor Bone, e se lui non ritorna andranno agli eredi e ai familiari...
dubito che voi siate fra questi. In ogni caso la prender
in custodia, perch non siate tentato di attingervi.
Ma non ho i soldi per la traversata.
Vi suggerisco di riprendere in mano l'ascia. Il signor Bone
diceva che un tempo eravate un bravo boscaiolo. Potrete guadagnarvi
il denaro per tornare da dove siete venuto. E per dimostrare
che non c' nessun rancore vi dir che, dopo aver discusso
con il signor Palmer, ho scoperto che c' lavoro per voi
come taglialegna. Il signor Palmer possiede diverse stazioni costiere
con annessi campi di disboscamento nella selva di kauri.
Partirete domani.
S, sembrava proprio che fosse l'unico modo per mettere da
parte i soldi del biglietto; ormai Jinot era vecchio, ma la gamba
malandata era migliorata con gli anni, e sentiva di poter brandire
un'ascia. Cos'altro poteva fare? Almeno si sarebbe allontanato
da quell'orda di missionari e dai loro ukase.
...
.
...
Capitolo 53. NEL BUSH.
...
.
...
Alla stazione costiera Bunder, Jinot rimase turbato nel vedere
alcuni maori che vendevano come oggetti curiosi teste di
nemici tatuate a marinai bianchi entusiasti. D'un tratto pens
a Kuntaw, a come avrebbe riso di quel macabro spettacolo:
Kuntaw rideva sempre delle cose orribili come se non fossero
niente di speciale. Jinot si allontan, per paura di scorgere la
vecchia testa grigia del signor Bone fra gli articoli in vendita.
Entr nel whare hoka del mercante per vedere l'esposizione di
merci: sgargianti pezze di cotone, flauti di legno, tamburelli,
bottoni e rocchetti di filo in dodici colori magici. Quello era
il posto dove trovare preziosi aghi, scegliere tra un assortimento
di cappelli, e s, comprare asce di scarsa qualit. I maori entravano
timidamente per la prima volta e si fermavano al centro
del whare hoka, poi ruotavano su se stessi piano piano per vedere
tutto, abbagliati e indotti a desiderare molti strani oggetti
di uso sconosciuto. Mentre era imprigionato nella capanna,
Jinot aveva sentito dire dai missionari che i mercanti di Sydney
stavano riempiendo di stazioni costiere tutti i buoni porti
della Northland, nel Nokianga, nel Coromandel, dovunque vi
fossero acque profonde e legname accessibile. "Aprire il paese", dicevano con approvazione.
Le stazioni, a miglia di distanza l'una dall'altra, non erano
solo campi di disboscamento, ma anche luoghi di smercio
del lino, delle alberature e del legname. Diverse attivit -
forniture navali, magazzini, segherie e piccoli cantieri - attiravano
gli europei. Prendevano il meglio della foresta costiera e
poi si spostavano altrove, lasciandosi dietro ceppi fumanti e
mucchi di rifiuti alti come un uomo. Il violento assalto si rivolse
da principio contro i kahikatea, poi contro i kauri. In alcuni
posti si poteva camminare per giorni sugli alberi abbattuti
che ricoprivano il terreno. Poi quella grande massa venne
data alle fiamme, il modo pi rapido per disboscare, eliminando
sottobosco, rampicanti, uccelli, insetti, frutti, pipistrelli, epifite,
ramoscelli, felci e lettiera forestale. I nuovi arrivati non si
preoccupavano di capire quel paese strano e nuovo, gli bastava
arraffare ogni cosa di valore. Sapevano solo quello che sapevano.
La foresta era l per loro.
Il mercante Palmer aveva due campi di disboscamento, Little
Yam e Big Yam, che prendevano il nome da due vicine piantagioni
maori di patate dolci. Molti dei suoi campi e magazzini
sorgevano su terre un tempo appartenute al clan di sua moglie.
Intelligente e scaltro, parlatore sciolto e persuasivo, Palmer
spostava le persone a suo vantaggio come un cuoco sposta i pezzi di carne nella padella.
Jinot non aveva mai visto un campo, temporaneo o stabile
che fosse, sgangherato e disorganizzato come il Little Yam.
Gli alloggi che passavano per dormitorio non erano che tende
sostenute da una trave e chiuse da un lembo di stoffa, ricoperte
da grandi ammassi pelosi di foglie di palma nikau, la palma cavolo.
Quasi tutti i bambini di razza mista che Jinot vedeva in Nuova
Zelanda assomigliavano a Waddy Baker, il boss del bush
con la carnagione scura, gli occhi chiari e le orecchie a sventola,
svelto di mano sia nell'afferrare qualcosa sia nel colpire
qualcuno con il suo wadi. Al Little Yam la squadra del bush era
piccola, non pi di venti taglialegna: ex marinai, ex carcerati,
irlandesi, coloni britannici, maori. La met di loro non aveva mai lavorato nei boschi.
Il pasto serale consisteva in uno stufato di "Capitano Cooker",
con i discendenti dei maiali portati sull'isola da Cook, e in una
pagnotta per ciascuno. Jinot sperava di trovare un compagno
che conoscesse il mestiere, e anche, con un po' di fortuna, che
sapesse tagliare i grandi kauri, perch riconosceva che per abbattere
quei giganti non bastava saper brandire un'ascia. Gli
alberi giovani che avrebbero tagliato per primi erano facili,
ma non riusciva a immaginare come avrebbero potuto anche
solo scalfire la circonferenza dei giganti dalla corteccia grigia.
Erano troppo imponenti. Jinot aveva sentito che i maori li abbattevano
praticando un taglio nel tronco e poi accendendovi
dentro un fuoco che penetrava nell'albero. Era un metodo inefficace,
perch il fuoco induriva il legno e nessuna sega riusciva
pi a tagliarlo. Quanto al trasporto dei tronchi dalle segherie
alla costa, sperava che ci fosse un modo migliore di quello
che aveva visto dalla soglia della capanna in cui i missionari lo avevano imprigionato.
Un mattino, mentre fumava la pipa e osservava un piccolo
branco di balene che soffiavano in mare aperto, Jinot aveva udito
un lontano canto cadenzato, un canto a botta e risposta simile
a quelli usati dai marinai quando salpavano l'ancora. Dalla
foresta erano usciti almeno ottanta maori, tirando una gomena
legata intorno a un immenso albero di nave ricavato da un
kauri. Un muscoloso capotrib stava in piedi sul tronco decorato
con fiori e penne, ed era lui a intonare il canto di esortazione,
mentre gli uomini respiravano a fondo, aprivano la bocca
e a ogni strattone lanciavano un grido di risposta. Il grande
albero avanzava di pochi pollici sulla pista di rulli. Ogni volta
che gli uomini rispondevano al richiamo del capo, il gigantesco
albero si avvicinava un po' di pi alla nave.
Un giorno Jinot lavor con un mezzo maori di nome Arana
Palmer, che parlava inglese con un accento simile a quello del
Maine, a lui ben noto. Arana, un ventenne robusto, gli disse:
Lavoro con kauri da quando ero piccolo. Quando Jinot disse
che veniva dalla zona del Penobscot, nel Maine, il ragazzo
scoppi a ridere. Orion Palmer, il mercante,  mio padre. Venuto
qui dal Maine tanti anni fa per le foche. Allora non c'era
molti pakeha. Cos io dico che sono un po' del Maine. Ogni tanto
lui parla della sua vita laggi. Qualche volta vieni a parlare
con lui. Gli piace parlare del Maine, va gi alle navi e dice:
"C' qualcuno del Maine?". Qualche volta c', e allora resta
in piedi tutta la notte a scolare rum e parlare, parlare, parlare, ciucco tradito.
Erano anni che Jinot non sentiva dire ciucco tradito, e fu contento
di sentirlo in quel momento, nell'accento ereditario di
Arana. Il ragazzo gli insegn a riempire un grande sacco di felci
per ricavarne un materasso. Meglio ancora, gli spieg il suo
nuovo compagno, sarebbe stato trovare della lana di pecora:
non c'era niente di pi comodo. Decisero di lavorare insieme
e condividere una tenda. Prima di addormentarsi, Jinot pregust
il momento in cui avrebbe sostituito le felci con la lana.
Era molto cambiato dall'ultima volta che aveva abbattuto un
albero. Al mattino la gamba malandata lo sosteneva, ma alla
fine della giornata di lavoro gli bruciava in modo insopportabile,
e riusciva a malapena a reggere il suo peso. Era troppo vecchio per fare il boscaiolo.
Cos'hai alla gamba? chiese Arana, e Jinot gli raccont
dell'incendio sul Miramichi che per poco non lo aveva ucciso,
e che si era portato via suo fratello Amboise. Era un grande
sollievo poter conversare con qualcuno che gli piaceva. Era
da tantissimo tempo che non provava pi le gioie dell'amicizia.
And con Arana a conoscere suo padre, Orion Palmer, il
mercante del Maine. Il vecchio furfante canuto si lanci in un
profluvio di reminiscenze sulla sua giovent nel Maine, e in
una lunga e complicata storia sul perch non poteva pi tornarci,
qualcosa che aveva a che fare con l'uccisione del cavallo di un ricco.
Abbattere un albero con la circonferenza di una chiesa di villaggio
era una fatica mostruosa. Gli uomini del bush provavano
in tutti i modi, assottigliando il tronco per settimane finch
non somigliava a una matita, vibrando fendenti fino a
quando poteva subentrare la sega. Oppure scavavano all'interno
dell'albero uno spazio abbastanza grande da consentire
di manovrare l'ascia: un enorme spreco di legname. Costruivano
piattaforme per elevarsi al di sopra del cumulo di detriti
alla base del tronco. Ci volevano settimane per tirare gi uno
di quei giganti. L'ascia da sola non bastava, e il mercante ordin
delle seghe da boscaiolo da dieci piedi, con doppi denti
a rastrello ogni quattro denti da taglio. Quando arrivarono le
seghe, i kauri cominciarono a venire gi a centinaia. Adesso
s che funziona disse Shuttercock, uno dei taglialegna. Sulla
costa vicino ai moli la rombante segheria a vapore di Palmer,
equipaggiata per lavorare i kauri, sputava fuori il legname
pi desiderabile del mondo, giorno dopo giorno. Centinaia di
maori trasportavano quegli enormi tronchi, trascinandoli lentamente
fuori dalle forre, spingendoli con cautela gi per il ripido
pendio sotto il crinale. Non potevano consegnarli abbastanza
in fretta da accontentare Palmer, che cominci a parlare
di far arrivare dei torelli dall'Australia. Il Queensland disse.
L si trovano le migliori bestie per il trasporto del legname.
Il sabato sera Arana andava a casa del padre per sostituire i sudici
abiti da lavoro con altri puliti, per sprofondare di nuovo
nel grande clan familiare di sua madre e mangiare i suoi piatti
preferiti, per tornare a essere maori. Jinot rimaneva al campo,
dove lavava e rammendava il suo unico indumento, un paio
di calzoni di tela strappati sul ginocchio.
Una domenica sera Arana port un manicaretto, un cesto di
anguille avvolte in foglie di lino verde e arrostite sulle braci.
Abbiamo lavorato tutto il giorno ad aggiustare le pescaie. I
coloni hanno tirato via tutti i pali di manuka che indicano alle
anguille l'entrata dell'hinaki. Tra un boccone e l'altro di quella
carne succulenta parlarono di pescaie, reti e nasse, e dei diversi
modi di costruire una buona pescaia. I mi'kmaq usano
le pietre di fiume disse Jinot, disponendo dei ciottoli sul terreno.
Bisogna stare molto attenti, perch il fiume le sposta.
Arana spieg come si potevano infilare rametti e felci tra i pali
di manuka per costruire una buona palizzata, e parl con eloquenza
dell'importanza di una forte e bella rete hinaki che rendesse onore alle anguille.
Per Jinot, abbattere il suo primo grande kauri fu doloroso. Dovette
sgomberare una montagna di detriti intorno all'albero con
ascia e roncola, zappa e gravina. Poi ci vollero tre giorni per
scavare una "stanza" abbastanza grande all'interno dell'albero,
in modo da poterci entrare e, accovacciato e contorto, roteare
l'ascia. Infine cominci il vero assalto. Per la prima ora se la
cav, ma la gamba gli faceva male, molto male. A mezzogiorno,
muovendosi come un granchio, si spost al margine del
buco per scendere a terra e bere un po' di t freddo. Non aveva
fame. Salt e sent qualcosa cedere nel ginocchio. Quando
cerc di mettersi eretto, la gamba malandata si pieg. Non riusc
a raddrizzarla e ricadde, picchiando il ginocchio contro la
punta della gravina. Arana lo vide a terra, gli corse accanto e
guard la macchia di sangue che si spandeva sui calzoni. Lo
sistemeremo disse, ti rimetteremo in piedi. Tagli un alberello
biforcuto e costru una stampella improvvisata, poi aiut
il ferito ad alzarsi. Jinot, stando in piedi perch non riusciva a
sedersi, bevve una tazza di t tiepido e si appoggi ansimando
al kauri mutilato. Mise la testa contro la corteccia grigia
del vecchio albero e mormor: Questa volta mi hai fregato.
Non puoi lavorare disse Arana, e lo aiut a tornare al dormitorio,
gli tolse i pantaloni e guard il ginocchio che stillava
ancora sangue dal taglio blu e gonfio. Il ginocchio appariva
stranamente piatto. Si fece dare dell'acqua dal cuoco, strapp
un brandello di stoffa dalla sua camicia di ricambio per pulire
la ferita e poi lasci l Jinot per tutto il pomeriggio, a rigirarsi
in cerca di una posizione che gli alleviasse il dolore.
Non c'era nessun medico. Quando si trattava di somministrare
cure o sepolture, ci pensava Palmer. Arana lo condusse
al dormitorio il giorno seguente, e il mercante guard il ginocchio
di Jinot, deformatosi quando il legamento si era strappato
e la rotula era risalita verso la coscia; la ferita provocata dalla
gravina era rossa e gonfia. Cristo disse. Meglio che resti
a letto. Gli uomini del Maine guariscono in fretta, perci staremo
a vedere. Not i fili grigi tra i capelli di Jinot: in Nuova
Zelanda era invecchiato. And personalmente al negozio
e compr due flaconi di medicinali a base di oppio: laudano
di Sydenham e polvere di Dover. Certo, non  pi di primo
pelo... alla sua et non  facile guarire. Mentre Palmer era via,
Arana pos la mano sulla guancia bollente di Jinot, si chin su
di lui e gli disse all'orecchio: Riposa, riposa.
Per una settimana Jinot scivol dentro e fuori da sogni deliranti,
mentre la ferita infetta si scatenava, galoppando a briglie
sciolte verso la vittoria. Rosso di febbre, ansimante, Jinot non
riconosceva pi Arana e chiamava Franceway. Arana e Palmer
osservarono la gamba, un'immane vescica nera. Arana sospir.
Arana e Shuttercock seppellirono Jinot vicino al fiume, ai
margini del campo di fieno dove avevano tagliato i giovani
kauri due anni prima. Prima che l'ultima badilata di terra cadesse
sulla tomba, cominci a piovere. Risalirono il ripido pendio
brullo sotto la pioggia in aumento, staccando zolle di terra
fangosa con i piedi. Era l'inizio di un tremendo temporale
che liber un'esorbitante fiumana d'acqua. I torrenti di montagna,
unitisi a quella massa d'acqua fuori controllo, scesero
a precipizio gi per le colline trasportando pietre, schegge di
kauri, tronchi, ghiaia, terra, la vecchia cucina da campo, e dissotterrarono
Jinot Sel, trascinando il suo cadavere nel Pacifico.
Il vecchio anno si concluse scosso da bufere di vento dopo un
inverno tempestoso, ma una fresca e tranquilla mattina di primavera
color pastello torn a rincuorare il signor Rainburrow
mentre respirava l'aria fragrante. Lasci la porta aperta, sperando
di non essere interrotto. Se avesse finito la corrispondenza
entro un'ora avrebbe avuto il pomeriggio libero per contare
le balle di lino nel suo deposito, ma prima di avere scritto
mezza pagina sent dei passi pesanti sul sentiero di terra battuta
e vide una figura profilarsi sulla soglia e poi entrare nello
studio assolato. Un'altra la segu. Il signor Rainburrow pens
che di rado aveva visto due ceffi pi brutti di quelli che lo stavano
fissando a braccia conserte. Uno era curvo e scuro di carnagione,
un gobbo invecchiato con due occhi di ossidiana in
una faccia piatta da indiano d'America. L'altro aveva tratti indiani
ancora pi marcati e un corpo asciutto. Le labbra chiuse
con forza mostravano che non gli andavano a genio n gli inglesi
n i missionari. Quella bocca serrata e le sopracciglia aggrottate
erano indizi di un'indole particolarmente ostile.
S? disse il missionario, nel tono brusco che usava per levarsi di torno gli scocciatori.
Joe Dogg disse il gobbo, estraendo dalla tasca e porgendo
al signor Rainburrow la sua lettera di qualche anno prima. Era
macchiata e lacera, con un angolo strappato. Sono il caposquadra
del signor Bone e il direttore provvisorio della fabbrica di
asce. Mi  arrivata la vostra lettera. Il signor Bone  tornato?
Le mie richieste di informazioni non hanno ottenuto risposta.
Oh, lui... no, lui... non  mai tornato. Siamo persuasi che
sia stato attirato in una trappola e ucciso da un maori fuorilegge...
siamo certi che il povero signor Bone  morto. Assolutamente certi.
Quali basi avete per tale certezza?
Be' esclam con furia il signor Rainburrow, be', perch
 noto ad alcuni - non sono autorizzato a dire chi - che  stato...
ucciso. Ucciso e probabilmente prosegu, abbassando la
voce, secondo le usanze di alcuni di questi pagani, mangiato.
Dogg fece una smorfia e scosse la testa come per allontanare
un'irritante ape del sudore. Cercheremo le prove della vostra
affermazione, signore. Le persone non "spariscono", le persone
non vengono "mangiate" come se niente fosse.
In Nuova Zelanda pu succedere. Il signor Bone era un uomo
testardo, e non ha esitato ad andare nella foresta con un indigeno
che non conosceva. L'astuzia fa parte della natura maori.
Vi chiedo di convocare queste persone che "sanno" disse
Joseph Dogg. Molto dipende dalla certezza della sua sorte. E
dov' il suo forziere, lo avete voi?
Lo tengo in un posto sicuro, nell'armadio della mia camera
da letto. Vado subito a prenderlo. Le sue parole inciamparono
l'una sull'altra, come una preghiera ripetuta troppo spesso.
L'indiano dalla faccia dura grid con rabbia, aprendo e chiudendo
i pugni: Dov' Jinot Sel? Voglio vedere Jinot.
Il signor Rainburrow, invece, voleva essere trasportato all'istante
su un'isola deserta. Se non avesse mai scritto quella lettera,
quegli uomini sarebbero rimasti per sempre nella loro maledetta terra di ribelli e arricchiti.
Lui...  morto anche lui.
Dogg il gobbo, che stava guardando il porto, si gir di scatto
e rugg come una tigre: Cosa! Jinot morto? Non  possibile.
Mai. Come? Quando?.
L'anno scorso, in, in... ho dimenticato il mese.
Come  morto? O  "scomparso" anche lui?
 morto di malattia. Di avvelenamento del sangue. Lavorava
nel bush e si  ferito un piede. O una gamba. Il suo amico,
Arana Palmer, era con lui e potr senz'altro riferirvi tutti i particolari.
Joseph Dogg disse a bassa voce: Forse non sapete che Jinot Sel
non era il "servo" del signor Bone come voi supponete,
ma era molto benvoluto da lui come amico e socio d'affari,
ed  a lui che il signor Bone ha lasciato tutti i suoi beni, compresa
la fabbrica di asce in Massachusetts. E se il signor Bone 
davvero morto, e se anche Jinot  morto, allora probabilmente
le propriet del signor Bone entreranno nell'asse ereditario di
Jinot e passeranno a suo figlio, Aaron. Io ho il compito di riferire
tutti i dettagli ad Aaron Sel, che non ha potuto intraprendere l'interminabile viaggio.
Anch'io sono un Sel disse l'indiano scuro. Etienne Sel,
zio di Jinot Sel, anche se lui era molto pi vecchio di me. Siamo
venuti a prenderlo per riportarlo nel suo paese. Se quello
che dite  vero, dobbiamo avere le sue ossa per restituirlo al luogo dove  nato.  importante.
Ignoro dove si trovi la sua tomba disse il signor Rainburrow,
scorgendo una via di fuga. Posso solo suggerirvi di cercare
Arana Palmer, uno dei figli del mercante locale, il signor
Orion Palmer. Era amico di Jinot Sel, e credo che sia stato lui a
seppellirlo, non so dove. Perci, signori, vi auguro buona giornata,
e buona fortuna per quello che state cercando di scoprire.
La cassetta dei soldi, signore disse Joseph Dogg. Prima
che ce ne andiamo la prender in consegna. Confido che
non abbiate utilizzato il suo contenuto. Una nuvola pass sul
sole, smorzando per un istante il fiotto di luce che entrava dalla porta aperta.
Come osate, signore, insinuare che io sia un ladro? esclam
il signor Rainburrow, gonfiando il petto. La parola signore gli sibil tra i denti.
Ma diamine, signor Rainbillow, vedo che siete una specie di
sacerdote, e so per esperienza che pastori, ministri, preti e ogni
genere di rappresentanti della chiesa si sentono autorizzati a
usare qualunque somma gli capiti fra le mani per aumentare
la propria influenza sugli affari locali, oltre che per costruire
nuove chiese, aggiungere ali a quelle esistenti, dorare gli altari
e compiere altre cosiddette opere buone, soprattutto per migliorare la canonica o la cantina.
Sappiate che non ho toccato neppure mezzo centesimo
ment il missionario, che in realt aveva usato pi di cento
sterline del signor Bone per costruire il deposito dove conservava le balle di lino.
Questo sar facile da verificare disse Joe Dogg, visto che
so quanto aveva il signor Bone in quella cassetta, fino all'ultimo
centesimo. Ho i suoi rendiconti mensili fino a tre anni fa, quando
la corrispondenza si  interrotta. Era meticoloso nell'annotare
le sue spese. Prima di partire esaminer il contenuto della
cassetta e qualunque documento abbia lasciato. Voi, inoltre, presenterete la prova del suo decesso.
Lasciarono il missionario che si mordeva le unghie. La luce del sole torn a inondare la stanza.
Orion Palmer si appoggi al bancone vicino alla porta aperta,
le tempie strette sormontate da un'onda di capelli color rame,
i duri occhi azzurri spalancati. Etienne fiss quella faccia strana,
in cui le mandibole si gonfiavano, piene e carnose, da sotto
i lobi delle orecchie fino al collo massiccio. Mio figlio? Quale?
Ne ho pi di una dozzina, tutti bravi ragazzi, ma non posso
certo sapere dove stanno. Quasi tutti con il popolo della madre.
Il mercante, di buonumore e contento della bella giornata
e del gregge di nuvole che sfilavano nel cielo come pecorelle, studi i due uomini.
Vostro figlio Arana Palmer, signore disse Etienne nel tono
grave che usava con i bianchi autoritari. Abbiamo sentito che conosceva mio nipote Jinot Sel.
Eh s che lo conosceva. Il mercante sospir e riflett per un
lungo istante. Mi sa che Arana sta ancora lavorando i kauri.
Si stuzzic i denti con una lunga unghia. Certo che conosceva
Jinot, lo conoscevamo tutti. Appena arrivato ha fatto prendere
una gran strizza alle donne. Per questo ad alcuni non piaceva.
 morto di una ferita infetta... non c' stato niente da fare. Troppo
tardi per amputare, e qui non c' nessun dottore bianco...
solo io, e io non taglio le gambe alla gente. A mano a mano
che si infervorava, Palmer diventava pi loquace, la bocca svelta
si distendeva in un sorrisetto presuntuoso. Io dico che non
aveva pi l'et n la forza per mettersi a tagliare i kauri, ma il
missionario ce l'ha mandato perch doveva pagarsi la traversata
per tornare a casa. Ci ha provato. Per buttare gi i kauri
ci vogliono uomini forti e giovani disse. Lui non era tanto
giovane, e poi era debole, anche se ci sapeva fare con l'ascia.
Si vedeva. Ha detto che lavorava sul Penobscot, ma dev'essere
passato tanto tempo. Quei giorni sono finiti, sapete... adesso
abbiamo seghe circolari e torelli addestrati. Ora i torelli...
Il mercante era pronto a raccontare di quella sua brillante
innovazione, l'importazione di torelli in Nuova Zelanda, perch
doveva infilare qualche prova del suo valore in ogni conversazione,
ma qualcosa nell'atteggiamento proteso in ascolto
dei due uomini, nei loro sguardi seri che seguivano i movimenti
delle sue labbra lo dissuase. Invece sugger loro di prendere
il piroscafo due porti pi a nord e, seguendo la mappa che
disegn al momento sulla stecca di una cassa da imballaggio
rotta, risalire la pista fino al Big Yam, il campo dove taglialegna
e segatori stavano tirando gi i kauri. Augur loro buona
fortuna. E magari vorrete sbrigarvi a concludere i vostri affari,
perch la Vigor salpa per Port Jackson la settimana prossima.
Di questi tempi non arrivano tante navi, perch le balene
sono tutte andate. Prendete la Vigor e tornatevene a casa.
Allora parl Etienne. Siamo appena venuti qui. Lungo, lungo
viaggio. Vediamo un po' di questa nuova terra, non partiamo
cos presto. Paese molto diverso da K'taqmkuk. Guard
fuori verso il margine rigonfio della foresta oltre il pendio disboscato, sbalordito dalle dimensioni dei ceppi.
Arana pu farvi vedere... sua madre  maori. I maori hanno
un bel po' di posti tapu da cui  meglio stare alla larga. E
il mercante si pass la mano di taglio sulla gola.
Il mattino non era pi sereno; ora chiazze di nuvole proiettavano
ombre claudicanti sul paesaggio. Quando lo trovarono
al lavoro, Arana si rivel un tipico maori, un bel ragazzo robusto
dalle gambe muscolose. Aveva preso ben poco dal mercante
Orion Palmer, a parte la mandibola un po' larga. I capelli
gli cadevano sulle spalle, lunghi e aggrovigliati. Li ascolt, poi
disse: Venite con me, e li guid sul terreno disboscato fino
a un posto difficile da raggiungere, un enorme ceppo di kauri
circondato da schegge e dalle grandi braccia pallide dei suoi
rami mozzati. Salt sulla superficie piatta del ceppo, grande
come il pavimento di un granaio, e fece cenno ai due uomini
di seguirlo. Questo  il kauri che Jinot stava abbattendo quando
la sua gamba malata ha ceduto. Ecco i segni che ha lasciato
disse, indicando le scalfitture dell'ascia sugli anelli esterni.
Etienne tocc i vecchi segni sul legno ingrigito, l'unica prova
rimasta del passaggio sulla terra di Jinot.
Poi spost la conversazione sulle peculiarit di quei bizzarri
giganti arborei che tentavano i boscaioli con i loro corpi perfettamente
lisci, perch anche lui aveva tagliato alberi nel Maine
e Nuova Scozia e non aveva mai visto nulla di simile. Arana
disse che appartenevano alla famiglia dei pini.
Molti dicono aggiunse, che  il legno migliore del mondo.
Fumarono la pipa in silenzio per un po'. Poi Etienne chiese:
Puoi raccontarci qualcosa di Jinot?.
Voleva tornare da voi ma non poteva. Non aveva soldi.
Qual era l'alternativa? Diventare un mercante? Mio padre non
glielo lasciava fare. Un cuoco? Forse. Ma lui conosceva l'ascia,
sapeva tirare gi un albero, anche se era il pi grande del
mondo. Era bravissimo con l'ascia. Una domenica ci ha costruito
una sedia, con la sua ascia. Credo che si sentiva solo,
nessuno per parlare tranne me e qualche taglialegna. Diceva
che lui non voleva venire qui, ma quell'uomo, il signor Bone,
lo ha obbligato. Non voleva tagliare i kauri, diceva che erano
alberi di potere, e lo pensiamo anche noi. Non mi sembra che
ha mai parlato di suo zio. Guard di traverso Etienne, come se fosse appena piombato gi dal cielo.
Non poteva parlare di me, non mi conosceva. Suo nonno
Kuntaw, mio padre,  andato via da baia di Penobscot tanto
tempo fa, tornato da sua gente mi'kmaq vicino al fiume
Sipekne'katik. Kuntaw ha altre due mogli dopo la donna bianca:
una  mia madre. Avevamo i coloni addosso, gli scozzesi
distruggevano pescaie per anguille, bruciavano wikuom.
Arana annu nel sentire nominare le anguille, che rappresentavano
il suo legame con Jinot. Il governo d la nostra riserva
alla gente di Scozia con i capelli di fuoco, cos Kuntaw ci
porta al di l dell'acqua a K'taqmkuk - che i bianchi chiamano
Terranova - dove ci sono fiumi buoni per anguille, buon
pesce e un po' di mi'kmaq. Per noi  un posto buono perch i
bianchi non vanno dove  difficile. Ma noi s, e adesso viviamo
bene. Veniamo a riportare indietro Jinot. Aaron era l per
due anni. Poi va a Boston. Lo cerchiamo per portarlo con noi, ma non lo troviamo.
Joseph Dogg, che era rimasto in silenzio durante quel discorso,
domand a bassa voce se i bianchi non si stessero spingendo
fino a quella terra cos generosa. S rispose Etienne, ma
 ricca solo per noi mi'kmaq, non per i bianchi che vogliono
fare soldi. Loro non vengono per fare case, ma solo per cacciare
carib e prendere pesci. Questi bianchi vanno da Kuntaw
e chiedono di portarli in posti buoni per pescare. Non possono fare danni.
Joe Dogg alz gli occhi al cielo e disse con enfasi:  pericoloso
portare i bianchi nel vostro territorio. Anche se  difficile
arrivarci, se lo ricorderanno e presto cominceranno a volerlo.
Etienne disse: Noi viviamo la nostra vita mi'kmaq. Questo
volevamo dare a Jinot. Guard Arana e cambi discorso.
Il mercante dice che eri amico di Jinot. Magari puoi parlarci
di questo posto dove lui  venuto. Magari puoi farci vedere
come vivete tu e il popolo di tua madre. Ci piace saperlo.
Arana tacque a lungo, poi disse: Andremo nel bush con
mia sorella Kahu, he kanom komiromiro. Lei ha la vista acuta
come l'uccellino che scopre i segreti invisibili. Conosce la foresta con tutti i suoi sensi.
L'escursione capit in una giornata memorabile, un'alba limpida
e luminosa nella stagione degli uccelli nidificanti. Erano
in cinque, perch oltre a Kahu, la sorella maggiore di Arana
con un pappagallo domestico sulla spalla, era venuta anche la
giovane cugina Aihe, muscolosa e rapida nei movimenti come
il delfino da cui prendeva il nome. I suoi capelli ricci sembravano
vivi e mobili, come se ogni ciocca fosse un viticcio che si
allungava in cerca di un appiglio. Il kaka di Kahu sbatteva le
ali e strillava ogni volta che ne aveva voglia, cio spesso, un
suono che a Joe Dogg ricordava qualcuno che strappava le assi dalle pareti di un granaio.
Arana e Kahu tentarono di spiegare il loro paese (un compito
impossibile, perch un paese andava vissuto, non spiegato),
dicendo che la terra apparteneva a trib e clan maori, che
mantenevano le foreste intatte per gli uccelli e tagliavano gli
alberi con giudizio. Aihe li interruppe, accusando alcuni avidi
capitrib di vendere la terra dei loro parenti ai bianchi della
New Zealand Company. Mentre camminavano, Kahu indic
alcuni pohutukawa contorti e disse che erano sacri. Sorgenti
di acqua purissima uscivano gorgogliando dal terreno. In lontananza
vedevano la distesa della foresta gonfiarsi come una grande onda.
Entrarono in quella che Kahu chiam "la foresta di Tane",
e l'aria divent immobile e pesante. Sopra di loro il vento da
ponente scuoteva le cime degli alberi, e c'era sempre qualche
uccello che si levava strillando. Proseguirono in silenzio, mentre
Kahu indicava gli enormi alberi che formavano un tetto
sopra quelli pi piccoli. Joe Dogg era scandalizzato dal comportamento
del rata, che cominciava la propria vita fra i rami
pi alti di un altro albero e poi, a mano a mano che cresceva,
gli risucchiava la forza vitale, mettendo radici che scendevano
fino a terra e si attorcigliavano a formare un tronco distorto che alla fine inglobava l'albero ospite.
Nella tarda mattinata le piccole chiazze di cielo visibile si
riempirono di nuvole, e Kahu disse che stava arrivando un breve
temporale. Prima che finisse di parlare sentirono la pioggia
scrosciare sopra di loro, battendo sulle foglie, anche se le
cime degli alberi erano cos intrecciate che nessuna goccia li raggiunse.
Uscirono dalla foresta mentre il temporale si allontanava, e
da una roccia sporgente videro colonne di foschia levarsi dalle
colline corrugate. Aihe disse che era Papatuanuku, la madre
terra, che sospirava per Ranginui, il padre cielo. In Principio
le due divinit si stringevano in un abbraccio amoroso, creando
una grande oscurit per i loro figli; quando i figli decisero
di dividerli per lasciare entrare la luce, Tane, il dio della foresta,
li separ con gli alberi. Aihe chiese a Etienne di raccontare
qualche storia dei mi'kmaq. Lui ne ricordava vagamente alcune,
ma gli sembravano vuote in confronto a quelle del mondo
maori, pullulante di divinit. I mi'kmaq avevano abbandonato
il loro mondo degli spiriti per adottare il Dio dei missionari.
Quando passarono accanto a un'ongaonga, Aihe tir Joe
Dogg per la manica e gliela indic, dicendo che era una pericolosa
pianta dalle spine velenose. Si racconta di un marinaio
bianco che una notte scapp dalla sua nave. Arriv correndo
in una foresta dove c'erano molte piante di ongaonga, e
nel buio ci cadde in mezzo, urlando. Ma l'ongaonga non lo risparmi
e lo uccise con il suo veleno. Un momento dopo afferr
qualcosa e lo diede a Etienne, dicendo: Ecco un pepeke-
mataruwai per te, lo chiamiamo "insetto dalla faccia sciocca".
Etienne lo butt via ridendo.
Etienne era colpito dal fatto che tutto quello che vedevano, sentivano
o annusavano fosse collegato alle divinit maori e alle
loro vite febbrilmente vendicative. Si ripromise che, una volta
tornato a K'taqmkuk, avrebbe chiesto ai vecchi di raccontargli
le storie degli antenati. Fiss l'oceano sottostante, che luccicava
tra gli alberi, e gli sembr che ricambiasse lo sguardo.
A K'taqmkuk l'Atlantico non lo aveva mai osservato con il suo occhio acquoso. Era un segno?
Joe Dogg ed Etienne Sel raggiunsero Port Jackson con la
luna nuova, e dopo una lunga attesa si imbarcarono su una
nave diretta a Londra e poi a Boston. Dobbiamo trovare Aaron disse Etienne.
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Fine Parte 3.